SPAGNA

Vita: un cambio di mentalità

Appello dei vescovi e mobilitazione per la Giornata nazionale del 25 marzo

Foto Siciliani-Gennari/SIR

In Spagna, il 25 marzo, festa dell’Annunciazione del Signore, si celebra la Giornata per la vita. Per l’occasione la Sottocommissione episcopale per la famiglia e la vita della Conferenza episcopale spagnola ha diffuso un messaggio, intitolato “Sì alla vita, speranza di fronte alla crisi!”. La difesa della vita, però, non è una questione solo ecclesiale. È prevista, infatti, domenica 23 marzo, anche una grande manifestazione a Madrid, promossa dalla Piattaforma “Sì alla vita”, sostenuta da 504 organizzazioni della società civile e coordinata dalla Federazione spagnola delle associazioni pro life.

La bellezza della famiglia. Nel loro messaggio per la Giornata, i vescovi spagnoli si rivolgono “ai figli, ai genitori, ai nonni” affinché dicano “sì alla vita”. “Per la Spagna, per l’Europa e per il mondo – affermano i presuli – l’apertura moralmente responsabile alla vita è una ricchezza sociale ed economica”, perché “grandi nazioni sono potute uscire dalla miseria anche grazie al gran numero di abitanti e alle loro capacità”. Il messaggio dei vescovi iberici evidenzia, quindi, che oggi sono proprio i bassi indici di natalità a diventare “un problema cruciale per le società di maggior benessere” ed è perciò “una necessità sociale ed economica proporre alle nuove generazioni la bellezza del matrimonio e della famiglia”. La Chiesa spagnola sottolinea anche che i nuclei familiari hanno bisogno di “un aiuto economico e sociale”, ma che tuttavia questo “non è sufficiente”, poiché ciò che è “imprescindibile” è “un cambio di mentalità e di stile di vita che permetta di conquistare la libertà di donarsi all’altro, al marito, alla moglie, ai figli, agli anziani, ai sofferenti”. Questo, ricordano i vescovi spagnoli, è l’insegnamento di Papa Francesco, per il quale “una società che abbandona i bambini e che emargina gli anziani recide le sue radici e oscura il suo futuro”. Ribadendo, poi, “il valore e la dignità della vita umana dal concepimento e fino alla morte naturale”, i presuli della Spagna invitano a riflettere sulla vita “come segno di speranza” ed esortano a recuperare “la grandezza del dono della maternità”. Un ulteriore appello viene rivolto contro “determinate ideologie che cercano, assurdamente, di omologare le differenze, trascinando la società alla rovina demografica, economica e morale”. Infine, pensando nello specifico all’aborto, la Chiesa spagnola chiarisce che non è un segnale di progresso “pretendere di risolvere i problemi eliminando una vita umana”. Il messaggio dei vescovi è accompagnato da un manifesto con al centro la fotografia di un bimbo, circondato da cattive notizie: un modo simbolico per ribadire che la vita è speranza.

Politiche reali di sostegno. La manifestazione di domenica 23 marzo, che si snoderà per le vie della capitale spagnola da Plaza de Cibeles a Puerta del Sol, è intitolata “Sì alla vita. Per la vita, la donna, la maternità”; ha come obiettivo la difesa e rivendicazione della vita come diritto umano fondamentale. Inés Cuartero, portavoce della Piattaforma “Sì alla vita”, chiarisce che “questa manifestazione è una testimonianza che continua il nostro saldo impegno a favore di ogni vita umana in qualsiasi circostanza. Quest’anno soprattutto rivendichiamo l’urgente necessità di politiche di aiuti concreti alla donna, che le permettano di esercitare in libertà il suo diritto a essere madre”. La Piattaforma, assicura Cuartero, “continuerà a lavorare con costanza a favore della cultura della vita affinché si rispetti il primo diritto umano: il diritto alla vita”. Perciò, prosegue, “faremo sentire la nostra voce a chi sta volgendo lo sguardo da un’altra parte senza assumersi l’impegno sociale che suppone la difesa della vita”.

Coinvolte varie città. La portavoce della Piattaforma “Sì alla vita” spiega che “quest’anno la manifestazione ha come obiettivo prioritario la difesa, il sostegno e la protezione tanto della vita più indifesa – quella del nascituro – quanto quella della madre in attesa. Una società non progredisce ed è destinata a un vero e proprio suicidio demografico se non protegge la vita dei suoi cittadini e se non ha cura della donna incinta offrendole tutto il suo appoggio e sostegno”. Oltre al raduno principale che si terrà a Madrid, sono previste iniziative in varie città spagnole. Con la manifestazione, pertanto, si vogliono chiedere politiche attive ed efficaci di protezione della maternità e della famiglia, un sostegno reale alla donna in attesa affinché possa esercitare il suo diritto alla maternità, un impegno pubblico a favore della maternità e della vita come beni sociali.