CONSIGLIO D'EUROPA " "
Fitta agenda dei lavori per l’Assemblea parlamentare (Strasburgo, 27-31 gennaio)
L’impatto di internet sulla politica, l’integrazione dei migranti in Europa e il sostegno ai profughi siriani saranno al centro della sessione invernale dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (Apce), in programma dal 27 al 31 gennaio a Strasburgo. A ciò si aggiunge nell’agenda il caso Magnitsky, relativo alla vicenda di Sergey Magnitsky, avvocato e fiscalista russo che denunciò uno spaventoso giro di corruzione gestito da funzionari del ministero dell’interno a Mosca, accusato di evasione fiscale, morto nel 2009 durante la custodia cautelare in un carcere della capitale russa e i cui presunti assassini sono ancora impuniti. Fra gli altri temi all’ordine del giorno appaiono l’elezione del nuovo presidente e dei due vicepresidenti Apce, la nomina di un giudice della Corte europea per i diritti dell’uomo tra i candidati proposti dal governo danese, i cambiamenti climatici, il primo rapporto di valutazione del “partenariato per la democrazia” dell’Assemblea con il Consiglio nazionale palestinese. Presentata una richiesta di dibattito con procedura d’urgenza su “Il funzionamento delle istituzioni democratiche in Ucraina”. Caso Magnitsky, razzismo dilagante. A seguito di un’approfondita analisi degli eventi, la commissione affari sociali e i diritti umani dell’Assemblea, tramite il rapporteur Andreas Gross chiede alle autorità russe competenti di “indagare a fondo” sulle circostanze della morte di Magnitsky e sull’eventuale responsabilità penale dei funzionari coinvolti. In programma, inoltre, un dibattito congiunto sulla prevenzione del razzismo e dell’intolleranza sempre più presenti in Europa cui interverrà Laura Boldrini, presidente della Camera dei deputati della Repubblica italiana. Urgente, secondo il rapporteur Jonas Gunnarsson, “un approccio strategico” perché l’attuale “approccio frammentario” non è adeguato di fronte all’urgenza di fenomeni che “colpiscono interi gruppi, creano divisioni nella società, minano i diritti umani e la coesione”, lo Stato di diritto e la democrazia. In calendario anche un’audizione, che certamente susciterà reazioni, sulla circoncisione dei bambini, a seguito dell’adozione, nell’ottobre 2013, di una risoluzione dell’Assemblea sul diritto dei minori all’integrità fisica. Palestina e Siria. Tiny Kox, rapporteur della commissione affari politici e democrazia, fa il punto sull’attuazione degli impegni assunti dal Consiglio nazionale palestinese, dall’ottobre 2011 “partner per la democrazia”. Nel condannare “energicamente” le “esecuzioni capitali illegali” compiute nonostante la “moratoria de facto in atto dal 2005”, Kox invita il Pnc a un maggiore rispetto “per lo stato di diritto, i diritti e le libertà fondamentali”, e auspica maggiore cooperazione con il Consiglio d’Europa in materia di riforma giudiziaria, governance e prevenzione della tratta di esseri umani. Da Jean-Marie Bockel (commissione migrazioni, rifugiati e profughi) l’invito agli Stati CdE a “mostrare maggiore generosità e solidarietà con i Paesi vicini della Siria in modo da alleviarne la pressione, elaborare un piano di emergenza per affrontare massicci afflussi di profughi”, e “assumere le misure di sostegno necessarie”. Dall’inizio del conflitto, rammenta, 2milioni 200mila siriani, la metà dei quali minori, hanno lasciato il Paese. Particolarmente preoccupante “il rischio di violenza sessuale e di genere per donne e bambini in alcuni campi profughi”. Internet, cambiamenti climatici. Internet, partecipazione, democrazia: a porre la questione è Anne Brasseur (commissione cultura, scienza, istruzione e media) che pur riconoscendo i vantaggi della rete mette in guardia dal “rischio di abusi” che potrebbe derivare dalla “sostituzione della democrazia rappresentativa con vaghe forme di ‘democrazia diretta’ via internet”. Il web, afferma, “ha bisogno di autoregolamentazione”. Necessaria una “governance che garantisca libertà e sicurezza online nel rispetto dei diritti umani”. Di qui la proposta di un “Libro bianco” in materia. Sul tappeto anche i Millennium Development Goals (Mdg). “È evidente – fa notare Alan Meale (commissione affari sociali, salute e sviluppo sostenibile) “che alcuni obiettivi sono fuori portata. Molto rimane ancora da fare in tutto il mondo per salvare la vita di molti bambini e delle loro madri, fermare la violenza contro donne e bambini, garantire accesso alle cure sanitarie e al lavoro dignitoso, proteggere l’ambiente”. L’Europa “è parte del problema, ma anche della soluzione”, a patto che sia “all’altezza delle sue responsabilità”. Nel corso dei lavori sono inoltre previsti gli interventi del presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, e del cancelliere austriaco Werner Faymann.