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Obiettivi di sviluppo del Millennio: campagna annuale di Manos Unidas
Manos Unidas, associazione della Chiesa cattolica in Spagna per l’aiuto, la promozione e lo sviluppo del Terzo mondo, ha presentato nei giorni scorsi, a Madrid, la 55ma campagna, intitolata “Un mondo nuovo, progetto comune”. La campagna, che si svilupperà lungo tutto il 2014, è ispirata all’Obiettivo di sviluppo del Millennio numero 8, ossia “Promuovere un’associazione mondiale per lo sviluppo”. “La campagna – spiegano a Manos Unidas – ci pone nel cammino della fraternità universale come condizione necessaria per uno sviluppo in pienezza, uno sviluppo che deve fondarsi sulla verità, la giustizia, l’amore e la libertà”. Sono quattro le parole chiave della campagna: “speranza, mondo, nuovo e comune”. Manos Unidas vuole essere generatrice di questo nuovo slancio e accompagnarlo, a fianco degli enti suoi soci nei Paesi in via di sviluppo e in collaborazione con tutte le associazioni e persone impegnate in un “progetto comune per un mondo più umano, giusto e fraterno”. Impegno di tutti. Alla presentazione della campagna 2014 hanno partecipato Soledad Suárez, presidente di Manos Unidas, la missionaria delle Carmelitane della Carità Vedruna, Covadonga Orejas, e Óscar Bazoberry, coordinatore generale dell’Istituto per lo sviluppo rurale del Sud America. La presidente di Manos Unidas ha ricordato che gli aiuti raccolti nel 2013 per i progetti della ong “sono diminuiti per il quarto anno consecutivo come conseguenza della crisi”. In particolare, Manos Unidas ha raccolto nel 2013 un totale di 44,2 milioni di euro, quattro milioni in meno rispetto al 2012. Suárez ha poi spiegato che la questa campagna concluderà il ciclo (2000-2014) che Manos Unidas ha dedicato al lavoro per il compimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio. E anche se questi ultimi, ha aggiunto Soledad Suárez, “non si stanno realizzando in pieno”, la presidente ha evidenziato che senza di essi “le cose starebbero molto peggio”. “Di fatto – ha osservato – sono numerosi i Paesi che sono riusciti a raggiungere molte delle mete prefissate e questi risultati hanno avuto ripercussioni positive sulla popolazione”. L’ultimo Obiettivo del Millennio al centro della campagna della ong cattolica, secondo Suárez, “è quello che maggiormente interpella noi che viviamo nei Paesi sviluppati. A questa ‘Alleanza mondiale’, a questo progetto comune, dobbiamo partecipare tutti: i governi, le istituzioni, le imprese, le organizzazioni internazionali, le ong e soprattutto, in modo fraterno, le persone”. Progetti nel mondo. Manos Unidas sostiene e pone in essere progetti come quelli che coordina la missionaria Covadonga Orejas in Togo e Gabon. Lì dirige i centri “Kekeli” (Togo) e “Arc en Ciel” (Gabon) per il reinserimento dei bambini di strada e vittime del traffico infantile in questi Paesi. Grazie al suo lavoro, bambini, strappati alle famiglie con false promesse, possono avere ancora un futuro. In realtà, ha spiegato la missionaria durante la presentazione della campagna, questi bambini vittime dei traffici umani “passano tutto il giorno lavorando e, nel caso delle femminucce, se non portano ai protettori le entrate richieste, a volte sono costrette a prostituirsi”. Óscar Bazoberry, parlando della situazione in Bolivia, dove Manos Unidas promuove 259 progetti, ha evidenziato che “ci sono risorse economiche più ampie, presenza di nuove tecnologie, risultati in salute ed educazione, ampliamento delle classi medie e nuove regole di consumo”. Tuttavia, si stanno facendo “passi indietro” in altri campi, come i diritti dei popoli indigeni o l’aumento degli omicidi di leader sociale, specialmente in campagna. Bazoberry ha anche denunciato l’accaparramento delle ricchezze in mano di pochi e gli effetti delle attività estrattive e dell’agricoltura transgenica sulla popolazione. “I grandi capitali intendono appropriarsi della cosiddetta economia verde, degli ecosistemi e della biodiversità, che darebbe loro un controllo mai visto sulla vita nel pianeta”, ha chiarito. Da protagonisti. Domenica 9 febbraio si è celebrata la Giornata nazionale di Manos Unidas con una colletta speciale in tutte le parrocchie spagnole. Fino al 12 febbraio, 27 missionari provenienti da 19 Paesi nei quali l’organizzazione finanzia progetti di cooperazione allo sviluppo sono stati protagonisti di conferenze e incontri con la stampa per presentare la campagna 2014 in 52 città spagnole. Nella sua lettera pastorale per la 55ma campagna contro la fame, il cardinale arcivescovo di Madrid, Antonio Marìa Rouco Varela, spiega che l’iniziativa “vuole ricordarci la responsabilità ineludibile di essere protagonisti della storia e non meri spettatori. Dalle sue origini, Manos Unidas si è impegnata, partendo dalla fede nel Signore Gesù, a lavorare per un mondo nuovo”.