GRECIA E ITALIA
Il piano “Famiglie solidali” di Caritas Italiana e Caritas Grecia. Previsti scambi culturali, attività di animazione pastorale, pellegrinaggi e campi di volontariato, ma soprattutto progetti per aiutare i poveri. L’arcivescovo cattolico di Atene, monsignor Nikolaos Foscolos, denuncia “una corruzione dilagante”. Il timore di una vasta rivolta sociale
Contrastare gli effetti della crisi economica attraverso lo scambio di esperienze e la creazioni di rapporti solidali tra reti e gruppi di famiglie greche e italiane. È in sintesi il piano di gemellaggio "Famiglie solidali" che Caritas Italiana e Caritas Grecia (Hellas) hanno promosso nei giorni scorsi ad Atene presenti i delegati delle Caritas diocesane di Teggiano-Policastro, Foligno, Udine e Andria, tra le prime ad aderirvi. Nuove forme di collaborazione. "È stato un viaggio all’interno della crisi greca e della Chiesa cattolica locale – spiega Danilo Feliciangeli, di Caritas italiana e coordinatore del progetto – utile a capire la realtà e trovare così nuove forme di collaborazione e dare così risposte ai bisogni delle persone". Il viaggio ha portato la delegazione italiana in diverse parrocchie di Atene, poi a Patrasso e nell’isola di Syros, dove hanno potuto vedere l’impegno delle Caritas locali a favore delle persone colpite dalla crisi economica. Caritas diocesane e Caritas Grecia sono in prima linea nel dare aiuto materiale e morale a questa gente che, aggiunge Feliciangeli, "provengono sempre più da ampi strati della società greca. Disoccupati, madri di famiglia, persone che non riescono a fare fronte alle diverse scadenze come mutui, affitti, bollette, utenze varie e devono tagliare spese familiari come vestiti e viveri. Sono molte quelle che nel Paese hanno anche rinunciato all’automobile e ad avere l’elettricità in casa". Timori di una rivolta sociale. Una situazione insostenibile che, per l’arcivescovo cattolico di Atene, monsignor Nikolaos Foscolos, è figlia "di una corruzione dilagante". Incontrando la delegazione della Caritas italiana l’arcivescovo ha spiegato che "dal suo ingresso in Europa, in Grecia sono transitati tantissimi soldi che dovevano servire a costruire infrastrutture e a far crescere il Paese e la sua gente. Invece una buona parte di questi sono finiti nelle tasche dei politici, depositati in conti in Svizzera". "Per il Paese non si è fatto nulla – ha incalzato l’arcivescovo – eccetto che per le Olimpiadi che sono costate e costeranno ancora alla popolazione. La corruzione è dilagante. Entro il prossimo anno dovranno essere licenziati migliaia d’impiegati pubblici che erano stati assunti in modo clientelare. Ciò che è paradossale – è stata la conclusione – è che gli stessi partiti, gli stessi politici che hanno affossato il Paese, ora sono quelli che lo devono far rialzare. Non vedo un’uscita in tempi più o meno brevi a questa crisi, anzi temo una vasta rivolta sociale". I delegati italiani hanno anche incontrato padre Antonio Voutsinos e padre Andrea Voutsinos, rispettivamente presidente e direttore di Caritas Grecia e di Caritas Atene. Con loro hanno potuto conoscere da vicino l’impegno profuso dai volontari, greci e soprattutto stranieri, delle chiese locali nel campo della solidarietà. Nel Paese ellenico, infatti, i cattolici nativi sono circa 50mila (0,5% della popolazione) ma arrivano a circa 300mila con la presenza straniera. Un cammino tracciato. Oltre ai delegati presenti al viaggio in Grecia sono diverse le diocesi che hanno già dato disponibilità a partecipare al progetto "Famiglie solidali", tra queste anche Milano e Roma. Il cammino è tracciato e dopo questa prima visita di conoscenza, dice Feliciangeli, "le diocesi italiane e le comunità greche lavoreranno insieme per elaborare piani di gemellaggio che potrebbero comprendere attività di animazione pastorale, scambi culturali, pellegrinaggi e campi di volontariato, ma soprattutto progetti di risposta ai bisogni generati dalla crisi". Tre, in particolare, sono le azioni specifiche da mettere in campo: "l’accompagnamento della Caritas diocesana greca gemellata per migliorarne le capacità di ascolto e di osservazione delle urgenze sul proprio territorio, la formazione di gruppi e reti di famiglie con proposte di auto mutuo aiuto stimolando la nascita di ‘gruppi famiglie’ ed infine implementare i progetti sviluppando ulteriori proposte come gruppi di acquisto solidale, aiuto sanitario e psicosociale, microcredito, sostegno al centro rifugiati di Atene, a case di riposo per anziani, creazione di attività generatrici di reddito e occupazione, accoglienza in Italia di studenti greci". La Caritas Italiana ha già promosso, dopo l’incontro mondiale delle famiglie di Milano del giugno 2012, un programma di intervento, "Elpis" (speranza), per assistere 230 nuclei familiari greci. Tutti i progetti compresi nel nuovo piano saranno sostenuti sia da risorse raccolte nelle diocesi italiane o provenienti da partecipazione a bandi europei o da donatori italiani e greci sia da un fondo stanziato dalla Cei.