GIORNALI FISC

L’opinione del territorio

L’attualità politica italiana, la protesta dei “forconi”, Nelson Mandela, il Natale, la cronaca e la vita delle diocesi: gli editoriali delle testate cattoliche

L’attualità politica italiana, la protesta dei “forconi”, la figura di Nelson Mandela, il Natale, la cronaca e la vita delle diocesi… Sono alcuni degli argomenti di cui parlano gli editoriali dei giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) in uscita in questi giorni. Ne proponiamo una rassegna tra quelli giunti in redazione.

La politica e la protesta dei “forconi”. “Malessere”; “I tanti volti dei forconi”; “Siamo sull’orlo del baratro?”; “Per un nuovo inizio”; “La riscossa dei nati negli anni 70”; “Adesso tocca a noi”. Sono alcuni dei titoli dei settimanali che ben sintetizzano l’attualità socio-politica italiana, caratterizzata in questi giorni dalle proteste dei cosiddetti “forconi”, ma non solo, e proiettata verso il futuro con i tre nuovi leader nati negli anni Settanta: Matteo Renzi (Pd), Angelino Alfano (Ncd) e Matteo Salvini (Lega Nord). “Giorni difficili per il Paese, ma anche giorni di speranza”, è il pensiero che accomuna molti editoriali. Difficili per la protesta, “che va certo compresa nelle sue istanze reali e profonde – afferma Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia) – ma che ha bisogno di progetti chiari e di opere organiche. Chi si rimbocca le maniche e s’impegna direttamente in un progetto realistico di ripresa – senza barare! – merita fiducia e va sostenuto”. Ezio Bernardi, direttore della Guida (Cuneo), rileva che “la protesta dei forconi che dilaga e attecchisce sul terreno delle crescenti povertà e della mancanza di lavoro, segnala qua e là derive violente e destabilizzanti. Per questo preoccupa e fa paura. Ci vuole fermezza e responsabilità perché non prevalga chi cerca il caos per il caos”. Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone), invita a fare “attenzione” e a “non scherzare con il fuoco” perché “il momento è delicato. Vi è bisogno di serietà e impegno. Di buoni esempi. Di giustizia. Di carità. Di solidarietà”. Per Walter Lamberti, direttore della Fedeltà (Fossano), “serve una proposta, uno spiraglio, un progetto di ricostruzione. È questo il messaggio che devono cogliere le persone che abbiamo delegato a rappresentarci e gestire la cosa pubblica. Al di là ancora delle diverse opinioni politiche, dei giochi di potere e delle lotte tra chi governa e chi si oppone. Bisogna tornare a una politica che guardi ai problemi reali e non soltanto alle campagne elettorali e agli spot da salotto televisivo”. La Cittadella (Mantova) concorda: “Tanti, troppi, continuano a vivere nelle comode paludi di una politica ipertrofica di poltrone e burocrazia quanto avara di efficienza ed efficacia. La realtà negativa che emerge da questo scenario è quella di un crescente qualunquismo. (…) Forse non siamo prossimi al baratro ma i segnali di allarme vanno sempre più presi sul serio”. In questo quadro giunge, però, un messaggio di speranza rappresentato dai tre nuovi leader politici. Anzitutto Renzi, eletto domenica scorsa segretario nazionale del Pd. Per lui, afferma Giovanni Barbieri, vicedirettore del Corriere Apuano (Massa Carrara-Pontremoli), “ora è il momento di abbassare i toni, d’imparare a gestire il ‘potere’, di mettersi in ascolto dei bisogni del Paese per affrontarli e, soprattutto, convincere gli apparati interni al partito a seguire le indicazioni della segreteria”. Insieme a Renzi, si sono affermati, negli stessi giorni, Alfano e Salvini. Se questo “ringiovanimento della classe politica – osserva Marino Cesaroni, direttore di Presenza (Ancona-Osimo) – significa anche rinnovamento nei comportamenti e nelle azioni verso la solidarietà, l’aiuto reciproco, il confronto leale e schietto per le riforme, l’abbattimento dei costi della ‘cosa pubblica’ in generale, possiamo dire che abbiamo imboccato la strada giusta”. Per Adriano Bianchi, direttore della Voce del Popolo (Brescia), “una nuova generazione di politici, forse, potrebbe significare un sospiro di sollievo nel guardare al domani. Un domani che, però, è già oggi perché famiglie, giovani e disoccupati, insomma, il Paese non può più aspettare”. In Italia, infatti, evidenzia Pier Giovanni Trossero, direttore dell’Eco del Chisone (Pinerolo), “tutto è complicato”. Da qui l’appello del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina): “Prima che sia troppo tardi… restituiteci il diritto di cittadinanza. Il governo Letta ha promesso al suo insediamento di abolire una Camera per rendere stabile il sistema elettorale e di ridare al popolo la possibilità di scegliere i candidati senza subire l’imposizione dei partiti. È più che sufficiente”. Anche per Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), “resta come impegno prioritario lavorare per una legge elettorale nuova; cosa che si rivela non facile, considerando i contrasti tra i gruppi parlamentari. E, accanto a questo, il grande tema della riforma delle istituzioni dello Stato”. Dello stesso parere è Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova). “Servono, subito, le riforme – scrive – che tutti a parole dicono di volere: legge elettorale, Parlamento, costi della politica. Poi, certo, bisognerà mettere mano alla politica economica e fiscale di un Paese ormai in ginocchio, ma è imprescindibile iniziare dall’architettura istituzionale e dall’immagine che la classe dirigente vuol dare di sé”.

