CHIESE IN BREVE" "

Ccee-Secam, Repubblica Ceca, Slovacchia

Ccee-Secam: seminario “La gioia della famiglia”Il Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) e il Simposio delle Conferenze episcopali di Africa e Madagascar (Secam) hanno deciso di promuovere congiuntamente un seminario di vescovi africani e europei nel mese di maggio 2015 che si concentrerà sul tema della famiglia. “Alla luce della recente esortazione apostolica di Papa Francesco – affermano i due organismi ecclesiali -, e ponendosi in continuità con le riflessioni che saranno affrontate nel corso della prossima Assemblea straordinaria del Sinodo dei vescovi sul tema della famiglia”, il seminario affronterà il tema “La gioia della famiglia”. Scopo dell’incontro, precisano Ccee e Secam, “sarà lo studio della famiglia in Africa e in Europa come protagonista della evangelizzazione e bisognosa allo stesso tempo di essere evangelizzata”. Repubblica Ceca: le novità di Hradec Králové Papa Francesco ha affidato il mondo al Cuore immacolato della Vergine Maria a ottobre di quest’anno. Questo gesto ha ispirato il vescovo Hradec Králové ad affidare la sua diocesi di Hradec Králové, in Repubblica Ceca, all’intercessione della Madre di Dio. La celebrazione eucaristica si terrà il 1° gennaio 2014, in occasione del 350° anniversario di fondazione della diocesi. Oltre all’atto di affidamento, il programma prevede la presentazione di un nuovo simbolo diocesano ideato dal cardinale Andrea di Montezemolo, uno degli esperti di araldica più famosi al mondo. Allo stemma tradizionale, che attualmente raffigura una colomba simboleggiante lo Spirito Santo, verrà aggiunta la lettera “M” come simbolo dell’affidamento a Maria. I fedeli avranno inoltre l’opportunità di venerare una copia della statua della Madonna di Fatima mentre in tutte le parrocchie verrà letta la lettera pastorale del vescovo diocesano. L’intero anno 2014, che è stato proclamato “Anno delle vocazioni” a Hradec Králové, sarà dedicato all’evangelizzazione e alla pastorale giovanile per “aiutare i giovani a discernere la loro vocazione nel mondo di oggi all’interno della loro missione nella Chiesa Cattolica”. Slovacchia: “Uniti per aiutare poveri e famiglie””Laddove gli uomini e le donne sono condannati a vivere nella povertà, lì i diritti umani sono violati. Unire le nostre forze per garantire che questi diritti siano rispettati è il nostro compito solenne”: era questo il motto della conferenza regionale intitolata “Famiglia e povertà”, organizzata nei giorni scorsi a Bratislava dalla Società slovacca per la famiglia (Ssf) e dalla Commissione affari sociali del Consiglio nazionale della Repubblica Slovacca. Esperti provenienti da Slovacchia, Polonia, Ungheria, Germania, Croazia e diversi organismi europei si sono riuniti per discutere azioni concrete che possano contribuire a una maggiore comprensione culturale della famiglia come cellula fondamentale della società e la necessità di politiche pubbliche tradizionali sulla famiglia allo scopo di fornire indicazioni utili a delineare politiche familiari nell’Europa centrale e orientale. Secondo l’europarlamentare Anna Záborská, presidente della Ssf, la povertà delle famiglie si riscontra anche nelle nazioni europee più sviluppate. “Questo fenomeno esiste davvero, anche se generalmente non è così visibile come – per esempio – la povertà delle comunità rom in Slovacchia, tanto che alcune famiglie, specialmente quelle con più figli, si trovano in situazioni di estrema povertà. Non dobbiamo cedere alla globalizzazione dell’indifferenza!”, ha dichiarato Záborská a SirEuropa. Le famiglie numerose sono state definite il gruppo sociale più a rischio in Slovacchia negli ultimi quattro anni anche da Zuzana Podmanická, dell’Ufficio statistico della Repubblica Slovacca. Secondo Barbora Sadowska, che si occupa di questioni legate alla povertà in Polonia, non è sufficiente “ridistribuire i beni materiali per aiutare i poveri”. L’aiuto vero “consiste negli sforzi compiuti per integrarli nella società attraverso una partecipazione attiva nel processo”. Alle sue parole fa eco Sándor Gurbai, presidente di Caritas Europa, il quale sottolinea che l’aiuto ai poveri “non è una questione di servizio, ma piuttosto di volontà politica per creare un partenariato con coloro che sono vittime della povertà nella ricerca comune di soluzioni a tutti i livelli”. Bozena Kovácová, dell’Associazione delle città e dei comuni della Slovacchia, ha indicato tre aree di interesse cruciali per orientare le politiche comunali di lotta all’eradicazione della povertà: vita, educazione e lavoro.