SLOVACCHIA
Lotta alla povertà, aiuti all’estero. E impegno per una vera equità sociale” “
Aiuti umanitari e allo sviluppo forniti all’estero per un totale di quasi 700mila euro, servizi caritativi nazionali a beneficio di oltre 200 istituzioni nell’area sociale, medico-sanitaria e dell’istruzione, impegno nella lotta contro l’ingiusto sistema di finanziamento dei servizi sociali: tutto questo rappresenta una parte del bilancio dello scorso anno di Caritas Slovacchia. Danka Jaceckova per Sir Europa ha intervistato Radovan Gumulák, segretario generale dell’ufficio nazionale, sulla valutazione dei risultati del 2013 e sui piani per il 2014. Possiamo iniziare a tracciare un bilancio delle attività Caritas con le azioni e le cifre dell’anno scorso relative ai progetti in Slovacchia e all’estero.”Se parliamo degli aiuti umanitari e allo sviluppo forniti oltre i confini della Slovacchia, l’importo esatto è pari a 696mila euro, principalmente nelle zone colpite da calamità naturali o conflitti armati. Abbiamo fornito aiuti agli abitanti delle Filippine colpite dal terribile tifone, così come ai profughi dalla Siria che hanno cercato rifugio in Libano e in Giordania. Una parte speciale della nostra attività si concentra sui Paesi del cosiddetto ‘terzo mondo’. In Uganda abbiamo costruito un centro per bambini affetti da Aids, un altro progetto è sostenuto dalla Caritas in Kenya, dove siamo riusciti ad aiutare decine di agricoltori semplicemente cercando fonti alternative di acqua potabile e rendendole operative. Centinaia di persone in Slovacchia aiutano i bambini di diverse nazioni africane, di Haiti, Vietnam, Albania, India e Kazakistan, nell’ambito del progetto delle adozioni a distanza. Certamente, però, non dimentichiamo le persone bisognose che vivono nel nostro Paese. Per essere precisi, abbiamo offerto i nostri servizi nell’area sociale, medico-sanitaria e dell’istruzione a 230 istituzioni gestite dalla Caritas Slovacchia, aiutando così circa 30mila persone in difficoltà. Ad esempio, lo scorso autunno abbiamo preparato la più grande raccolta di prodotti alimentari mai organizzata nel nostro Paese: in soli sei giorni siamo riusciti a raccogliere derrate per un valore totale di 22mila euro. Davvero incredibile…”. Quali sono i problemi più scottanti in Slovacchia per quanto riguarda il vostro campo d’azione?”Un problema che dura da molto tempo e che dobbiamo affrontare è l’ingiusto sistema di finanziamento dei servizi sociali. I fornitori privati di assistenza sanitaria, così come le istituzioni caritative e i centri dei servizi sociali, non ricevono abbastanza soldi dai Comuni e dallo Stato per poter gestire la domanda crescente. A novembre 2013, la situazione era così insostenibile e senza speranza che abbiamo deciso di organizzare una manifestazione davanti al Parlamento per attirarne l’attenzione. Grazie a questa iniziativa, siamo riusciti nell’intento, almeno in alcune zone. I politici hanno promesso di impegnarsi a risolvere il problema, così nel 2014 vedremo se la teoria si tradurrà in pratica… Me lo auguro. Ci sono anche delle difficoltà nel settore delle cure palliative per i pazienti in fase terminale, in cui le compagnie di assicurazione sanitaria coprono soltanto il 60% delle spese complessive. Il resto deve essere pagato dai pazienti, che molto spesso non possono permetterselo. Il reddito di alcune categorie è così basso che spesso le persone decidono di prendere denaro in prestito da istituzioni non bancarie, con tassi d’interesse altissimi. La Caritas ha ripetutamente lanciato un appello al governo affinché adotti dei provvedimenti di legge contro questo sfruttamento, ma il problema rimane ancora aperto”. Papa Francesco appare molto vicino alle esigenze dei bisognosi. Come la sua attenzione alle questioni sociali e alla povertà influenza il vostro impegno?”Credo che, grazie all’atteggiamento del Santo Padre, l’assistenza ai bisognosi nelle parrocchie otterrà uno spazio maggiore. Ci auguriamo che, seguendo il suo esempio, i fedeli trovino la motivazione per sviluppare attività di beneficenza a livello locale. Questa costituirebbe una grande ispirazione anche per noi e per tutti i dipendenti della Caritas, per trovare un coraggio sempre crescente nel concretizzare il nostro aiuto ai poveri”. Quali sono i piani e i progetti concreti di Caritas Slovacchia per il 2014?”Abbiamo recentemente lanciato una campagna denominata ‘Gift Box Slovakia’ (cassetta dei doni Slovacchia), in collaborazione con il ministero degli Interni, nel quadro della prevenzione della tratta di esseri umani. Questo progetto si svolge nell’ambito di un’iniziativa mondiale delle Nazioni Unite e noi siamo il terzo Paese al mondo ad aver dato la sua adesione. Vogliamo anche portare a termine alcuni emendamenti alla legge sui servizi sociali. Una grande sfida per noi sarà un nuovo progetto di aiuto ai migranti che sono venuti in Slovacchia per chiedere asilo. Occorre integrarli nella nostra società, in modo che diventino indipendenti dall’aiuto dello Stato e delle organizzazioni non governative. In base alla nostra esperienza, parallelamente ai progetti tradizionali che vanno avanti per diversi anni e attirano costantemente l’attenzione dei cittadini, dobbiamo elaborare nuove idee creative per rendere le persone più sensibili alle sfide della contemporaneità”.