CONSIGLIO D'EUROPA " "

Democrazia alla prova del web” “

Forum mondiale a Strasburgo: come cambia la politica nell’era digitale

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Retisser la démocratie: connecter les institutions avec les citoyens à l’ère du numérique” (Ritessere la democrazia: connettere le istituzioni con i cittadini nell’era digitale): è il tema della seconda edizione del Forum mondiale della democrazia, che dal 27 al 29 novembre vedrà a Strasburgo la presenza di 1.700 partecipanti da 130 Paesi di tutto il mondo: politici, analisti, intellettuali, giornalisti e rappresentanti della società civile. A promuovere l’appuntamento il Consiglio d’Europa con il sostegno del governo francese, della Région Alsace e della Ville de Strasbourg. Tre giorni per “addetti ai lavori” cui si affiancano manifestazioni ed eventi aperti al grande pubblico che hanno già preso il via domenica 23 novembre. Info: www.coe.int. Nuove forme di partecipazione? Al centro della riflessione del Forum la cattiva “salute” della democrazia – cittadini sempre più disincantati e lontani dalla politica – e l’uso di internet come nuovo e promettente strumento di democrazia partecipativa. Sullo sfondo il recente studio del Consiglio d’Europa, intitolato “Sfruttare il web come strumento di democrazia: nuove direzioni per lo studio e la pratica della democrazia digitale”, che rivela in molti Paesi del mondo una significativa diminuzione – tra il 2007 e il 2013 – della partecipazione alle elezioni e delle adesioni a partiti e sindacati e, al tempo stesso, un aumento di social network, blog e media online, in particolare website creati da governi, parlamenti e istituzioni locali, che creano nuovi spazi per i cittadini, offrendo loro una possibilità senza precedenti di accesso diretto alla vita pubblica. Accesso soprattutto in termini di partecipazione in tempo reale al dibattito politico e di contributo ai processi decisionali, influenzando le scelte operate dai loro rappresentanti. Di qui gli interrogativi di fondo: queste nuove forme di partecipazione online stanno davvero rivoluzionando la prassi democratica chiedendone una re-definizione? Possono gettare le basi di una “democrazia 2.0” e costituire una risposta alla cosiddetta crisi della politica? Addetti ai lavori… A inaugurare i lavori il 27 novembre saranno Thorbjørn Jagland, segretario generale CdE; Roland Ries, sindaco di Strasburgo, e Philippe Richert, presidente della Région Alsace. Seguirà un dibattito sulla partecipazione dei cittadini, fra tendenze e prospettive, moderato da Jean-Claude Mignon, presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. “Democrazia in movimento” è il tema della sessione plenaria di mercoledì 28 novembre cui seguiranno alcuni laboratori dedicati, tra l’altro, alle alternative possibili alla democrazia rappresentativa, al percorso verso la democrazia 2.0, alle piste di lavoro per il futuro. Fra le iniziative in programma lo stesso giorno, il lancio di una campagna contro l’istigazione all’odio su internet e la presentazione della rete delle scuole di studi politici del Consiglio d’Europa. L’ultimo giorno, 29 novembre, laboratori su “Governare con i cittadini” (democrazia diretta, bilancio partecipativo, democrazia locale digitale) e su “Immaginare il futuro” (competenze per la democrazia, empowerment, Eu global trends 2030). Tra i partecipanti Robert Biarnason, cofondatore di Citizens Foundation (Islanda); Adam Nyman, direttore di Debating Europe; Dmitry Dedov, giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo; Mark Johnson, giornalista di “The Economist”; Gagik Harutynyan, presidente della Corte costituzionale della Repubblica di Armenia. …e non solo. Nell’ambito del programma “parallelo” per il grande pubblico rientra il conferimento, il 28 novembre, del Premio “Giovanni Falcone per la giustizia e la democrazia” da parte della Ville de Strasbourg a chi si sia distinto in questi ambiti. Tra gli altri appuntamenti un forum sul “2013 visto dalla geopolitica”; una conferenza sul “bisogno dell’Europa”; alcuni dibattiti promossi da Reporters sans frontières sul diritto all’informazione in Siria, sul futuro della stessa informazione, sull’indipendenza e la libertà di stampa; un festival internazionale del cinema sui diritti dell’uomo e un concerto per la pace. Ma Strasburgo si candida a essere non solo “capitale” della politica e della democrazia. La città sede del Consiglio d’Europa e del Parlamento europeo, dal 28 dicembre al 1° gennaio 2014 sarà, su invito delle diocesi cattoliche e delle chiese protestanti delle due sponde del Reno, teatro dell’incontro annuale di Taizé, confermandosi così crocevia di culture e di dialogo, segno di fede e di speranza.