GIORNALI FISC

L’opinione del territorio

Le parole di Papa Francesco ai parlamentari italiani, la questione del gender, le Dichiarazioni anticipate di trattamento, le elezioni europee e la crisi ucraina: gli editoriali delle testate cattoliche” “

"Ripartiamo per una politica al servizio del popolo. Del più bisognoso". I giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), in uscita in questi giorni, prendono spunto dalle parole pronunciate da Papa Francesco durante la messa, celebrata il 27 marzo scorso, per un gruppo di oltre 500 parlamentari italiani, per le loro analisi sull’attualità socio-politica italiana. "È tanto difficile – ha detto tra l’altro il Papa – che un corrotto riesca a tornare indietro. Il peccatore sì, perché il Signore è misericordioso e ci aspetta tutti. Ma il corrotto è fissato nelle sue cose, e questi erano corrotti". "Chissà come saranno risuonate queste parole", commentano i settimanali. Tra gli altri argomenti affrontati: Papa Francesco, l’Europa, cronaca e vita delle diocesi. Proponiamo una rassegna degli editoriali giunti ad oggi in redazione.

Politica e bene comune. "Eletti per essere al servizio" è il monito rivolto alla classe politica, che partendo dalle parole del Papa guida la riflessione delle testate Fisc. "La politica – scrive Giuseppe Lombardo, direttore di Cammino (Siracusa) – dovrebbe pensarsi non confinata in un’impropria e vergognosa logica del potere, in sterili ideologismi ed egoistici personalismi. Ogni politico, attraverso un ripensamento serio e profondo, dovrebbe ritrovare quell’identità cristiana capace di anteporre ‘il potere di servizio’ al ‘potere personale’. Quell’identità cristiana che permette di ritrovare la centralità della responsabilità". Walter Lamberti, direttore della Fedeltà (Fossano), ritorna sulle parole del Papa: "Chissà come saranno risuonate le parole di Francesco, chissà se saranno riuscite a intaccare la corazza dell’ego di chi essendo eletto si sente prescelto, imbattibile e ha dimenticato che è scelto per essere al servizio e non per farsi servire". Per Notizie (Carpi), "anche la politica è un luogo da evangelizzare, così come Papa Francesco chiede a ogni fedele di fare con il proprio ambiente di vita. Tanto più ora, in tempi complicati come questo, dove soprattutto i politici sono chiamati a scelte coraggiose e urgenti, per affrontare il mare di problemi che attanaglia e impoverisce la nostra società". Al riguardo, Matteo Colombo, editorialista del Popolo (Tortona), ribadisce che "la crisi che sta mettendo in ginocchio le famiglie e i lavoratori non è solo finanziaria, ma è una crisi di idee, di generazioni a confronto, di modelli culturali che non sono più efficaci". Per questo, è importante "sciogliere i nodi" sulle varie riforme. Senza però "passare all’estremo opposto rispetto alla lentezza inconcludente degli anni passati", avverte Gianpiero Moret, direttore dell’Azione (Vittorio Veneto). "Chi sogna le riforme perfette o è un illuso oppure in realtà desidera che nulla cambi. Ogni modifica costituzionale è per definizione parziale", sostiene Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza). Il premier Renzi, evidenzia Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), "ha davanti a sé coriacee strutture – in Italia e in Europa – che deve cercare di scalfire perché la sua azione sia efficace". Per Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia) occorre "scendere alle cause profonde che hanno determinato e continuano a determinare" ingiustizie e contrasti. "Serve lavorare sodo – dice Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina) -, lavorare bene e con occhi attenti al Paese, quello vero, reale, costituito da chi ogni giorno fatica in periferia, nei luoghi lontani dalle stanze del potere". Salvatore Coccia, direttore dell’Araldo Abruzzese (Teramo-Atri), suggerisce di "entrare nella giusta dimensione dell’ascolto e del pieno rispetto della dignità della persona umana, ma non a parole, bensì con i fatti". Per Ettore De Faveri, direttore della Valsusa (Susa), "la domanda di fondo è sempre la stessa: l’Italia va riformata, sì o no?". E, dopo l’abolizione delle Province, Pier Giovanni Trossero, direttore dell’Eco del Chisone (Pinerolo), si chiede: "Ora chi penserà alla manutenzione delle scuole, alle strade e ai trasporti pubblici?". In questo triste quadro, ricorda Pierluigi Sini, direttore della Voce del Logudoro (Ozieri), "la Sardegna è una delle regioni con il tasso di disoccupazione più alto e con redditi di povertà che destano forti preoccupazione". Per Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-San Severino Marche), "l’Italia può farcela, ma deve uscire da questa situazione di bella addormentata nel bosco. Deve rompere l’incantesimo". Non vanno in questa direzione le "politiche antifamiglia" di cui parla Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona): "Si tratta di scelte ideologiche, non fondate sul rispetto della verità dell’uomo e della donna; frutto di un individualismo di stampo radicale". Frutto anche, sottolinea Corrado Avagnina, direttore dell’Unione Monregalese (Mondovì), di "quell’ideologia del mio" su cui "la scorsa settimana ha richiamato l’attenzione il cardinale Angelo Bagnasco". Il Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio), a proposito di misure che non agevolano le famiglie, rilancia un editoriale di Francesco Belletti sul Sir, riguardante la Tasi: "Nel passaggio dall’Imu alla Tasi il governo non ha fissato un obbligo di destinazione per il pagamento delle aliquote maggiorate sulla seconda casa, e così ogni Comune fa come vuole. Sia decidendo la soglia dell’aliquota, sia, soprattutto, scegliendo se dedicare questa cifra a detrazioni per le famiglie con carichi familiari, oppure se concedere le detrazioni solo a partire dal reddito".

