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Gli esiti della recente riunione dei vescovi. Visita ad limina a fine febbraio
“La difesa della vita non è una ‘questione conservatrice’ o la giustizia sociale ‘progressista’; dobbiamo contestualizzare nel messaggio del Vangelo, che è globale, la difesa della vita e l’opzione preferenziale per i poveri”. Lo ha detto il segretario generale e portavoce della Conferenza episcopale spagnola (Cee), don José Maria Gil Tamayo, presentando il comunicato finale della 230ª riunione della Commissione permanente della Conferenza episcopale che si è svolta a Madrid il 28 e 29 gennaio. A favore della vita. La difesa della vita dal concepimento alla sua fine naturale è il primo punto di questa nota, nella quale i vescovi spagnoli ricordano che “la posizione della Chiesa cattolica su questo tema è ben nota e condivisa da molti uomini e donne di buona volontà, di altre fedi e anche non credenti, che difendono il diritto alla vita di ogni essere umano innocente come patrimonio comune della ragione”. Allo stesso tempo, i presuli spagnoli “salutano sempre positivamente le iniziative a favore della vita umana, indipendentemente dalla loro provenienza, in particolare quelle volte a proteggere la vita dei più deboli, tra i quali si trovano i nascituri”. La Cee fa riferimento all’approvazione, nel dicembre scorso, da parte del Governo spagnolo, di una proposta di legge che rende l’aborto non più un diritto, ma un reato depenalizzato in determinate circostanze: fino alla 14ª settimana in caso di stupro e fino alla 22ª in caso di gravi rischi per la salute fisica o psichica della donna. Per le sedicenni e le diciassettenni, inoltre, per abortire è richiesto il permesso dei genitori. Pur vedendo in questa proposta normativa “un passo avanti positivo rispetto alla legislazione attuale”, che considera l’aborto come un diritto della donna fino alla 14ª settimana di gravidanza e lo permette fino alla 22ª, nel caso in cui il feto abbia gravi deformità, i vescovi spagnoli sottolineano che “una legge sull’aborto, per quanto restrittiva, è comunque una legge ingiusta”, perché “nessuno, in nessuna circostanza, ha il diritto di togliere la vita a un essere umano”. Sostegno a gestanti in difficoltà. “L’aborto non è una soluzione – chiariscono i presuli – e il nascituro non è il problema”. Per questo, i vescovi sottolineano la necessità di potenziare il sostegno e la solidarietà alle gestanti in difficoltà. “Il grande dramma dell’aborto è la sua accettazione sociale – ha osservato don Gil Tamayo, rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa che ha chiuso la riunione dei vescovi -: siamo arrivati a una società nella quale non valorizziamo più la vita e questa è una sfida pastorale per la Chiesa. La posizione contro l’aborto non è una posizione religiosa, è una difesa che dalla religione cristiana viene rafforzata, perché Cristo si è fatto uomo”. L’insegnamento di religione. Al secondo punto dell’ordine del giorno, la Commissione permanente ha posto la questione sull’ora di religione nelle scuole, così come viene trattata nella recente Legge organica per il miglioramento della qualità educativa (Lomce). Grazie a questo provvedimento, attualmente l’insegnamento di religione cattolica è tornato obbligatorio nelle scuole elementari e medie, dopo essere stato facoltativo durante l’esecutivo guidato dal socialista Zapatero. I vescovi hanno valutato positivamente questo aspetto della legge, ma, al tempo stesso, sono insoddisfatti perché al liceo non è garantita l’offerta obbligatoria della materia da parte delle scuole. Ora i presuli auspicano che l’obbligo si applichi anche per la scuola d’infanzia e il liceo, affinché “i genitori possano esercitare il diritto di educare i propri figli in modo conforme alle proprie convinzioni religiose e morali”. A Roma dal Papa. Tra gli altri documenti esaminati dalla Cee, anche l’Istruzione pastorale “Custodire e promuovere la memoria di Gesù Cristo”, nell’ambito del progetto catechetico della Conferenza episcopale spagnola che culminerà nella prossima pubblicazione di “Testimoni del Signore”, il catechismo destinato ai bambini tra i 10 e i 14 anni. Infine, i vescovi spagnoli si sono preparati all’imminente visita ad limina, che li vedrà a Roma tra il 24 febbraio e l’8 marzo. L’udienza collettiva con Papa Francesco è prevista per lunedì 3 marzo.