INIZIATIVA DELLA DIOCESI " "

Frenare il gioco d’azzardo i cattolici baresi a fianco della Regione” “

L’arcivescovo di Bari-Bitonto Francesco Cacucci e il Consiglio pastorale diocesano, con una lettera aperta, hanno manifestato il loro sostegno alla proposta di legge contro la diffusione del gioco d’azzardo patologico. Limitazioni alle autorizzazioni di nuove sale da gioco in un raggio inferiore ai 500 metri da scuole, luoghi di culto, oratori, impianti sportivi e centri giovanili e sociali

S’intitola "Contrasto alla diffusione del gap (gioco d’azzardo patologico)" la proposta di legge all’ordine del giorno del Consiglio regionale pugliese del prossimo 5 dicembre. La proposta prevede, tra l’altro, che nuove autorizzazioni per sale da gioco e l’installazione di apparecchi da gioco non saranno concesse nel caso di ubicazioni in un raggio non inferiore a cinquecento metri, da istituti scolastici di qualsiasi grado, luoghi di culto, oratori, impianti sportivi e centri giovanili, centri sociali o altri istituti frequentati principalmente da giovani. Sono quasi 4 miliardi gli euro consumati dai pugliesi nel 2012 nell’azzardo, a cui aggiungere il 20% (percentuale stimata) per il gioco on-line e quelli dilapidati nel gioco illegale. Sull’argomento, al presidente Vendola e a tutti i consiglieri regionali, si sono rivolti con una lettera aperta diffusa oggi l’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Francesco Cacucci, e il Consiglio pastorale diocesano.

Lodevole iniziativa. "L’iniziativa intrapresa dalle Istituzioni regionali, di porre una seria regolamentazione al fenomeno dell’azzardo, per prevenire la piaga della cosiddetta ludopatia, è indubbiamente lodevole e condivisibile", recita la lettera, in cui si esprime, inoltre, "soddisfazione" per il fatto che la proposta di legge "è stata licenziata all’unanimità dalla III Commissione Servizi Sociali e dalla Commissione Bilancio, in particolare per quanto riguarda la dislocazione delle sale gioco rispetto ai luoghi sensibili". Monsignor Cacucci e il Consiglio pastorale diocesano invitano, quindi, il Consiglio regionale "a una sollecita approvazione nel rispetto dei lavori dell’Aula", nel rispetto della "legittima autonomia degli Organi di Governo della nostra Regione", con i quali "siamo certi di condividere la stessa ansia e il medesimo impegno", affinché sia reso concreto l’obiettivo costituzionale dell’art. 3 sul pieno sviluppo della persona umana". "A sollecitare il nostro intervento – prosegue il documento – è anche il dono di una fede che, attingendo al magistero sociale della Chiesa, prende a cuore la causa dell’uomo nella totalità dei suoi aspetti e in vista di una sua integrale promozione". Oggi, infatti, il gioco d’azzardo "è tra le cause principali dell’odioso fenomeno di usura". L’utopia di conseguire facili guadagni, "fomentata da una pubblicità sempre più pervasiva e ingannevole, non costituisce la base per una società giusta e solidale".

Accanto ai deboli. "La Puglia, dopo la Lombardia, sarà così la seconda Regione a dotarsi di un importante strumento per arrestare questa pericolosa piaga sociale", si legge ancora nel documento. Per questa ragione, "tutta la comunità dei credenti insieme agli uomini di buona volontà intende confermare la propria vigile attenzione nei confronti del problema e garantire il massimo impegno a collaborare con le Istituzioni per la concretizzazione di un provvedimento di Legge così importante". Infine, conclude la nota, "Guardando alle prossime festività natalizie e al loro più autentico significato cristiano e umano, siamo certi che questo debba essere un nostro preciso impegno accanto ai deboli, per riconoscere, rispettare e promuovere la loro dignità e per aiutarli a guardare con fiducia al domani sulle ali della speranza e della carità".
"Ci auguriamo che giovedì il Consiglio regionale possa approvare all’unanimità la proposta di legge, alla cui costruzione abbiamo anche noi contribuito", dichiara Attilio Simeone, coordinatore nazionale del Cartello "Insieme contro l’azzardo". "Ci sono due aspetti particolarmente interessanti nella proposta: il fatto che le nuove sale da gioco debbano stare lontane almeno 500 metri da importanti luoghi di socializzazione e l’offerta di un ausilio economico per continuare l’opera di formazione e informazione da parte di coloro che come noi e le fondazioni antiusura sono impegnati quotidianamente nella lotta all’azzardo e all’usura".