UNIONE EUROPEA

Cresce la voce del Parlamento

In plenaria numerosi provvedimenti che toccano la vita dei cittadini

Si avvicinano le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo (22-25 maggio) e quindi anche la legislatura giunge agli sgoccioli. L’Assemblea è riunita in plenaria a Strasburgo (24-27 febbraio), e tornerà a riunirsi ancora un paio di volte prima di chiudere i battenti. Per questo occorre accelerare le procedure legislative di numerosi provvedimenti in itinere, che altrimenti decadrebbero. Il più noto è l’istituzione dell’Unione bancaria, ma nella plenaria in corso sono altri i temi in agenda: il valore della legislazione comunitaria sta crescendo, si sono moltiplicate le materie che gli Stati affidano all’Ue per realizzare normative efficaci e coerenti, assegnando di fatto allo stesso Europarlamento un ruolo determinante nella vita dei cittadini. Peraltro l’emiciclo è sollecitato a prendere posizione sull’attualità politica continentale, che pone ovviamente sotto i riflettori il caso-Ucraina.

Emergenza Ucraina. Sui fatti di Kiev, le manifestazioni e le vittime di Maidan, la fuga del presidente Viktor Yanucovich e i prossimi passi verso le elezioni e la transizione democratica, è intervenuto il presidente del Parlamento, Martin Schulz, in apertura di sessione; il 25 febbraio hanno riferito sulla missione dello scorso fine settimana i deputati inviati in Ucraina, guidati dal deputato tedesco Elmar Brok; un dibattito in aula si svolge mercoledì 26, mentre giovedì 27 febbraio il Parlamento voterà una risoluzione politica. Fra i provvedimenti legislativi urgenti sui quali si deve esprimere l’Assemblea figurano le norme per scoraggiare il fumo, specialmente tra i giovani: il testo, in discussione da lungo tempo nelle sedi Ue, prevede fra l’altro che il 65% della superficie dei pacchetti di sigarette, tabacco per pipa e simili debbano mostrare espliciti avvertimenti sui gravi rischi che il fumo porta alla salute. Ugualmente rilevante è il “pacchetto ferroviario” per liberalizzare i servizi di trasporto passeggeri.

Aiuti agli indigenti. Gli eurodeputati sono chiamati sempre nel corso della plenaria a dare un ultimo assenso al fondo per le persone indigenti (che comprende la distribuzione di alimenti e di servizi di prima necessità): il finanziamento di 500 milioni l’anno resta invariato proprio grazie alla posizione ferma e intransigente mostrata dagli eurodeputati su questa voce di bilancio durante le trattative con il Consiglio Ue, dove era emerso un atteggiamento molto meno disponibile da parte dei governi dei Paesi membri. Il fondo nel bilancio pluriennale 2014/2020 è infatti rimasto pari a 3,5 miliardi di euro. L’emiciclo si occupa quindi di emissioni inquinanti dei veicoli, di assicurazioni, della istituzione del Corpo volontario europeo di aiuto umanitario, delle leggi per congelare e confiscare i beni appartenuti a persone condannate per attività criminali (“attualmente – è stato ribadito in aula – meno dell’1% dei proventi di reato come il traffico di droga, la contraffazione, il traffico di esseri umani o il contrabbando di armi sono confiscati”). A Strasburgo è stato fra l’altro presentato il 25 febbraio il nuovo “gruppo di alto livello sulle risorse proprie”, istituito dall’Ue per dare nei prossimi anni maggiore coerenza, efficacia e autonomia al bilancio comunitario.

Relazione sui diritti. In aula giunge il 26 febbraio una relazione amplissima, senza valore legislativo, ma per certi aspetti problematica (testamenti biologici e fine vita, salute sessuale e riproduttiva…), sulla “situazione dei diritti fondamentali nell’Unione europea”, stesa dal deputato belga Louis Michel. Il testo riafferma la centralità, nel processo di integrazione, dei diritti fondamentali, ancora da promuovere, nonché i principi di solidarietà, cittadinanza, giustizia, non sufficientemente tutelati in diversi Paesi aderenti e in svariati settori della società europea. La relazione sottolinea una infinità di problematiche in relazione, ad esempio, alla tutela delle minoranze (in particolare i rom), alla lotta contro la tratta di essere umani, alla libertà di religione, alle discriminazioni che gravano sulle persone disabili e anziane, alla situazione delle donne, spesso oggetto di violenza tra le mura domestiche, oppure vittime di tratta e prostituzione. Si ricordano inoltre i diritti negati ai migranti e rifugiati, alle minoranze nazionali e linguistiche e la incerta situazione per la libertà di espressione e di stampa (trasformazioni del mercato, delle proprietà editoriali e della pubblicità). Internet invece diventa non di rado strumento per mettere a rischio il diritto alla privacy e mezzo per minacciare la sicurezza personale, specialmente per i minori.

Affermazioni equivoche. Non manca, come sempre accade in queste relazioni periodiche sui diritti umani, una lunga serie di paragrafi centrati sulla salute sessuale e riproduttiva, sulla “dignità alla fine della vita” (“in particolare garantendo che le decisioni espressa nei testamenti biologici siano riconosciute e rispettate”), sulle diverse forme di convivenza: in questo caso la relazione Michel “si compiace del numero crescente di Stati membri che assicurano il rispetto del diritto a fondare una famiglia attraverso il matrimonio, il partenariato civile o la coabitazione registrata e del diritto all’adozione senza discriminazioni basate sull’orientamento sessuale”.