CHIESE IN BREVE

Spagna e Austria

Spagna/1: quinto centenario di santa Teresa
La diocesi di Ávila ha presentato il nuovo logo per le attività che saranno programmate per il quinto centenario della nascita di santa Teresa (1515-1582). La sua creatrice, suor Mercedes Lahoz, è una religiosa delle Carmelitane scalze della Sacra Famiglia, laureata in architettura. Il logo accompagnerà gli eventi diocesani per questo centenario ma non sostituirà quello ufficiale. L’immagine presenta la santa camminatrice, con un bastone che termina in una croce. “Era importante che santa Teresa apparisse nel logo che va a rappresentare la diocesi nel centenario; abbiamo voluto che non fosse solo un mero riflesso della sua figura, ma avesse connotazioni cristiane e religiose. Di qui la croce”, spiega suor Mercedes. L’immagine di Teresa, mentre cammina, si lega a una sagoma della provincia di Ávila, visto che l’obiettivo per questo quinto centenario è che “Santa Teresa, la sua testimonianza, la sua vita, la sua spiritualità, stia impregnando ogni angolo della diocesi di Ávila”. Inoltre, i tratti del logo ricordano la sua forte spiritualità, una personalità decisa, “una Teresa che decise di andare ed evangelizzare”. L’obiettivo della diocesi per il centenario è scuotere le coscienze dei battezzati affinché siano missionari e quelle di coloro che non credono per scoprire la bellezza di Gesù Cristo. L’auspicio è che la santa non sia “un semplice ricordo del passato, ma un impegno evangelizzatore nel presente”. Jorge Zazo (delegato diocesano per il centenario) ha precisato che questo logo non si oppone a quello ufficiale del quinto centenario (che contiene la sigla Stj e il numero 500). Tuttavia, “in diocesi abbiamo voluto un logo nostro perché ci saranno attività pastorali specifiche che vogliamo far riconoscere nell’insieme di attività programmate dal Carmelo, la Conferenza episcopale spagnola e il Governo”.

Spagna/2: giovani, vocazione e missione
Lo scorso fine settimana si è tenuto l’undicesimo Incontro missionario dei giovani che ogni anno organizza la Direzione nazionale delle Pontificie opere missionarie (Omp) in Spagna. “Aiutaci” il tema dell’Incontro che ha riunito a Madrid circa 150 giovani provenienti da 22 diocesi, appartenenti a delegazioni missionarie o di pastorale giovanile o a gruppi e associazioni missionarie. All’appuntamento, il primo giorno, sono state ascoltate alcune testimonianze. La prima è stata quella di un seminarista cinese che ha detto che “vale la pena di vivere la fede, anche se ti perseguitano. Cristo è più importante di qualsiasi cosa”. Íñigo, di Pamplona, che è dovuto tornare dal Sud Sudan, dove collabora con i salesiani, a causa della guerra, ha invitato a “conoscere la realtà per quello che è, non per quello che pensiamo”. Kenneth, di origini nigeriane, ha ammesso: “Un giovane senza futuro si mette a cercarlo; la povertà ti obbliga a sopravvivere. Lo so per esperienza personale”. Quando lo scafo su cui navigava naufragò, Kenneth offrì la vita a Dio: oggi è sacerdote nella Murcia. Dopo testimonianze s’è svolto un momento di preghiera una riflessione sul tema “I giovani e la missione”, la “gimkana della chiamata” e la celebrazione eucaristica presieduta da don Anastasio Gil, direttore nazionale delle Omp. Sabato sera, Maite Oiartzun, vicepresidente del Servizio di animazione missionaria, ha presentato, attraverso una serie di manifesti, le diverse congregazioni missionarie. Domenica si è tenuta una tavola rotonda sul tema “La certezza della chiamata” nella quale si è parlato della vocazione missionaria. La celebrazione eucaristica conclusiva è stata presieduta da don José María Gil Tamayo, segretario generale della Conferenza episcopale spagnola.

Austria: identikit delle comunità religiose femminili
Le statistiche annuali presentate in settimana dall’Associazione degli ordini femminili d’Austria (Vfoe) mostrano che “la diminuzione delle suore è costante”, ha sottolineato la presidente, suor Beatrix Mayrhofen, presso il centro “Quo Vadis” di Vienna: “Ciononostante, le religiose continuano a essere un gruppo considerevole di donne che si mettono a servizio della società, della Chiesa e dell’annuncio del Vangelo in Austria”. Al 1° gennaio 2014 le religiose austriache erano 3.942, con un calo di 177 unità rispetto al 2013, di cui 149 per decessi. Mayrhofen ha evidenziato come molte religiose provengano ora dall’estero: “Molte comunità sono internazionali ed effettuano la formazione anche a livello internazionale. Si è consolidato il concetto di una scuola di noviziato che comprende oggi un gruppo variopinto di donne provenienti dai Paesi più diversi”. Per la suora presidente l’identikit delle novizie oggi è cambiato molto: “Più o meno 30 anni, un’istruzione o uno studio completati, professioni che oggi valgono qualcosa: dall’esperta in giardinaggio al medico”. Secondo Mayrhofen, è necessario staccarsi dall’idea che le nuove suore “siano destinate a lavorare nelle scuole o negli ospedali ecclesiastici”, poiché vengono sempre più impiegate in settori a seconda dei propri talenti e formazioni.