ANALISI DEL VOTO
Jérôme Vignon, presidente delle “Semaines Sociales de France”: “I cristiani pagano oggi un prezzo altissimo: convivere con una politica debole, poco incisiva, spogliata di grandi valori. Occorre quindi riabilitare la politica nella comunità cristiana”. Il sociologo Jean-Louis Schlegel: Marine Le Pen è diversa da Grillo. François Ernenwein (La Croix): punita la sinistra al potere
Uno schiaffo alla politica del presidente François Hollande e una vittoria del Fronte nazionale anti-euro condotto con abilità da Marine Le Pen. Tra i due risultati elettorali emerge però eclatante un altro dato: il forte astensionismo. La partecipazione al voto è ferma al 64,13%, con un ulteriore calo del 2,16% rispetto alle ultime elezioni amministrative francesi del 2008 che avevano già segnato un record negativo di affluenza. Segno inequivocabile della disaffezione dei francesi dalla politica e, nella gauche, sintomo evidente della delusione del suo elettorato per i due anni di mandato presidenziale di Hollande. Si possono leggere così i risultati provvisori dello spoglio delle schede della prima tornata elettorale che il 23 marzo ha chiamato l’elettorato francese a esprimersi sulle amministrazioni municipali. Domenica 30 marzo si tornerà alle urne per il ballottaggio in alcune città chiave come Parigi e Marsiglia.
I voti. La destra avrebbe il 46,54%, la sinistra il 37,74 e l’estrema destra il 4,65. Questi i risultati preliminari comunicati dal ministro degli Interni, Manuel Valls, in un discorso trasmesso in diretta in tv poco dopo la mezzanotte. Anche Valls si è soffermato sul dato dell’astensionismo: "È indubbiamente un messaggio che giunge alla politica dai cittadini francesi. Tutti dovremmo rifletterci. Tutti i funzionari pubblici, i politici devono ascoltare".
Uno schiaffo al presidente Hollande. Non usa giri di parole, il sociologo francese Jean-Louis Schlegel e stronca il risultato di ieri come "un voto contro i socialisti" e la politica di Hollande. "Il fatto – spiega – è che fino ad oggi la sua politica non ha portato a grandi risultati. Nessun risultato, per esempio, si è registrato sul fronte dell’occupazione e da quando i socialisti sono al governo la disoccupazione non ha fatto altro che crescere. Contestualmente poi sono aumentate le tasse e le tasse vanno a colpire soprattutto la classe media che è il grande elettorato del partito socialista". È soprattutto l’elettorato di sinistra ad aver disertato le urne. "Si ha l’impressione che in molte città dove hanno perso molti voti, gli elettori di sinistra non sono andati a votare e che domenica prossima, molto probabilmente ci sarà una loro reazione". Inutile, comunque, nasconderselo: per Marine Le Pen è stato un successo. "Non è come suo padre – analizza Schlegel – cerca di evitare ogni estremismo razzista, affronta la questione immigrazione portandola, per esempio, sul piano della sicurezza. Tema che ritorna spesso nei suoi discorsi. È molto prudente e presenta un’estrema destra ‘stimabile’, cioè politicamente corretta". Altro tema sensibile di Marine Le Pen è "l’Europa, facendo presa su molti francesi che sono rimasti delusi. Le Pen propone di uscire dall’Europa e dall’euro. Non so se la gente crede davvero che occorra uscire dall’euro ma sta di fatto che Le Pen è la sola che cerca di uscire da un sistema che non piace più, che ha portato al Francia alla recessione. È l’unica che vuole dare un colpo all’establishment e questo a qualcuno piace". Come Grillo per l’Italia? "Rispetto a Grillo lei evita ogni provocazione. Cerca di presentarsi come qualcuno di molto responsabile, in grado di governare. E questa è evidentemente una carta vincente".
Appello all’impegno dei cristiani in politica. Anche secondo Jérôme Vignon, presidente delle "Semaines Sociales de France", i primi risultati della tornata elettorale sono "l’incrocio di due fenomeni convergenti: da un lato, una forte mobilitazione da parte della destra e, dall’altro, il rifiuto della politica di Hollande che ha deluso molti". Questi risultati e soprattutto il forte astensionismo dalle urne richiamano "la disaffezione dei francesi verso la politica" e lanciano un avvertimento ai cristiani. "I cristiani – spiega Vignon – si erano fortemente impegnati in politica negli anni ’60-’70. Poi la loro presenza è andata sempre più scomparendo. I cristiani hanno abbandonato la politica spingendosi su molti fronti d’impegno nella società civile a fianco dei poveri, del Terzo Mondo. Ne pagano, però, oggi un prezzo altissimo: convivere con una politica debole, poco incisiva, spogliata di grandi valori. Occorre quindi riabilitare la politica nella comunità cristiana". Stessa lettura anche nell’"edito" che François Ernenwein ha scritto per il quotidiano "La Croix": "L’astensione raggiunge ancora una volta un record in questa prima tornata elettorale. Questa caduta di partecipazione conferma che in occasione delle elezioni locali, i francesi hanno voluto contrassegnare una distanza con una vita politica deludente, dominata in questi ultimi tempi anche da dibattiti essenzialmente giudiziari. Gli elettori hanno pertanto e indiscutibilmente voluto punite la sinistra al potere e il suo bilancio, giudicato deludente in materia soprattutto d’impiego e occupazione".