Nelson Mandela. I settimanali diocesani dedicano ampi spazi alla figura di Nelson Mandela, morto lo scorso 5 dicembre a Johannesburg (Sudafrica). La sua “scomparsa”, dice Salvatore Coccia, direttore dell’Araldo Abruzzese (Teramo-Atri), “è per noi tutti occasione di riflessione, occasione per fermarci dalla corsa frenetica e spesso inutile. In silenzio. Vorremmo tanto che il suo messaggio venisse recepito nel modo giusto da tutti coloro i quali hanno in mano la nostra ‘cosa pubblica’: meno parole, meno rumori, slogan e più silenzio, più attenzione alla persona”. Per Giuseppe Rabita, direttore di Settegiorni dagli Erei al Golfo (Piazza Armerina), “tutta l’enfasi mostrata nel celebrare Mandela, l’elogio delle sue capacità politiche e della sua eredità spirituale non trova riscontro nelle scelte concrete dei suoi ‘tifosi’. Come se celebrandone la figura, si volesse giustificare il proprio scarso impegno e la propria mediocre coerenza”. Mentre il 10 dicembre veniva celebrato il funerale di Mandela, confida Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-San Severino Marche), “ho riflettuto molto sulla sua figura e la sua opera. (…) Ho avvicinato Mandela all’induista Gandhi, teorico della non violenza per l’indipendenza dell’India (1947), al cristiano cattolico Julius Nyerere, primo presidente del Tanzania (1964)”. Giuseppe Piancastelli, direttore del Piccolo (Faenza-Modigliana), riporta nell’editoriale, ripreso anche dal Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio), le parole con cui Mandela concludeva la sua autobiografia: “Ho percorso questo lungo cammino verso la libertà… e ho fatto alcuni passi falsi lungo la via. Ma ho scoperto che dopo aver scalato una montagna, ce ne sono sempre altre da scalare. Adesso mi sono fermato un attimo per riposare, per volgere lo sguardo allo splendido panorama che mi circonda, per guardare la strada che ho percorso. Ma posso riposare qualche attimo, perché assieme alla libertà vengono le responsabilità e io non oso trattenermi ancora: il mio lungo cammino non è ancora alla fine”. Luce e Vita (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi) si sofferma sulle “dichiarazioni d’affetto” giunte “dal mondo intero”: “I messaggi che spiccano di più sono quelli della gente comune, i pensieri che si levano dalle migliaia di baraccopoli del mondo, in cui quel volto sorridente ricordava a tutti, anche agli ultimi, che la speranza non è vana quando si lotta per una giusta causa”.

