CHIESE IN BREVE

Repubblica Ceca, Spagna, Austria” “

Repubblica Ceca: progetto musicale dei giovani romUn nuovo Cd hip-hop preparato da giovani rom di Teplice è recentemente apparso nei negozi di musica e nelle librerie della Repubblica Ceca. Il progetto, sostenuto dal Centro salesiano Štìpán Trochta, ha come obiettivo di motivare i giovani a una soluzione pacifica dei problemi e al rifiuto della violenza sotto qualsiasi forma. “I testi delle canzoni pongono l’accento sulla trasformazione positiva della società. Sono davvero contento che il nostro lavoro ispiri folle di giovani nella nostra comunità locale”, spiega il portavoce del gruppo, Jiøí Èonka, che ha vissuto sulla propria pelle il vagabondaggio per strada, rifiutando di andare a scuola e avendo rinunciato a trovare un vero senso della vita nella sua infanzia. Come spiega a SirEuropa, grazie alla musica i bambini rom “imparano a materializzare i loro sogni e trasformarli in realtà”. Il Centro Trochta dal 1999 lavora sull’educazione dei bambini e dei giovani provenienti da famiglie problematiche. Lo scorso anno a questa istituzione è stato assegnato il “Premio Anima Zingara” per il contributo offerto da molto tempo al miglioramento delle condizioni di vita e all’integrazione dei rom nella Repubblica Ceca. Spagna: Barcellona, diocesi on line con due portaliL’arcivescovado di Barcellona implementa i suoi servizi e la sua immagine on line, facendosi conoscere nelle reti come “Chiesa arcidiocesana di Barcellona”, con un nuovo logo che comprende tutte le delegazioni, istituzioni, enti, università, parrocchie che fanno parte della diocesi. Con la nuova pagina web si vuole mostrare “una Chiesa di tutti, nella quale i fedeli possono essere protagonisti dei contenuti, una Chiesa in un cammino di perfezione, che si rinnova costantemente avvalendosi delle nuove tecnologie” per dare la “Buona novella a tutti”. D’ora in poi ci saranno, quindi, due siti. Nel portale dell’arcivescovado si troveranno le omelie, i discorsi, i decreti, le relazioni del cardinal Martínez Sistach, del vescovo ausiliare Sebastià Taltavull e degli organismi diocesani. Ci saranno anche il calendario con le giornate e le collette della diocesi, la storia dell’arcivescovado di Barcellona, la biografia del cardinale e altri eventi storici da consultare in maniera interattiva. Il nuovo sito dedicato alla Chiesa diocesana sarà più intuitivo e “fresco”, più giovane e con una “forte scommessa comunicativa per la testimonianza dei fedeli, mantenendo l’essenza del messaggio evangelico”. In questo portale si propone – nell’intenzione della diocesi – un contenuto che risponda ai problemi reali e attuali della società di oggi Austria: fondazione Pro Oriente guarderà più a Est Con una celebrazione solenne e un convegno scientifico, la fondazione ecumenica “Pro Oriente” celebrerà l’8 novembre prossimo il cinquantenario della sua istituzione. Ad annunciarlo è stato Johann Marte, presidente di Pro Oriente, in occasione di un ricevimento ecumenico recentemente tenutosi presso il palazzo arcivescovile di Vienna. Marte ha comunicato la presenza, tra i relatori, del card. Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca, del Patriarca ecumenico Bartolomeo I, del patriarca copto-ortodosso Tavadros II, nonché del card. Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei Cristiani. Le celebrazioni inizieranno con una liturgia ecumenica presso la Schottenkirche e proseguiranno poi presso l’Università di Vienna. I festeggiamenti comprendono anche una conferenza di tre giorni sui confini della Chiesa, in prosecuzione ideale della storica conferenza “Koinonia” del 1974 che, secondo Marte, “preparò la strada per l’inizio del dialogo ufficiale tra cattolici e ortodossi”, avvenuto poi nel 1980. La conferenza di novembre segnerà un nuovo orientamento geografico e contenutistico per la Commissione degli storici della fondazione, uno degli uffici di massima responsabilità di Pro Oriente. Finora, infatti, la Commissione si era occupata esclusivamente dell’area dei Paesi nati dalla dissoluzione della Jugoslavia, oltre all’Albania. In futuro, invece, “si vogliono considerare anche la Romania, la Bulgaria e la Turchia”. È inoltre ipotizzata “la collaborazione con altre discipline scientifiche”, ha affermato il presidente della Fondazione. Tra i nuovi obiettivi vi è anche la cooperazione con l’Ocse. La Commissione degli storici è composta da studiosi provenienti da Bosnia, Bulgaria, Germania, Croazia, Austria, Romania, Serbia e Slovenia, appartenenti a diverse comunità religiose; dal 1996 si occupa degli effetti della religione sulle vicende sociali e politiche dell’area Sud-Est europea. “In questo modo”, annuncia Pro Oriente “s’intende dare un contributo a un approccio positivo alla molteplicità e alla riconciliazione sociale e tra gli Stati della regione”.