GIORNALI FISC
L’esortazione apostolica di Papa Francesco, l’attualità socio-politica italiana, l’alluvione in Sardegna, la cronaca, la vita delle diocesi: gli editoriali delle testate cattoliche” “
L’esortazione apostolica di Papa Francesco “Evangelii gaudium”, l’attualità socio-politica italiana, l’alluvione in Sardegna, la cronaca, la vita delle diocesi… Sono alcuni degli argomenti di cui parlano gli editoriali dei giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) in uscita in questi giorni. Ne proponiamo una rassegna tra quelli giunti in redazione.
Evangelii Gaudium. “Il Papa dell”Evangelii Gaudium'”. “La ‘summa’ del pensiero di Papa Francesco”. “Il manifesto di Papa Francesco”. “L’annuncio del Vangelo”. Sono alcuni dei titoli degli editoriali che i settimanali dedicano all’esortazione apostolica “Evangelii Gaudium”, nella quale Papa Francesco sviluppa il tema dell’annuncio del Vangelo nel mondo attuale. “Recuperare la freschezza originale del Vangelo: è l’invito di Papa Francesco” nell’esortazione, nella quale, nota Amanzio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio), il Pontefice “raccomanda – alla Chiesa di oggi e a quella che verrà – di non imprigionare Cristo nei nostri ‘schemi noiosi'”. Si tratta di una “vera e propria ‘summa’ del suo pensiero, tante preziose indicazioni, anche per rivedere consuetudini della Chiesa ‘non direttamente legate al nucleo del Vangelo'”. Nell’esortazione apostolica, osserva Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia), “per la Chiesa nel suo complesso c’è il richiamo alla coerenza, all’esemplarità, alla testimonianza, alla piena attuazione del dettato conciliare, in particolare della sinodalità e della corresponsabilità. Chiamata a essere comunità alternativa, la Chiesa, in un momento come questo, non può venir meno alla sua vocazione. Sua missione è continuare l’opera di misericordia di Dio e di Gesù Cristo, essere dispensatrice aperta e generosa e non gelosa custode della grazia che lo Spirito Santo ha messo a sua disposizione”. Per Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia), “è bello sentire un Papa che dice: ‘Dio ci liberi da una Chiesa mondana sotto drappeggi spirituali o pastorali’. Che invita a fare spazio – anche decisionale – ai laici e alle donne, che vuole omelie che scaldino il cuore e non un’ossessiva ‘predicazione puramente moralista o indottrinante’. Vediamo di aiutarlo facendo innanzitutto conoscere il suo forte messaggio. Mai un Papa in epoca moderna aveva parlato con questa forza evangelica”. In “Evangelii Gaudium”, sottolinea Roberto Busto, direttore della Vita Casalese (Casale Monferrato), “Papa Francesco traccia le linee della Chiesa nel nostro tempo e per il suo servizio pastorale e disegna come programma l”annuncio del Vangelo nel mondo contemporaneo'”. “Una esortazione da brivido evangelico”, sostiene Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone), in un editoriale rilanciato dal Sir e ripreso anche dalla Voce del Popolo (Brescia). “Papa Francesco sorprende nella sua genuinità fino a disarmare il malumore – scrive Cescon -. E, allora, può concedersi molto di più: risvegliare lo spirito missionario della sua Chiesa. Con delicatezza chiede di partecipare al suo sogno missionario per trasformare ‘le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale’ al fine di adeguarli all’evangelizzazione, coinvolgendo maggiormente il ‘genio della donna’”. Anche il Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio) dedica spazio all’esortazione apostolica del Papa, al cui centro c’è “un accorato appello a tutti i battezzati perché con nuovo fervore e dinamismo portino agli altri l’amore di Gesù in uno ‘stato permanente di missione’, vincendo ‘il grande rischio del mondo attuale’, ossia quello di cadere in ‘una tristezza individualista”. Per la Gazzetta d’Asti, ora “la nuova evangelizzazione, lanciata da Giovanni Paolo II, ha una sua magna charta, che riprende e sviluppa la ‘Evangelii nuntiandi’ di Paolo VI sula base del Sinodo 2012 con la particolare sensibilità sudamericana di Papa Bergoglio, sensibilità metropolitana ma attenta a tutte le periferie”. Della visita di Putin al Papa si occupa, invece, Bruno Cappato, direttore della Settimana (Adria-Rovigo): “Non poteva non meravigliare il fatto di vedere un presidente della Russia incontrare il Papa, baciare con trasporto un’icona mariana e segnarsi con il segno della croce alla maniera ortodossa”.