Natale 2013. Al centro degli editoriali dei giornali Fisc anche alcune riflessioni sulle ormai imminenti festività natalizie. Lo Scudo (Brindisi-Ostuni) ricorda, ad esempio, che “il Natale è festa di speranza, di rinascita, di recupero… Per chi ha esperienza di vita ricorda che le letterine di Natale erano colme di bontà e di propositi; oggi non osiamo più proporre lettere, perché il mondo delle comunicazioni ha irradiato lo scritto, ma non ha cancellato il coraggio e la tenacia della speranza che abita il cuore dell’uomo”. Corrado Avagnina, direttore dell’Unione Monregalese (Mondovì), suggerisce di “chiudere gli occhi, per un attimo”, per “respirare la voglia di un Natale più essenziale, al di là di tutto. Ripartendo – come credenti – dalla gioia (che niente e nessuno potrebbe togliere) di saperci, ieri come oggi, in cammino al passo di un Dio che si fa bambino, vicino, al fianco, nella mischia, dentro questi orizzonti grigi ancorché lambiti dalle luci intermittenti dei vari alberi luccicanti di tradizioni. In fondo è Lui che possiamo e dobbiamo ritrovare nei Natali che cambiano ma che sono ancora gli stessi”. La Gazzetta d’Asti sottolinea che quello del 2013 sarà “un Natale di crescente povertà: nella nostra diocesi sono in grave disagio oltre 4mila famiglie”. Il Natale, spiega Stefano Fontana, direttore di Vita Nuova (Trieste), “è l’evento cosmico che ci rivela l’essere di Dio: questa è la sua verità e quando auguriamo Buon Natale vogliamo augurare al nostro prossimo di porsi dal punto di vista soprannaturale di Dio”. Giorn8tto (Monreale) pubblica il messaggio per il Natale del vescovo, monsignor Michele Pennisi, con l’augurio che “ognuno accolga con una grande fede Gesù Cristo, il vero festeggiato, che rischiamo di dimenticare se abbagliati dalle luci artificiali e storditi dai rumori delle nostre città”.

Cronaca locale. Sui giornali diocesani spazio alla cronaca locale. Giorgio Bardaglio, direttore del Cittadino (Monza e Brianza), commenta “l’inchiesta della magistratura sull’appalto della raccolta rifiuti che ha portato in carcere numerose persone e ne ha indagate altrettante”. L’indagine, afferma, “riguarda quella stessa raccolta che nelle ultime due settimane ha fatto infuriare l’intera città, con la Tares, le bollette in cui non si capiva nulla, le code agli sportelli, le mattinate perse, i rincari dolenti per i cittadini ed esorbitanti per chi ha un’attività commerciale. (…) Viene proprio da chiedersi se quei soldi chiesti nei giorni scorsi con fiscalità austroungarica e riscossi con pressapochismo da operetta fossero proprio necessari oppure non sia uno dei tanti casi in cui Arlecchino spende e Pantalone paga”. L’Ora del Salento (Lecce) prende spunto dalla candidatura del capoluogo salentino a capitale europea della cultura 2019 per un approfondimento sulla “cultura pluralista e arricchita da un patrimonio di umanità” che contraddistingue la città. “Nella storia culturale e civile del Salento – si legge tra l’altro nell’editoriale – non sono poche le testimonianze di comportamenti di empatia, di accoglienza e comprensione nei confronti di chi è stato ferito dalla vita. A noi il compito di raccogliere questa preziosa eredità facendo della prossimità l’unica ipotesi di lavoro per una convivenza degna dell’uomo”. Alessandro Repossi, direttore del Ticino (Pavia), si occupa dell'”apertura dell’anno accademico, mercoledì 11 dicembre, dell’Università di Pavia con il primo discorso da rettore del professor Fabio Rugge” che “ha sottolineato la ‘missione alta’ che compete all’Ateneo”. Il “new deal” del rettore, riporta Repossi, “parte dalla qualità, dalla partecipazione alle reti di eccellenza della ricerca e, soprattutto, da una grande attenzione per gli studenti. Per raggiungere questi obiettivi l’Università di Pavia dovrà sempre più avere un ‘perimetro internazionale’, ma senza mai perdere di vista il proprio territorio”. Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia) denuncia, dopo le alluvioni delle scorse settimane, “il degrado e la mancanza di attenzione e cura del nostro ‘fragile’ territorio”. Da qui l’invito a “investire sulla sua salvaguardia e difesa”. Il Corriere Eusebiano (Vercelli) informa che “la Commissione diocesana per gli affari sociali e il lavoro è intervenuta sul tema ‘caldo’ dell’organizzazione delle prestazioni sanitarie nell’Asl, ribadendo la centralità dell’ospedale Sant’Andrea e la necessità che il suo ingente patrimonio venga utilizzato per migliorare i servizi rivolti ai vercellesi”.