Europa. I giornali Fisc guardano oltre confine. Pino Malandrino, direttore della Vita Diocesana (Noto), in prossimità delle elezioni europee (22-25 maggio) invita a guardare "anche all’Europa, oltre l’Italia": "L’interesse a risolvere i problemi immediati non ci deve impedire di volare alto, come fecero i padri fondatori dell’Europa unita, al cui coraggio dobbiamo uno dei più lunghi periodi di pace, la libera circolazione dei popoli e la riscoperta dei valori di solidarietà sui cui si fonda la storia europea". E guarda all’Europa anche Roberto Pensa, direttore di Vita Cattolica (Udine): "La crisi ucraina ormai non occupa più le prime pagine dei giornali e le ‘breaking news’ dei Tg, soprattutto di quelli italiani. Ma questo non vuol dire che il problema sia risolto".

Papa Francesco. Partendo dalla visita di Obama al Papa, Bruno Cescon, direttore delPopolo (Concordia-Pordenone), sottolinea che "Papa Francesco a un anno dall’elezione continua a suscitare grandi aspettative in tutti i credenti e nei non credenti". Per Cescon, "la sua è una presenza semplice, austera e insieme diretta e spontanea. Giustamente è stato osservato che Papa Francesco non comunica qualcosa, ma piuttosto ogni volta genera degli eventi comunicativi. Concentrando l’attenzione della gente e dei media su di lui, costringe a pensare. Affronta le differenze di cultura e di religione con l’incontro diretto, coltivando l’amicizia personale con Pastori, rabbini, leader musulmani, noncredenti".

Gender, Dat ed etica. Alcune questioni di attualità sono al centro degli editoriali della Fisc, come il gender e le Dat. Edoardo Tincani, direttore della Libertà (Reggio Emilia-Guastalla), torna a occuparsi della "teoria del gender": "I segnali del ‘potere’ della cultura del gender (genere) si moltiplicano dentro e fuori i confini territoriali". A questo punto, dice Tincani, "non si sa se ridere o se piangere. Nel dubbio, vigiliamo. E denunciamo: è tempo di esprimere il nostro dissenso in modo pacato ma anche fermo e documentato". Sull’approvazione da parte del Consiglio comunale di Trieste della delibera proposta dalla Giunta sul deposito delle Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) riflette Stefano Fontana, direttore di Vita Nuova (Trieste), a partire dal prevalere del "partito del silenzio" durante il Consiglio: "Se non si recuperano le vere identità si finisce tutti nella stessa palude. Quella delle DAT era una buona occasione. Persa". E la Vita del Popolo (Treviso) denuncia: "La cultura sta andando più o meno consapevolmente verso l’accoglienza acritica dell’eutanasia, ma le questioni sottostanti sono più complesse e impegnative di quanto si consideri solitamente". Difficile da digerire anche la confessione della ragazza molfettese che ha raccontato la sua vita tra università, famiglia, messa e prostituzione, come sottolinea Luce e Vita (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi): "Ci concediamo troppe libertà che sanno poco di responsabilità e le mimetizziamo con paraventi accomodanti, come se dire che andare all’università, in chiesa e alla nonna liberi la coscienza da responsabilità di fronte al dono della vita e alla capacità di scegliere il Bene, di farsi del bene".

