CHIESE IN BREVE" "
Belgio: Sinodo famiglia, “una Chiesa accogliente”Anche dal Belgio cominciano a emergere i primi risultati della consultazione avviata da papa Francesco nelle Conferenze episcopali di tutto il mondo per verificare in vista del Sinodo sulla famiglia di ottobre il rapporto dei cattolici con la pastorale e la dottrina della Chiesa sul matrimonio e la vita di coppia. I primi risultati della consultazione avviata in Belgio sono stati pubblicati dal sito informativo della Conferenza episcopale belga, info.catho.be. In Belgio hanno compilato i questionari 3mila persone (di cui il 70% francofone). Tra i fedeli – ed è questo un primo rilievo – numerosi sono coloro che hanno dichiarato la loro riconoscenza alla Chiesa per aver dato la possibilità di esprimere un parere sottolineando come questo tipo di consultazione è assai inedita e generalmente riservata a vescovi e teologi. Il questionario però è stato recepito da alcuni fedeli con una certa difficoltà per l’impego di vocaboli vicini più alla teologia e al diritto canonico che al gergo comune. Da un primo spoglio dei questionari, emerge che i fedeli cattolici belgi apprendono l’insegnamento della Chiesa attraverso i media. Pertanto, sapendo che i media generalisti non sono teneri nei confronti della religione cattolica, ci si chiede se questa informazione possa essere sufficiente. Si rivela infatti un paradosso e cioè una dissonanza tra il messaggio reale della Chiesa e il messaggio poi ricevuto. Dalla consultazione inoltre si rileva come la conoscenza e l’accettazione della dottrina della Chiesa sono superficiali: si accetta cioè qualcosa, ma non tutto. Se per esempio, alcuni affermano di voler vivere in modo cristiano e secondo gli insegnamenti della Chiesa, un buon numero di cattolici ritiene che i valori cristiani siano superati e dovrebbero allinearsi allo spirito del mondo contemporaneo. I cattolici belgi si attendono che la Chiesa possa accogliere tutti, a prescindere dalle differenze o dagli errori commessi. Questo punto di vista è particolarmente avvertito per quanto riguarda le persone omosessuali e i divorziati. Sulla scia poi di Papa Francesco, i cattolici chiedono una Chiesa madre che accoglie e non rifiuta nessuno. Da qui l’esigenza anche di crescere nella fede e di formare comunità vive. Nei questionari si sottolinea il ruolo essenziale che possono svolgere le donne nella vita della Chiesa: sono loro – fanno notare i cattolici belgi – che trasmettono al fede ai bambini e li accompagnano nel loro cammino. Slovacchia, “Gli sposi testimonino la loro fede”Mentre la Chiesa cattolica in Slovacchia nel 2014 celebra l’Anno della Madonna dei sette dolori, l’Arcieparchia greco-cattolica di Preov pone una particolare enfasi sulla famiglia. “Il beato Papa Giovanni Paolo II, alcuni anni fa, durante il suo viaggio apostolico a Preov, ha detto che la madre è la persona che unisce tutti i membri della famiglia, che – con il suo amore materno – risolve i problemi ed elimina le incomprensioni. La Madre di Dio è colei che ha sempre tenuto insieme le nostre famiglie ed è diventata un rifugio per coloro che avevano problemi”, spiega Mons. Ján Babjak, arcivescovo metropolita di Preov. Le famiglie moderne – aggiunge – devono affrontare molti attacchi dall’esterno, poiché la società è spesso ostile nei confronti della sua cellula fondamentale. “Vorrei che i greco-cattolici si unissero nella preghiera e chiedessero alla Sacra Famiglia una benedizione e una forte unità delle nostre famiglie”, continua il presule, ricordando ai fedeli il Sinodo sulla famiglia che si terrà in ottobre a Roma, per decisione del Santo Padre. Babjak invita le coppie sposate a dedicare una sufficiente attenzione ai loro figli e a diventare i primi testimoni della loro fede in Dio e del loro amore per la Chiesa. Visita ad limina per i vescovi della Bulgaria”Presenteremo a Papa Francesco la Chiesa cattolica in Bulgaria che, anche se piccola e con possibilità limitate, cerca di raggiungere i bisognosi e le ‘periferie’ dove ultimamente assistiamo i profughi siriani”. Sono le parole del presidente della Conferenza episcopale bulgara, monsignor Hristo Proykov, interpellato da SirEuropa alla vigilia della visita ad limina dei vescovi del Paese balcanico prevista dal 13 al 15 febbraio. “La nostra comunità è ancora debole dopo il duro periodo ateista – aggiunge il presule – ma essa è viva e ringiovanita dalle nuove vocazioni di bulgari al sacerdozio e alla vita consacrata”. E aggiunge: “Nella maggior parte delle parrocchie abbiamo ricostruito le strutture e si lavora attivamente ma anche qui arrivano il consumismo ed il relativismo morale”. Mons. Proykov ammette che “aspetta con speranza il Sinodo sulla famiglia in occasione del quale il 2014 è stato proclamato Anno della famiglia con una preghiera speciale per la fedeltà e la tutela della vita”. Inoltre il presidente dei vescovi bulgari afferma: “Comunicheremo al Papa la gratitudine e la grande attesa dei fedeli bulgari per la prossima canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, pontefici legati alla Bulgaria”.