La vita delle diocesi. Non manca, infine, negli editoriali l’attualità ecclesiale. Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia), ritorna sulla recente esortazione apostolica “Evangelii gaudium”. In questo documento, annota Frosini, “l’azione del cristiano, sia in campo ecclesiale come in campo profano, è inquadrata da Papa Francesco nel concetto onnicomprensivo del Regno. Dovrebbe essere superfluo ricordare che Gesù è venuto ad annunciare che con lui ha avuto inizio il Regno di Dio, vaticinato dagli antichi profeti, atteso con ansia dal popolo eletto. (…) È il mondo nuovo che nasce, il mondo diverso, il mondo secondo il disegno primordiale e, insieme, definitivo di Dio”. La Vita Picena (Ascoli Piceno) offre ai lettori una sintesi dell’esortazione, “con cui il Papa affronta il tema dell’annuncio del Vangelo nel mondo di oggi”. Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza), parla della decisione del Papa di dedicare il 2005 alla vita consacrata: “Sarà un’occasione propizia per riflettere e prima ancora per rinnovare la nostra simpatia e riconoscenza a tutte le religiose e religiosi, testimoni coraggiosi e ordinari della Speranza che mai tradisce”. Il Nuovo Diario Messaggero (Imola) presenta la figura di monsignor Paolino Giovanni Tribbioli, vescovo di Imola dal 1913 al 1956, di cui viene pubblicata la prima biografia completa. “In monsignor Tribbioli – nota il giornale diocesano, con una nota di don Maurizio Tagliaferri, docente di storia della Chiesa alla Facoltà teologica dell’Emilia Romagna – la pazienza ha rappresentato un atteggiamento saggio e costruttivo, accogliente, aperto all’incontro e alla comprensione, un ponte che ha permesso nei lunghi anni di episcopato di mettere in collegamento anime turbate, sciogliere i reciproci sospetti, rendere possibile il dialogo”. Enzo Gabrieli, direttore di Parola di Vita (Cosenza-Bisignano), celebra i 50 anni dell'”Inter mirifica”, il decreto con cui “il Concilio Vaticano II incoraggiava l’uso dei mezzi della comunicazione per portare a tutti la buona notizia”. Oggi, riflette Gabrieli, “la Chiesa e Papa Francesco in testa parlano di una presenza nel continente digitale. La domanda sul come della presenza trova risposta nello stile: dal sapore evangelico, sempre”. Andrea Fagioli, direttore di Toscana Oggi (settimanale regionale), festeggia i 30 anni della nascita della testata: “Dopo la scommessa del settimanale unico con più edizioni, stiamo giocando adesso quella della multimedialità, che va a integrare e ampliare il settimanale cartaceo. E se oggi può apparire un investimento a perdere è, in realtà, un investimento sul futuro”. La Voce Alessandrina (Alessandria) pubblica, infine, il testo del videomessaggio del Papa per il lancio della “campagna contro la fame nel mondo” promossa da Caritas Internationalis, sul tema: “Una sola famiglia umana – Cibo per tutti”.