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Lingue e cucina per fare l’Europa” “

Do you speak English? A lezione tra i fornelli. “LanCook” unisce università di 5 Paesi

Quante volte ognuno di noi ha desiderato fare due cose allo stesso tempo. Sicuramente non mancano donne o uomini che hanno magari pensato o desiderato di abbinare cucina e lavoro tra le mura di casa, oppure l’impegno di cucinare e accudire al contempo il proprio figlio, di stare tra i fornelli e imparare una lingua straniera. Proprio questa è l’idea lanciata da Paul Seedhouse, linguista britannico che si è fatto promotore di una cucina “parlante” con cui si può apprendere una lingua straniera attraverso ricette tipiche di svariati Paesi europei, avvicinando così anche culture, tradizioni, tipicità delle regioni che compongono il Vecchio continente. Per ora il prototipo esiste solo in francese e la ricetta testata è il clafoutis aux poires, ma su questa scia è nato “LanCook”, un progetto di collaborazione Lifelong Learning dell’Unione europea. L’obiettivo condiviso è di sviluppare materiali d’apprendimento in sei lingue diverse che si basino sullo svolgimento di un’attività mirata: cucinare un piatto tipico. Le lingue dell’Ue a tavola. LanCook ha come principale sfida quella di aumentare la conoscenza delle lingue estere e motivare all’acquisizione delle competenze linguistiche nell’Ue. Come? Attraverso una combinazione innovativa di cucina, tecnologia e apprendimento delle lingue. La collaborazione prevede un partenariato d’insegnanti, esperti e appassionati provenienti da Finlandia (Università di Helsinki), Germania (Università di Paderborn), Italia (Università di Modena e Reggio Emilia), Spagna (Università autonoma di Barcellona) e Regno Unito (Università di Newcastle), guidati in particolare da quest’ultimo team che di volta in volta attiveranno delle collaborazioni culinarie con ciascuno dei centri partner menzionati per realizzare un piatto tipico di quel territorio. Cucina e tecnologia. Queste ricette hanno però una peculiarità: sono progettate in una cucina tecnologicamente avanzata che fa leva sulla tecnologia dei sensori, assimilabile a quella di una Nintendo Wii, per guidare gli studenti, passo dopo passo, attraverso la preparazione del piatto prescelto. Grazie a dei sensori digitali, che sono inseriti in tutte le attrezzature e gli ingredienti della cucina, questa rileva e valuta l’attività degli apprendenti mano a mano che procedono con la loro attività culinaria. Poiché la cucina è in grado di rilevare ciò che gli utenti stanno facendo, può fornire un aiuto durante la preparazione del piatto attraverso una serie di contributi audio-visivi. C’è anche la possibilità di ottenere più dettagli su una specifica procedura di preparazione. Come in un’attività interattiva, gli studenti possono anche comunicare con la cucina, utilizzando un touch-screen. Lesson 1: italiano-inglese. I materiali didattici sono immagazzinati nel software della “cucina digitale portatile” che possono essere usati prima, durante e dopo l’attività e, inoltre, l’unità comprende sensori e utensili necessari per cucinare, che possono essere utilizzati in una qualsiasi cucina minimamente equipaggiata, sia in contesti educativi (a scuola, ad esempio) sia a casa. Il progetto è partito dalla partnership tra la cucina italiana e il Regno Unito. In particolare le ricette prescelte, ispirandosi alla tradizione tramandata dall’Artusi, sono la pasta alla napoletana e gli involtini alla contadina. Se il primo piatto offre uno spaccato della cucina meridionale italiana, il secondo rispecchia la natura multiforme della storia, della lingua e della cucina della Penisola, che li chiamava “braciuoline”, all’interno delle quali si mescolano ingredienti e tradizioni diverse e ricordano quanto recente sia l’unità geografica, linguistica e culinaria d’Italia. Il lavoro sulle ricette va di pari passo con quello sui materiali tecnologici, che sono arrivati da Newcastle. Più in particolare, si stanno testando i sensori che saranno integrati agli ingredienti e agli utensili della cucina, predisponendo gli ambienti e migliorando l’interfaccia. Avanti con il plurilinguismo. Ogni collaborazione, partnership, evento e manifestazione saranno costantemente seguiti sui principali social network, attraverso i quali i partecipanti del progetto saranno chiamati a dare il loro contributo con foto, audio e video-racconti. Tutto il materiale raccolto in questa fase sperimentale verrà poi presentato nel corso di un evento di divulgazione internazionale, organizzato il prossimo 26 settembre per celebrare la Giornata europea delle lingue. In quest’occasione si cercherà di sensibilizzazione gli europei, bambini e adulti, sull’importanza dell’apprendimento delle lingue per migliorare il plurilinguismo e la comprensione interculturale, promuovendo la diversità linguistica dell’Europa e incoraggiando a uno studio perenne delle lingue per tutto il corso della vita e, perché no, magari imparando anche nuove ricette e nuove tradizioni culinarie. L’Europa unita passa anche per la buona tavola.