CHIESE IN BREVE" "

Ccee, Spagna, Paesi nordici” “

Ccee: pastorale universitaria, incontro a Tirana
“L’ambiente universitario è luogo di ricerca, elaborazione e trasmissione del sapere per eccellenza. Per esser completo, questo sapere non si limita alla ricerca puramente scientifica, ma anche e in primo luogo alla ricerca della fonte della vera felicità nella propria vita”: don Michel Remery, vice segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) presenta il tema e il programma dell’incontro dei delegati nazionali di pastorale universitaria in calendario a Tirana dal 23 al 26 marzo. È prevista la partecipazione di una trentina tra i responsabili nazionali per la pastorale universitaria delle conferenze episcopali d’Europa. Il tema della conferenza sarà “La gioia di vivere e la vita come dono da ricevere o tesoro da cercare”, che mostra una stretta relazione con il ministero del cappellano universitario. Don Remery aggiunge: “La Chiesa può offrire a ogni studente in ricerca la vera fonte di una gioia duratura e piena: Cristo. Questo è il compito della pastorale universitaria oggi: collegare la ricerca puramente scientifica con la ricerca della propria personalità e felicità”. Sono previste relazioni della professoressa Kaja Kazmierska (con una rassegna della letteratura disponibile sulla vita degli studenti universitari oggi) e di don José Claveria, il quale “si interrogherà su come il Vangelo fa breccia nell’esperienza degli studenti universitari”. Nel corso dell’incontro, i partecipanti avranno “l’occasione di riferire sulla situazione della pastorale universitaria nei rispettivi Paesi”.

Spagna: una legge che tuteli vita e maternità
Il Forum della famiglia spagnolo e la Fondazione RedMadre (ReteMadre) hanno chiesto al Governo di affiancare alla riforma della legge sull’aborto un provvedimento che tuteli la vita del nascituro e la maternità. A tal fine, hanno inviato al ministero della Giustizia delle annotazioni alla proposta di legge organica per la protezione della vita del concepito e dei diritti della donna. Si tratta di un documento di undici pagine che si accompagna a un progetto di legge di protezione della maternità completamente sviluppato e articolato. A presentare l’iniziativa sono stati, nei giorni scorsi, il presidente del Forum della famiglia, Benigno Blanco, e la direttrice generale della Fondazione RedMadre, Carmina García-Valdés. Per Blanco, l’attuale proposta di legge governativa che dovrebbe sostituire la legge sull’aborto è “un primo passo – insufficiente, ma rilevante – per arrivare a un obiettivo irrinunciabile: un Paese senza aborti, una nazione con leggi che proteggano sempre e senza eccezioni ciascuna vita”. Il presidente del Forum della famiglia spera che la proposta di legge possa essere migliorata in questa fase di consultazioni: per questo Forum e Fondazione hanno mandato le loro proposte al ministero. Sono cinque le richieste fondamentali. La prima è che i medici che scrivono il rapporto previo all’aborto terapeutico debbano essere funzionari pubblici; la seconda è l’eliminazione della previsione che l’aborto faccia parte dei servizi di base del sistema nazionale della salute. Ancora, si deve togliere dalla proposta di legge governativa la richiesta che l’obiezione di coscienza sia dichiarata dall’interessato nella settimana successiva a quella in cui ha iniziato il suo impiego perché ciò non è rispettoso dell’esercizio di un diritto fondamentale. Inoltre, la legge deve comprendere un controllo delle politiche attive di sostegno alla maternità. Infine, è necessario un monitoraggio degli aborti nei centri pubblici e privati. “Il Forum famiglie e la Fondazione RedMadre – ha sostenuto García-Valdés – hanno inviato un progetto di legge a sostegno della maternità che dovrebbe essere approvato in parallelo alla proposta di legge governativa affinché nell’ordinamento camminino insieme una maggiore protezione della vita del concepito e una maggiore protezione della donna. In questo modo, nessuna si sentirà sola di fronte ai problemi che nascono da una gravidanza imprevista”.

Paesi nordici: sotto la protezione della Madonna
I sette vescovi cattolici dei Paesi nordici consacreranno i loro popoli al Cuore immacolato di Maria il 22 marzo nel contesto dell’assemblea plenaria della Conferenza episcopale che si svolge a Lund, Svezia dal 21 al 26 marzo prossimi, sul tema “Chiesa e mass media”. “Si tratta di un rinnovamento della consacrazione compiuta da Papa Giovanni Paolo II 25 anni fa, quando ha visitato la regione nordica”, spiegano i vescovi. Sarà nel corso di una messa solenne presieduta dal cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio dell’unità dei cristiani, che verrà compiuta la consacrazione. Un dialogo su “la fede cristiana è rilevante in una società laica”, si svolgerà poi tra il cardinale Koch e l’arcivescovo eletto della Chiesa svedese Antje Jackelénas, a cui seguiranno i vespri ecumenici.