SENZA FISSA DIMORA

Termini, Binario 95 ” “qui la vita” “torna a sorridere” “

In azione una cooperativa sociale che ha trovato il sostegno delle Ferrovie dello Stato. Gli ospiti inseriti in una “comunità” con regole precise che offre attività diverse, dai computer alle lezioni d’inglese, così da farli uscire dallo stato di passività e disinteresse. L’obiettivo: ricostruire percorsi di relazione, esprimersi creativamente, recuperare capacità di reinserimento sociale

Roma. Stazione Termini. Binario 95. Non è un nuovo episodio della saga di Harry Potter, ma un centro polivalente di accoglienza prevalentemente diurna per persone senza fissa dimora. Nato per iniziativa della cooperativa sociale Europe Consulting, è situato in uno spazio di circa 600 mq messo a disposizione dalle Ferrovie dello Stato. Al suo interno un grande salone, la biblioteca con autori che spaziano da Balzac, Melville, Poe, a Follett e Smith, laboratori didattici e creativi, cucina, mensa, servizi di assistenza medica e psicomotoria. Sui tavoli copie di giornali con offerte di lavoro. La tv accesa sul telegiornale. Ai muri cartelli con orari, avvisi, regole di comportamento sempre basate sul buon senso e il rispetto. Fuori tavolini e sedie. Lo gestiscono giovani operatori specializzati. La storia. Il 12 dicembre 2002, grazie anche all’impegno del settore Politiche Sociali delle FFSS, venne aperto un primo Help Center nella Stazione Termini per fornire aiuto ai senza fissa dimora e successivamente un centro di accoglienza notturna "Un piccolo frammento delle loro necessità" ricorda il responsabile del centro "Era evidente la richiesta di altri servizi: vere proposte di vita, per far sì che, dopo la prima assistenza, queste persone potessero ricostruire percorsi di relazione, esprimersi creativamente, recuperare capacità di reinserimento sociale". Il metodo. Gli ospiti sono inseriti in una "comunità" con regole ben precise che offre attività diverse, dai computer alle lezioni d’inglese, così da farli uscire dallo stato di passività e disinteresse. Al suo ingresso ciascuno riceve una tessera valida un mese e compila, con un operatore, il foglio obiettivi. Fare la doccia o il bucato in giorni ed orari fissi. prenotare una visita medica. compilare una domanda di sussidio, scrivere un curriculum. Azioni semplici per chi ha dimestichezza con uffici e burocrazia, più complesse per chi vive magari da anni in condizione di disagio con un accentuato senso di inadeguatezza. Ogni mese si rivedono e rinnovano gli obiettivi. Ogni passo aumenta autostima e consapevolezza di sé. Fabrizio. Dal Binario 1 al Binario 95: così si può sintetizzare la storia di Fabrizio Schedid, responsabile del centro e coordinatore dei servizi sociali della cooperativa. Pochi esami alla laurea in filosofia, simpatico, allegro, estremamente professionale, ama il suo lavoro e vive orgogliosamente l’impegno verso gli altri come un dovere civico "Voglio fare in modo che questi "invisti" (non invisibili, semplicemente non guardati) riescano a sentirsi cittadini come gli altri". Ha iniziato a "frequentare" Termini come obiettore di coscienza per l’accoglienza dei pellegrini nel Giubileo del 2000, toccando con mano i problemi dei senza fissa dimora che vi gravitavano. Da allora se ne è sempre preso cura, accantonando anche la vita personale. "Per assurdo sarei contento se Binario 95 chiudesse: sarebbe un immenso risultato, significherebbe che non ci sono più senza fissa dimora". L’arte: nel centro sono incoraggiate tutte le espressioni artistiche. Il concorso di pittura "L’Angelo Liberatore" dedicato a Simone Mari, ventenne senza fissa dimora morto nel 2009, ha premiato i due vincitori con un viaggio a Parigi dove hanno esposto le loro opere. Un altro ospite, Carlo Mazzioli, illustra le copertine dei libri. "Cartigianato" è il laboratorio di lavori manuali. Anna Maria. "Che sei nel posto sbagliato", cosi forse avrei dovuto risponderle quando mi ha chiesto "che cosa pensi di me?". Ma quante persone sono nel posto sbagliato? Anna Maria Lo Presti è una poetessa siciliana ospite del centro. "Versi in libertà" è il suo primo libro, "Un grande regalo che mi hanno fatto qui" dice. "La solitudine mi appartiene. Un po’ mi vuole bene. Vorrei mandarla via. Ma mi fa compagnia" la quartina di una sua poesia. Senza fissa dimora per obbligo "Il mio amato compagno di 25 anni di vita non c’è più" e per scelta "Non voglio essere di peso a nessuno e amo troppo la mia indipendenza" difende la sua scelta anche se le pesa la solitudine "Non posso avere nemmeno un cagnolino". Anna Maria è curata nella persona "Perché essere sporchi? Chi lo è fuori lo è anche dentro" e parla con ammirazione del centro "Qui ti fanno capire che la vita non è finita, che è tua e che ha sempre un nuovo punto di partenza". La cucina: ogni domenica a turno un ospite prepara il pranzo per 25 persone. Con un limite: non deve sforare il budget di 20 euro. Venerdì stila il menù con l’operatore e con lui sabato va al mercato. Domenica inizia a cucinare dalla mattina. Il ricettario "Cuochi della domenica" ne è il risultato concreto.