L’attualità politica italiana. I settimanali diocesani dedicano ampi spazi all’attualità politica italiana. Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), commentando la decadenza di Berlusconi da senatore, osserva: “Ci sono ben altri mali che affliggono l’Italia e che non vengono cancellati dalla bacchetta magica della ‘decadenza’”, come “la mancata riforma della giustizia che tutti ritengono necessaria ma che nessuno riesce ad abbozzare”, o come l'”incapacità” e l'”inconcludenza che si rivelano, purtroppo, da molto tempo anche negli altri ambiti, che costituiscono nodi cruciali nell’asfittica democrazia italiana: le riforme istituzionali, sempre al palo; e la riduzione della spesa pubblica e della pressione fiscale, ambedue sempre, invece, in aumento”. Per Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza), “Berlusconi esce tra le polemiche dal Parlamento, ma non è detto che tutto finisca qui”. L’auspicio è che, comunque, “il Paese ritrovi un po’ di serenità e che la conflittualità non si esasperi ulteriormente, perché in questo caso sarebbero i cittadini a pagarne il prezzo”. “Non è detto che ci sia del meglio, certo c’è molto di nuovo nella politica italiana”, sostiene Ezio Bernardi, direttore della Guida (Cuneo), ricordando la decadenza di Berlusconi da senatore, la dissoluzione del Pdl e il potente scossone interno registrato dal Pd. Un invito a non restare spettatori di fronte allo “scempio della politica attuale, che ha gettato il Paese intero in una crisi di valori e d’identità”, viene da Mario Barbarisi, direttore del Ponte (Avellino): “Se vogliamo davvero essere degni di definirci cattolici, dobbiamo posare le pantofole e… salire in campo. Il luogo dell’impegno, il campo, non è certamente solo la politica, ma il sociale di cui la politica è parte essenziale”. Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), invita i politici a “guardarsi allo specchio”, ricordando le tante cose che non vanno, come, ad esempio, le tasse: “L’Ici andava eliminata. Venne dunque l’Imu, che era solo un’Ici col nome diverso. Ma anche questa andava messa da parte, almeno per la prima casa. Vennero nel frattempo la Trise, la Tasi e la Tari. E ora, a riassumerle tutte, sta per arrivare la Iuc. Bel nome. E bella fantasia. La cosa certa è che noi paghiamo, mentre loro… spendono. La spending review non tocca mai le spese politiche, ma solo quelle a favore della gente: scuola, sanità, cultura, servizi sociali…”. Ma, come osserva Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova), “la civiltà di un Paese si misura, tra l’altro, anche dalle sue scuole. O, perlomeno, qui si misura la sua capacità di progettare il futuro, di guardare oltre il ristretto orizzonte della contemporaneità. Ed è questa lampante mancanza di prospettiva, prima ancora della sorte della scuola paritaria, che ci preoccupa di più quando guardiamo all’Italia di oggi”.
