QUOTIDIANO NON STAMPATO

Libertà di stampa” “timori in Calabria” “dopo il caso “L’Ora”

La vicenda nasce a margine della notizia relativa a un’indagine giudiziaria in corso sul figlio di un senatore calabrese. Sta di fatto che un improvviso guasto alle rotative ha impedito la pubblicazione del quotidiano che ieri mattina non era in edicola. La versione dei protagonisti. Le reazioni dal mondo cattolico calabrese attraverso la voce di Carlo Parisi (presidente Ucsi) e don Piano Strangio (consigliere nazionale Fnsi)

"Lettrici e lettori carissimi, se non ci avete trovato in edicola ieri è perché nella notte tra il 18 e il 19 febbraio si è consumato un fatto gravissimo per la libertà di stampa, la violazione delle più elementari regole della democrazia e del vivere civile. Ultimata la lavorazione del giornale, a tarda ora, l’Editore mi ha chiesto se non fosse possibile ritirare dalla pubblicazione l’articolo relativo all’indagine in corso sul figlio del senatore Tonino Gentile, Andrea, al quale sono contestati i reati di abuso d’ufficio, falso ideologico e associazione a delinquere nell’ambito del caso Asp (Azienda sanitaria provinciale, la controversia riguarda alcune presunte "consulenze d’oro", ndr.). In particolare Alfredo Citrigno mi faceva notare che nessun sito degli altri quotidiani calabresi (l’unico coraggioso in effetti è stato quello del settimanale "Il Corriere della Calabria") dava questa informazione e mi chiedeva se ci fosse la documentazione certa, altrimenti di soprassedere. Io non soltanto ho confermato che l’articolo era ampiamente documentato e corredato delle opportune verifiche, ma difendendo il diritto di cronaca, ho minacciato le mie dimissioni qualora fossimo stati costretti, io e l’Editore, a modificare il giornale, vanificando il mio lavoro e quello dei miei colleghi". A parlare è Luciano Regolo, direttore de "L’Ora della Calabria", a proposito di una vicenda che si è consumata nella notte tra martedì e mercoledì. Mercoledì mattina la testata a diffusione regionale calabrese non è andata in stampa.

Le difese. Secondo le dichiarazioni rese da Regolo in una conferenza stampa (portale.loradellacalabria.it) lo stampatore del giornale, Umberto De Rose, si sarebbe difeso parlando di guasto alle rotative. Una versione evidentemente non accettata dal direttore. De Rose, intervenuto sulla vicenda (le dichiarazioni sono prese dal portale del quotidiano), si è difeso su tre argomentazioni. "Il primo aspetto è che non avrei avuto alcuna eventuale necessità di fare pressioni preventive, atteso che il guasto lo avrei potuto simulare a qualsiasi ora. Il secondo aspetto è che garantisco la libertà di stampa di questo giornale, considerato che da circa dieci mesi non vengono adempiuti gli obblighi contrattuali di controparte. Ed infine – prosegue De Rose – se già il suo editore gli stava facendo pressioni per quella vicenda, che interesse avevo io a perorare cause di terzi? Voglio ribadire che l’editore è l’unico ad avere un potere sulla direzione e non certo lo stampatore". Sull’episodio è intervenuto Alfredo Citrigno, editore del quotidiano (dichiarazione sul portale de "L’Ora della Calabria"): "Ho chiesto la verifica al direttore della veridicità e della fondatezza della notizia riguardante l’indagine a carico del figlio del senatore Gentile. La mia domanda traeva origine del fatto che né i siti degli altri quotidiani calabresi, né le agenzie di stampa avevano pubblicato la notizia. La mia preoccupazione, quindi, derivava solo da questo. Da qui la mia insistenza col direttore sulla verifica della notizia e sull’opportunità della pubblicazione. Lui mi ha risposto dicendomi che era in possesso dei relativi atti e pertanto ha deciso di pubblicare ugualmente l’articolo. Che poi il giornale non sia stato stampato e non sia dunque arrivato in edicola non è dipeso sicuramente da me. Anzi, la mancata pubblicazione ha rappresentato per me un danno economico".

Reazioni preoccupate. Non sono mancate le reazioni all’episodio. Il segretario generale del sindacato giornalisti Calabria, nonché presidente della sezione calabrese dell’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi), Carlo Parisi, ha detto che l’episodio getta una luce sinistra sui processi dell’informazione nella Regione. Fnsi e sindacato giornalisti della Calabria chiedono ad alta voce alle autorità preposte che si faccia presto chiarezza sull’accaduto e si possa restituire serenità a chi fa informazione nella regione. Solidarietà è arrivata anche dal circolo della stampa "Maria Rosaria Sessa" di Cosenza, città in cui ha sede il quotidiano, per il quale "occorre poter sempre andare avanti senza calpestare l’art.21 della Costituzione che prevede, tra l’altro, il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero. Anche e soprattutto in Calabria". Don Pino Strangio, consigliere nazionale della Federazione nazionale stampa italiana (Fnsi), commentando il fatto accaduto, ha parlato della "necessità di preservare la libertà di stampa, perché la notizia va data, nella sua verità". Don Strangio sottolinea come riguardo al caso de "L’Ora di Calabria" bisogna fare chiarezza. A proposito del requisito della verità che occupa i giornalisti, don Strangio ha evocato Papa Francesco, che più volte ha invitato gli operatori dell’informazione a praticare la "verità, la bontà e la bellezza": "Ogni notizia va data per la verità e ci auguriamo che ogni servizio giornalistico esprima la verità del fatto".