CRESCITA GLOBALE " "
Il cardinale Zenon Grocholewski, prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica, ha presentato il documento “Educare al dialogo interculturale nella scuola cattolica. Vivere insieme per una civiltà dell’amore”. Un no fermo alle “correnti mondiali, anche nell’Unione europea”, che vogliono “imporre l’ideologia di gender”. Un “libro bianco” sulle buone pratiche
Sono 210mila le scuole cattoliche nel mondo: in tre anni, dal 2008 al 2011, sono aumentate di oltre 6mila unità, e gli alunni di quasi tre milioni. Molto diversa, tuttavia, è la "fotografia" dei singoli continenti: l’incremento degli allievi si è registrato solo in Africa, Asia e Oceania, mentre in Europa e nelle Americhe si è verificata una contrazione. Senza contare che, nel mondo, i bambini che non vanno a scuola sono oltre 70 milioni e che mancano circa 1,7 milioni d’insegnanti per raggiungere l’obiettivo di un’educazione primaria qualificata: in sette Paesi africani, c’è un solo docente per 100 giovani in età scolare. A rendere noti i dati è stato il cardinale Zenon Grocholewski, prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica, presentando oggi in sala stampa vaticana il documento "Educare al dialogo interculturale nella scuola cattolica. Vivere insieme per una civiltà dell’amore".
Le scuole cattoliche nel mondo. "Dal 2008 al 2011, secondo i dati dell’"Annuarium statisticum Ecclesiae", le scuole cattoliche sono aumentate di più di 6.000 unità (6.273), per un totale di 209.670, mentre gli alunni sono aumentati di quasi tre milioni (2.950.383) per un totale di 57.612.936", ha detto il cardinale Grocholewski. "Ma notate che nello stesso periodo sono diminuiti nelle Americhe e in Europa di più di due milioni (2.023.209), quindi in Africa, Asia e Oceania c’è stato un incremento di quasi cinque milioni di studenti delle scuole cattoliche (4.973.592)". Più precisamente, le scuole sono aumentate di 4.695 unità in Africa, 2.693 nelle Americhe, 219 in Oceania e sono diminuite di 415 unità in Asia e 1.189 in Europa, mentre gli studenti sono cresciuti di 2.542.332 in Africa, 2.384.625 in Asia e 46.635 in Oceania. Sono calati di 1.845.291 nelle Americhe e 177.918 in Europa.
Un "Libro bianco" sulle buone pratiche, da tutti i continenti. Ad annunciarlo, tra i programmi della Congregazione per l’educazione cattolica, è stato il segretario, monsignor Angelo Vincenzo Zani, informando che nel 2015, anno del 50° della "Gravissimum Educationis" e del 25° della "Ex Corde Ecclesiae", sono in programma due grandi eventi: un incontro all’Unesco a Parigi il 3 giugno, e a Roma nella seconda metà del mese di novembre, in vista dei quali in febbraio verrà diffuso dalla Congregazione un apposito "Instrumentum laboris". Tra le buone pratiche in atto, monsignor Zani ha citato l’esperienza delle "Scuole per l’Europa", iniziata nella Bosnia Erzegovina nel 1995, dopo la guerra nei Balcani – una scuola "interetnica" che contribuisce a ricostituire l’unità nella società, nata a Sarajevo e ormai diffusa in tutto il Paese – e le 45 scuole cattoliche del Patriarcato latino attive in Medio Oriente, per "costruire relazioni di rispetto e amicizia" tra alunni di diverse nazioni e religioni.
L’ideologia del "gender". "Le scuole cattoliche nel mondo sono frequentate da studenti che nella stragrande maggioranza cattolici non sono", ha fatto notare Italo Fiorin, docente all’Università Lumsa, spiegando che "la strada del dialogo interculturale appare l’unica praticabile" e mettendo, nello stesso tempo, in guardia dal "rischio del conformismo": se la scuola cattolica non rimotiva la sua presenza, "individualismo, competizione, successo" diventano tentazioni molto forti. I programmi, dunque, devono "rafforzare l’identità cattolica", mentre "oggi c’è il problema di correnti mondiali, anche nell’Unione europea", che vogliono "imporre l’ideologia di gender", ha denunciato il cardinale Grocholewski, che ha citato, in particolare, il fatto che l’Organizzazione mondiale della salute "vuole che s’insegni ai bambini di quattro anni la masturbazione, che i bambini ricevano immagini omosessuali, che s’insegnino loro tecniche sessuali o l’uso del preservativo: cose che a noi spaventano", ma che "non è solo la Chiesa cattolica a criticare". "Una scuola cattolica che si lascia influenzare da queste correnti è una scuola cattolica che non si rende conto della sua missione", ha denunciato il cardinale, citando un dato di fatto: "Quando le nostre istituzioni hanno rafforzato la loro identità, hanno aumentato gli studenti, quando invece la loro identità è diventata poco chiara, hanno perso studenti". "Quando qualcosa è malato, ci sono due possibilità: ammazzare o sanare", ha commentato a proposito dell’ideologia del "gender": "La nostra politica – ha aggiunto – è sempre sanare".