L’alluvione in Sardegna. “In questi giorni centinaia di ragazzi e ragazze hanno mostrato un cuore grande, ma soprattutto hanno dato un segnale di speranza davanti a una tragedia che speriamo non si ripeta più”: lo scrive Marco Piras, direttore dell’Arborense (Oristano), in un editoriale rilanciato dal Sir, ricordando l’impegno dei giovani nelle zone colpite dall’alluvione. Per Piras, ora “le istituzioni, gli enti regionali e quelli locali sono chiamati a non disperdere questo entusiasmo e questa spinta solidale, ma – al contrario – a promuovere e incoraggiare esperienze di volontariato prolungate nel tempo”. Sempre dedicato alla Sardegna l’editoriale di Raffaele Mazzoli, direttore del Nuovo Amico (Pesaro-Fano-Urbino): “Il costo disumano dell’incuria si è abbattuto questa volta sulla Sardegna”. “L’esperienza – prosegue Mazzoli – dice che ci sarà un forte sussulto che purtroppo non avrà seguito. Alla pietà per le vittime e alle conseguenze di disagio si risponderà con le solite rituali manifestazioni di facciata. Ma c’è qualcosa che arriva prima della politica ed è la solidarietà: un fenomeno diffuso che nessuno può misurare e che fa emergere prepotentemente il cuore della gente”.
Cronaca. Sui giornali diocesani anche approfondimenti dedicati ai principali fatti di cronaca locale, nazionale ed estera. Prendendo spunto dallo sciopero dei dipendenti dell’azienda municipale dei trasporti di Genova, Gianpiero Moret, direttore dell’Azione (Vittorio Veneto), suggerisce come superare le difficoltà in cui si dibattono le aziende dei trasporti municipalizzate: innanzitutto, “si deve procedere a una radicale pulizia nella gestione pubblica dei beni comuni”, rimuovendo “la presenza dei partiti nella loro gestione”; in secondo luogo, i cittadini devono provare “a usare” i mezzi pubblici “con più frequenza” per “rompere il circolo vizioso dell’uso della propria macchina perché i mezzi pubblici non funzionano bene e fanno perdere tempo e avviare quello virtuoso di un uso più generale dei mezzi pubblici che renda sostenibili i costi e migliore il servizio”. Mettendo in luce le varie difficoltà che affliggono Mantova da alcuni anni, la Cittadella (Mantova) esorta “la società civile mantovana nel suo complesso” ad “avviare una riflessione approfondita su quale idea abbia del proprio futuro e in quale direzione voglia muovere i suoi prossimi passi”. Un invito all’ottimismo da Giorgio Bardaglio, direttore del Cittadino (Monza e Brianza): “Monza è una città che ancora si interessa, che sa avere cuore anche quando scuote il capo, che nonostante la pioggia o il gelo di questi giorni mette attorno a un banchetto una mezza dozzina di uomini e donne che raccolgono firme contro le slot machine, senza ritorno alcuno, se non la speranza che il mondo sia più giusto. Direi che non è poco”. L’Eco del Chisone (Pinerolo), rifacendosi a un fatto di cronaca locale (l’ingresso gratuito alla manifestazione “Panettoni in vetrina” per domenica pomeriggio), pone la questione: “È meglio la totale gratuità o è meglio, per manifestazioni di un certo livello qualitativo, un biglietto d’ingresso seppure modesto? Che sia benvenuta la gratuità è fuori discussione, ma non può essere una regola” perché “rischia di svilire” il fatto che dietro alla manifestazione “ci sono passione, ricerca, lavoro e costi fissi”. Inoltre, “‘la gratuità è solo apparentemente democratica’, perché, quando di mezzo ad esempio c’è un ente pubblico, i costi sono poi ripartiti fra tutti, sia chi è interessato davvero alla manifestazione – gastronomica o di carattere culturale – sia coloro che non ne usufruiscono”. Il Nuovo Diario Messaggero (Imola) propone l’esperienza di un giovane, che ama la sua patria, ma che è tentato di andare all’estero per trovare un lavoro: “Se mi venisse chiesto di fare qualche esperienza lavorativa all’estero, molto probabilmente, coglierei l’occasione; ma se dovesse diventare un’esperienza permanente, pur amando viaggiare, imparare lingue straniere, visitare città d’arte e di culture diverse, non credo accetterei. Sono molto legato all’Italia, sono contento di essere italiano e per questo voglio mettere le mie energie, la mia personalità, le mie capacità, a disposizione del mio Paese”. Uno sguardo oltre i confini nazionali lo getta, invece, Stefano Fontana, direttore di Vita Nuova (Trieste), parlando del fatto che “in Francia è pronta la legge che istituisce per il 9 dicembre di ogni anno la ‘Festa della laicità'”, la quale “è un’artificiale imposizione di regime, è l’assunzione da parte dello Stato di una nuova religione pubblica che esso impone a tutti i cittadini, perdendo però così la propria laicità”.
