CHIESE IN BREVE" "

Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia

Repubblica Ceca: assistenza spirituale in carcereIl Servizio penitenziario di Stato della Repubblica Ceca (Spscr), la Conferenza episcopale ceca e il Consiglio ecumenico delle Chiese il 21 novembre hanno firmato un accordo sull’assistenza spirituale negli istituti penitenziari. Secondo Petr Dohnal, direttore generale dell’Spscr, il servizio spirituale nei penitenziari si è rivelato pienamente efficiente durante i 15 anni della sua esistenza. “Non riesco a immaginare il servizio penitenziario senza di esso. I cappellani portano avanti un lavoro virtuoso, aiutando i detenuti a diventare coscienti dei crimini che hanno commesso e sostenendo la loro volontà di diventare persone migliori”, afferma Dohnal, apprezzando i risultati del servizio spirituale offerto dalle Chiese. L’accordo modifica il processo di approvazione dei candidati alla cappellania, nonché le condizioni per l’approvazione e la revoca del primo cappellano del Servizio penitenziario di Stato. Il documento rafforza anche il Consiglio per l’assistenza spirituale per quanto riguarda il numero dei membri, che passano da cinque a otto. “Questa cooperazione nel settore dei penitenziari va a beneficio di tutta la società e sono grato per questo”, sostiene il cardinale Dominik Duka, presidente della Conferenza episcopale ceca, appoggiato da Joel Ruml, presidente del Consiglio ecumenico, il quale è convinto che l’accordo fornirà lo spazio per un miglioramento dell’assistenza spirituale in questo ambiente con esigenze specifiche. In Slovacchia riflessioni d’Avvento onlineCirca 250 persone si sono iscritte al programma Riflessioni d’Avvento nella prima giornata in cui è stato possibile aderire ufficialmente all’iniziativa. Il programma, lanciato dalla Conferenza episcopale slovacca, offre l’opportunità di ricevere ogni giorno via e-mail una riflessione scritta da un vescovo su un argomento attinente al Vangelo del giorno. “In questo modo vogliamo condividere la nostra vicinanza spirituale sottolineando la sacralità dell’Avvento e la magnificenza del Natale, e esprimendo il nostro cammino spirituale comune con i fedeli”, ha spiegato mons. Stanislav Zvolenský, presidente della Conferenza episcopale. “Attraverso queste riflessioni vogliamo diventare vicini a Dio in questo tempo speciale di attesa per la venuta di Gesù Cristo e – naturalmente – vogliamo crescere nella vicinanza reciproca”, ha aggiunto il prelato. Secondo gli organizzatori il progetto, che inizierà la prima domenica di Avvento (1° dicembre) e durerà fino al 1° gennaio 2014, “si rivolge a tutte le persone di buona volontà”. Le riflessioni saranno inoltre pubblicate sul sito: http://advent.kbs.sk. Polonia: fede e affari, incontri per gli imprenditoriPer conoscersi e pregare insieme, e per scoprire “come diventare milionari e conservare la fede” il prossimo 30 novembre a Cracovia s’incontreranno gli aderenti alle numerose organizzazioni di imprenditori cattolici polacchi. Domenica, 1° dicembre andranno tutti “Insieme nella fede, insieme negli affari” in pellegrinaggio al santuario della Divina misericordia di Lagiewniki. Lì, dopo una celebrazione eucaristica, ascolteranno la conferenza di Roman Trzaskalik su “Il bene comune nella vita e nelle attività dell’imprenditore e del manager”. Le numerose associazioni di imprenditori cattolici polacchi durante i loro incontri, come quello organizzato recentemente a Varsavia, danno testimonianza di come si può unire il successo professionale e la fede. “Dio è sempre presente nella mia vita sia quella lavorativa che quella familiare”, afferma Tadeusz Radlinski che, per 33 anni nei cantieri navali di Danzica ha “venduto delle navi del valore di 2 miliardi di euro”. Radlinski, parlando della crisi dell’industria cantieristica, ricorda: “Ho perso molto e non ho paura di confessare che ebbi dei momenti di panico; allora però qualcuno mi disse che il panico e la disperazione non sono cristiani”. “Colui che ha fede in Dio deve anche avere la speranza”, sottolinea, aggiungendo che nella vita ha anche dovuto studiare in “una grande scuola di umiltà”. “Prima della crisi mi sembrava che tutto andasse bene poiché l’umiltà non è una caratteristica delle persone benestanti – racconta -. Mentre il successo ti insegna l’arroganza, la saggezza e la ragione stanno proprio nelle sconfitte”.