CONTRO LA FUGA DI CERVELLI

L’Italia protagonista ” “nel programma” “europeo di ricerca” “

Mario Alì, direttore generale del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca: “Il 2014 sarà un anno importante… dal 1° luglio la partenza del più grande programma di ricerca comune mai messo in atto in Europa, Horizon2020, il cui valore stimato sarà di circa 77 miliardi di euro fino al 2020”. Grande occasione per le intelligenze italiane di contribuire alla crescita del sistema Paese

"Alta formazione e ricerca equivalgono a innovazione, sviluppo e quindi crescita ed occupazione", eppure il Prodotto interno lordo in ricerca nel nostro Paese è passato dall’1,5% circa della fine degli anni Ottanta all’1,2% di oggi. A lanciare il grido d’allarme al Sir è Mario Alì, direttore generale per l’internazionalizzazione della ricerca del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, che per arginare la "fuga dei cervelli" propone di "aprire maggiormente i nostri sguardi verso nuovi orizzonti, verso uno spazio più aperto, senza confini, in una chiave più ottimistica nell’interpretazione del nostro futuro". Come fa l’Europa, con il programma Horizon2020. Come descriverebbe, dal suo osservatorio privilegiato, la situazione dei nostri laureati in Europa?"I laureati italiani sono in genere sempre considerati di ottimo livello all’estero, e la riprova di tale alta considerazione viene proprio dall’elevato tasso di ammissione dei nostri laureati nei corsi di dottorato nelle università straniere. A differenza di altri sistemi educativi più mirati e settorializzati, il nostro percorso formativo magistrale fornisce una formazione ad ampio spettro, sconfinando nelle materie affini al corso di studi principale. Ciò consente ai laureati italiani un grande ventaglio di prospettive nelle università estere". La “fuga dei cervelli”, dall’Italia all’estero, è però un fenomeno consolidato e in aumento: quali le iniziative e i progetti del Miur per tentare di contrastarla e invertire la tendenza? "Credo che per ovviare a questo problema, non vi siano ricette particolari se non quella di porre una maggiore attenzione, sia a livello politico che sociale, alla crescita del sistema qualitativo del nostro Paese. Non bisogna continuare a guardare, come avvenuto negli ultimi anni, alla globalizzazione solo in funzione dello scambio di merci e materiali, o attraverso le attività borsistiche o dei mercati, occorre bensì incentivare la crescita delle competenze e delle conoscenze, ovvero di quel capitale immateriale, che si sviluppa e si ottiene all’interno delle nostre scuole, università, imprese, e che è considerato ormai la nuova ricchezza delle nazioni. Dovremmo, a mio avviso, convincerci e convincere che le sfide del futuro, la crescita del Paese, passano anche attraverso la crescita della qualità dei suoi cittadini, e quindi attraverso l’Istruzione, l’Alta formazione e la ricerca e solo attraverso una forte consapevolezza, partecipazione e coesione di tutti gli attori coinvolti in questi settori, si potrà partecipare a testa alta al completamento dello Spazio europeo della ricerca". Che cosa fa, intanto, l’Europa per andare incontro a queste esigenze?"Europa 2020 è la strategia decennale europea per la crescita, basata su tre grandi priorità: crescita intelligente, crescita sostenibile, crescita inclusiva. Tali priorità si declinano secondo 5 obiettivi che riguardano essenzialmente: ricerca e innovazione, i giovani la scuola e l’università, l’occupazione, l’economia digitale, la politica industriale, la povertà e l’uso efficiente delle risorse. Il 2014 sarà un anno importante perché vedrà, oltre alla fase preliminare del semestre italiano di Presidenza dell’Unione europea, che prenderà formalmente avvio dal 1° luglio, anche la partenza del più grande programma di ricerca comune mai messo in atto in Europa, Horizon2020, il cui valore stimato sarà di circa 77 miliardi di euro fino al 2020, ovvero oltre 20 miliardi in più rispetto al precedente 7° programma quadro che si chiuderà il 31 dicembre di quest’anno". Tutela dei beni culturali e salvaguardia del territorio: sono due ambiti, oggi, in Italia, particolarmente a rischio. Perché non si riesce a favorire l’apporto dei giovani, come ha proposto anche il presidente Napolitano, inserendo tale impegno nelle azioni di contrasto alla disoccupazione giovanile?"In Horizon2020 una linea importante di finanziamento, riguarderà proprio la tutela del patrimonio culturale. Si tratta di una priorità voluta dall’Italia, che ha difeso in sede europea con grande forza il concetto della ricerca finalizzata al ‘Cultural Heritage’, pretendendo nei confronti della Commissione che avesse pari dignità rispetto ad altri temi come la difesa dell’ambiente o le tematichelegate alle nuove tecnologie. A supporto di questa azione è stata promossa una iniziativa di programmazione congiunta, sempre sul patrimonio culturale, della quale l’Italia è coordinatrice generale. Mi sembra importante chiarire come debba essere inteso il concetto di Patrimonio culturale: non stiamo parlando solo di monumenti e opere d’arte, ma anche di patrimonio immateriale, come quelle tradizioni che fanno parte dell’eredità europea".