Chiese locali. Non manca, infine, negli editoriali l’attualità ecclesiale. Il Corriere Eusebiano (Vercelli) riporta la riflessione del vescovo, monsignor Enrico Masseroni, per l’Avvento: è “il tempo della famiglia; il tempo per porci domande attorno alla tavola imbandita anche nei giorni feriali: che cosa decidiamo di fare per rispettare questo Avvento vigiliare del Natale?”. Il presule, infatti, ricorda che “nel mondo ci sono bambini senza futuro, condannati a una vita triste, incapaci di sorridere. Noi, che facciamo per loro? È una domanda sapiente se posta dai genitori ai loro bambini benestanti, a cui la vita non nega nulla. La notizia dei bimbi senza sorriso è inquietante; ma è salutare ripeterla nei giorni che vengono. Gli eventi della vita hanno una diversa valenza educativa”. Insomma, spiega il vescovo, “anche l’Avvento è un’occasione da non perdere per trasmettere ai figli i valori che contano”. Per la Voce Alessandrina (Alessandria), “l’Avvento è un nuovo inizio, che ci chiama a scoprire ancora la buona notizia rivolta a noi”. Di qui un invito a “stare da credenti nell’attesa: non in una falsa tensione, indistinta quanto alla meta e contratta dalla paura; nell’attesa di chi accoglie come buona notizia la propria umanità e l’umanità di ogni fratello e sorella, l’umanità che Dio ha fatto sua nel mistero dell’Incarnazione”. Montefeltro (mensile della diocesi di San Marino-Montefeltro) ricorda l’intervento del vescovo emerito Luigi Negri in occasione della chiusura dell’Anno della fede: la “riconciliazione” è “come un tessuto nuovo che si costruisce nella vita sociale e che magari può apparire piccolo e insignificante ma è la cellula della società nuova, in una società malata che sta morendo, perché sta morendo di mancanza di riconciliazione degli uomini con gli altri uomini. È questa decomposizione della vita sociale ha il volto tremendo della violenza che dilaga ormai imbattibile, irresistibile in tutti gli spazi della vita sociale, cominciando dalla famiglia e caratterizzando anche le vicende internazionali e mondiali”. Ricordando la conclusione della fase diocesana del processo di canonizzazione di don Tonino Bello, sabato 30 novembre, Luigi Sparapano, direttore di Luce e Vita (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi), osserva che don Tonino ci ha “permesso di guardare in faccia il volto di una Chiesa bella, autentica, vicina, familiare, soprattutto credibile, come Papa Francesco dimostra”. Cresce la voglia di oratorio in diocesi, ricorda Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-Sanseverino Marche): “In pochi anni gli oratori, spesso interparrocchiali, da poche unità ora sono oltre 13. Il fenomeno ha messo in evidenza anche la necessità di animatori e gestori degli oratori”. Così in diocesi per il secondo anno si parla de “La cassetta degli attrezzi”: un corso per operatori pastorali principianti da consolidare che “prende l’avvio sabato 30 novembre al don Orione di Sanseverino Marche”. Dopo due anni di restauri, avverte infine il Biellese (Biella), “il duomo spalanca le porte” e per l’occasione arriverà la statua della “Madonna di Oropa” in cattedrale.