MISSIONI DI PACE

Per i marò italiani” “Natale in India” “ma con le famiglie

Sono oltre 5mila i militari impegnati nelle 33 missioni internazionali all’estero e sulle navi. Nelle basi fervono i preparativi di presepi e alberi natalizi. Il 3 dicembre a fare visita ai due fucilieri è stato l’arcivescovo ordinario per l’Italia Santo Marcianò. Ora è in procinto di partire per l’Afghanistan dove celebrerà le festività con il contingente, poi raggiungerà il Libano per l’Epifania

Sarà un Natale in famiglia quello che Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i fucilieri di Marina accusati di aver ucciso due pescatori indiani durante un’attività antipirateria, trascorreranno in India dove sono attualmente "trattenuti". Massimiliano e Salvatore, anche se con il conforto delle loro famiglie, non saranno gli unici militari italiani a trascorrere il Natale lontano dall’Italia. Con loro anche quelli impegnati nelle missioni internazionali all’estero e sulle navi, in totale 5.296 impiegati in 33 missioni in 25 Paesi, tra cui Afghanistan (2.709 soldati), Balcani (626), Libano (1.351), Libia (52), Somalia (44) e Oceano Indiano in servizio antipirateria (352). Come tradizione vuole, nei campi e nelle basi i nostri militari stanno allestendo presepi e alberi natalizi. Anche questo è un modo per sentirsi più vicini a casa, alle proprie origini e ai propri cari. Un panettone e un pranzo da mangiare in divisa, restando operativi e pronti a contribuire allo sviluppo di una pace duratura per garantire sicurezza a popoli bisognosi di cooperazione e solidarietà. Anche a costo di versare il proprio sangue come sanno bene le famiglie e gli amici dei militari morti in missioni internazionali che in questi giorni particolari rinnovano il ricordo dei loro cari. A casa Latorre e Girone fervono i preparativi per la partenza, prevista per la prossima settimana e annunciata dall’inviato speciale del Governo italiano Staffan de Mistura. "Le famiglie sia di Massimiliano Latorre che di Salvatore Girone andranno in India. Saranno molti i parenti che li raggiungeranno, affinché sia un vero Natale in famiglia. Sono sempre in contatto con i due Marò e sono sempre più impressionato e ammirato dalla loro maturità e dalla loro determinazione ad affrontare questa prova insieme all’Italia", ha detto de Mistura. Alle parole dell’inviato del Governo fanno eco quelle dei familiari al Sir. "Mia sorella ed il resto della famiglia partiranno per l’India – dice Franca Latorre, sorella di Massimiliano – mentre io resterò con nostra madre che è logorata e attende con grande ansia di rivedere suo figlio. Mio fratello vive questa vicenda con grande pazienza aiutato dalla vicinanza delle Istituzioni, del Governo e delle autorità militari e, mi piace sottolinearlo, dal conforto di tantissima gente comune. Non mancano momenti difficili, ma passano subito, perché ha la consapevolezza che ci sono persone che ogni giorno si stanno impegnando per concludere positivamente il caso". "Ci apprestiamo a partire – racconta Giovanna Ardito, moglie di Salvatore Girone – cercheremo di ricreare in India un po’ di quell’atmosfera natalizia che sentiamo qui e passare delle ore serene. Ci scambieremo dei doni molti dei quali vengono da associazioni e da persone che ci hanno sempre manifestato solidarietà e vicinanza. Ho sentito Salvatore, è sereno ed è felice per il nostro arrivo". Sarà un Natale di speranza – conclude Ardito – sappiamo che il Governo è impegnato quotidianamente nel trattare il caso e nutriamo la sincera convinzione che tutto si risolverà positivamente". Il 3 dicembre a fare visita in India ai due marò è stato l’arcivescovo ordinario per l’Italia Santo Marcianò, assieme all’ammiraglio della Brigata San Marco, Pasquale Guerra. L’arcivescovo castrense ha detto di aver trovato i due militari "ovviamente provati ma speranzosi, proprio perché incoraggiati dal sostegno continuo manifestato dalla nazione" ed ha auspicato che "le autorità preposte continuino ad impegnarsi, così come sin ora dimostrato, affinché il delicato caso possa risolversi al più presto". In procinto di partire per l’Afghanistan, dove trascorrerà il Natale con il contingente italiano, l’arcivescovo ha inviato il suo messaggio natalizio a tutti i militari impegnati in missioni all’estero. Richiamando il Messaggio per la Giornata mondiale della pace di Papa Francesco, mons. Marcianò ha ribadito che la "fraternità è la via della pace" e che "è inevitabile pensare a come questo sia particolarmente vero proprio per voi, chiamati a farvi fratelli di popoli lontani che non sempre vi accolgono: in Paesi stranieri, in situazioni di precarietà e di rischio, di paura e di lontananza dagli affetti più cari. Il nostro servizio fraterno alla pace – si legge nel testo – va sostenuto da una comunione fraterna che ci aiuti a metterci in cammino, ad affrontare le difficoltà e gli ostacoli, a vedere anche nei piccoli risultati, come negli occhi piccoli di Gesù che nasce, una grande speranza. Non possiamo portare avanti la Missione di pace se non insieme e con Lui", ha concluso l’ordinario che per l’Epifania sarà in Libano. Qui nei giorni scorsi i caschi blu italiani hanno consegnato doni natalizi ai piccoli studenti della scuola di Al Naqoura ricevendo il ringraziamento della popolazione locale.