LIGURIA
Una legge per favorire l’equilibrio tra produzione e relazione sociale
È stata approvata nelle scorse settimane la legge regionale “Disposizioni in materia di agricoltura sociale” che, per la prima volta in Liguria, vuole incentivare i rapporti tra un settore produttivo e imprenditoriale come quello agricolo e il vasto mondo del terzo settore. L’obiettivo della legge è regolamentare e coordinare numerose attività quali le azioni co-terapeutiche, l’avvicinamento sociale e lavorativo, l’educazione e formazione per persone a bassa contrattualità e con disagio o disabilità, l’accoglienza di persone in difficoltà. Tutti settori che s’innestano in un mondo che riconosce lo stabile equilibrio tra produzione e relazione sociale, tra economia e ambiente, favorendo l’integrazione fra il comparto agricolo e gli obiettivi sociali regionali.Una legge di particolare rilevanza. “La legge regionale sull’agricoltura sociale assume una particolare rilevanza per il terzo settore in quanto ci sono già esperienze di collaborazione tra imprese agricole e associazioni, gruppi di volontariato, cooperative sociali. Infatti, il tema dell’agricoltura sociale è pienamente rispondente alla Strategia Europa 2020, soprattutto perché introduce modelli culturali differenti rispetto al passato”. Così Claudio Basso, portavoce del Forum ligure del terzo settore, commenta l’approvazione della legge. “L’agricoltura sociale – spiega Basso – ha una peculiarità innovativa almeno per tre aspetti”. Il primo riguarda “le realtà produttive, che forniscono nel loro contesto operativo servizi e attività sociali, spesso inserite in un tessuto sociale fortemente coeso”. In particolare ha evidenziato “la loro capacità di essere competitive rispetto al mercato, offrendo prodotti con un connotato etico e sociale chiaro e riconosciuto dai consumatori”. Il secondo aspetto è rappresentato dal “ruolo multifunzionale dell’agricoltura che offre opportunità professionali nuove alle persone coinvolte e allo stesso tempo garantisce al territorio rurale la possibilità di uno sviluppo orientato anche alla dimensione etica, contribuendo così a migliorare la propria reputazione”. Infine, “la proposta di offrire luoghi e contesti di inclusione sociale, di benessere, di riabilitazione e cura garantisce al welfare ligure l’occasione di operare un cambiamento importante nella fornitura di servizi socio-sanitari”.Intervento positivo. Valerio Balzini, segretario generale di Confcooperative della Liguria, ha sottolineato “alcuni aspetti particolarmente positivi” della legge. Prima di tutto, la scelta di “intervenire sul tema dell’agricoltura sociale, viste le importanti esperienze presenti nella nostra regione”. Secondariamente “la proposta di promuovere il coordinamento delle diverse strutture regionali in rete”. Infine, “l’attivazione di opportuni interventi di formazione” e “il coordinamento degli interventi e dei finanziamenti da fonti differenti”. Ha poi espresso l’auspicio di “essere pienamente coinvolti nella elaborazione delle Linee guida, e che sia chiarito bene la necessità di un raccordo territoriale con tutte le istituzioni pubbliche dedicate al welfare e alle politiche d’inserimento lavorativo per le fasce deboli”. Serve quindi premiare “quei soggetti che fanno integrazione di esperienze e know how per avviare progetti che a regime, e non solo in fase di start up, siano in grado di sostenersi sia economicamente sia socialmente”. In questo senso, “il primo pensiero deve andare alle imprese agricole costituite sotto forma di cooperativa sociale d’inserimento lavorativo che già rappresentano un chiaro esempio di realtà di agricoltura sociale”. Balzini ha però espresso alcuni dubbi “sulla costituzione di un registro delle aziende agricole sociali legato al soddisfacimento degli standard previsti dalla presente legge” che viene visto solo come “altra burocrazia”.a cura di Adriano Torti(19 dicembre 2013)