Cronaca. Sui giornali diocesani spazio anche ai fatti di cronaca. Francesca Cipolloni, direttrice di Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia), commenta la pena inflitta a Luca Varani (20 anni di carcere) "per lo scempio commesso quasi un anno fa, il 16 aprile 2013, a Lucia Annibali". Benito Regis, direttore della Cittadella (Mantova), si sofferma sulla "riapertura della Biblioteca Comunale Teresiana": per la città è "un motivo non effimero di soddisfazione e di legittimo orgoglio. La Biblioteca rende fruibili a tutti dei percorsi di memoria certo non dimenticati ma rimasti ai margini per molti anni e apre felicemente prospettive di crescita culturale e civile di cui la città era e rimane in attesa". Giorgio Bardaglio, direttore del Cittadino (Monza e Brianza), riflette sulla "Monza che rinasce lontana dal centro". "Quella che immagino (e che già si intravede) – confida Bardaglio – è una Monza non limitata a Corso Italia e Carlo Alberto, bensì più ampia, sviluppata in altri angoli. Faccio il nome di via Bergamo, scusandomi per la banalità, ma citando un luogo dove non è stato inventato nulla, piuttosto viene ricreato un tessuto commerciale, rivisitando il negotium tradizionale, fatto di attenzione e cura, invece che grandi spazi e marche di lusso". Marco Piras, direttore dell’Arborense (Oristano), auspica un maggiore impegno, in Sardegna, verso l’accoglienza degli immigrati. La Regione, infatti, "si posiziona fra le ultime realtà regionali per numero di presenze straniere, accogliendo soltanto lo 0,8% di tutti gli stranieri residenti in Italia". Deve crescere, scrive Piras, "il nostro impegno non solo nei confronti di questi fratelli, ma di tutte le situazioni di disagio che quotidianamente incontriamo sulle nostre strade. Per tutti, a prescindere dalla provenienza geografica, c’è un enorme bisogno di comprensione, accoglienza e solidarietà". Alessandro Repossi, direttore del Ticino (Pavia), lancia un invito: "Se incrociamo lungo la strada delle persone che abbandonano fuori posto i sacchetti dell’immondizia o lasciano sui marciapiedi le deiezioni dei loro cani senza raccoglierle, facciamoglielo notare: un intervento rispettoso, senza esagerare nei toni, ma deciso. Non possiamo rassegnarci a vedere Pavia sporca. L’immagine della città è un po’ anche la nostra". Sulle questioni "venetiste" – dal referendum sull’indipendenza all’inchiesta che ha portato in carcere 24 persone – scrive Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova), notando il "clima di malessere che attraversa il Veneto e che la crisi economica ha reso ancora più acuto". "In questo panorama – osserva Frezza – è facile pensare che le colpe siano di altri, e che da soli saremmo in grado di fare meglio. È una tentazione pericolosa, quella di ‘farsi uno stato’ pensando che di colpo tutti i problemi verranno meno": "Il Veneto ha bisogno dell’Italia e dell’Europa, non meno di quanto l’Europa e l’Italia abbiano bisogno del Veneto". "La Buona Sanità non fa notizia!", denuncia Mario Barbarisi, direttore del Ponte (Avellino), a proposito di una struttura in grado di accogliere 20 pazienti di OPG, non ancora stata inaugurata perché esistono pareri contrari espressi da alcuni amministratori. Mentre Emilio Pastormerlo, direttore dell’Araldo Lomellino (Vigevano), riflette sulla svolta della Fiat, che a Torino ha tenuto "l’ultimo consiglio di amministrazione". "Sapevamo che la Fiat ormai guarda da altre parti nel mondo, dopo la fusione con la Chrysler e il riferimento torinese è sempre importante, però leggiamo in questa notizia un vero e proprio ‘voltare pagina’, non solo per la Fiat. È una fetta importante di storia del nostro Paese che se ne va e le immagini delle famose valigie di cartone portate dagli immigrati del Sud a Torino negli anni del boom economico sono inesorabilmente destinate agli archivi della storia".

Attualità ecclesiale. Non mancano editoriali dedicati alla vita della Chiesa. Si avvicina la canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, ricorda Bonifacio Mariani, direttore del Nuovo Amico del Popolo (Chieti-Vasto): "Sono due uomini nuovi, due maestri e due modelli per ogni battezzato, due figure di riferimento per gli uomini di qualunque appartenenza religiosa e ideologica di questo grande villaggio planetario". Il Nuovo Diario Messaggero (Imola) riporta l’omelia del vescovo, monsignor Tommaso Ghirelli, per la scomparsa di monsignor Domenico Caselli. Il Cittadino (Genova) rammenta l’appuntamento con la Convocazione diocesana delle Famiglie al Palasport della Fiera del Mare domenica 4 maggio: "Migliaia di famiglie genovesi si incontreranno per un momento di dialogo, di festa e di riflessione e che avrà il suo culmine nell’incontro con il cardinale arcivescovo". La Voce della Vallesina (Jesi), ricorda alcuni appuntamenti dell’Azione cattolica diocesana: "La riflessione che l’Azione Cattolica diocesana, in collaborazione con la Commissione per la Pastorale sociale e del lavoro, intende proporre quest’anno, per la PrimaverAC, ruota intorno alla possibilità, che ci offre il nostro tempo, di riesaminare e rivedere concezioni e abitudini sociali, per tornare a considerare come possibile quella ‘direzione comune’ che sempre dovrebbe muoverci, il bene di tutti e di ciascuno". Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro), parlando del "ruolo dei mezzi di comunicazione nel nostro territorio, ruolo strategico ma sempre più difficile da esercitare, afferma: "Il giornalista assolve un servizio necessario ma sempre più esposto a ogni forma di contaminazione. A Torino, invece, i direttori dei due giornali cattolici della diocesi, Beppe Del Colle (La Voce del Popolo) e Luca Rolandi (Il Nostro Tempo) , annunciano il cambio di sede delle due testate "dal centralissimo corso Matteotti 11 a via Val della Torre 3, nel complesso di edifici intorno alla chiesa del Santo Volto". "Il trasferimento che si attua in questa settimana – spiegano – risponde al bisogno di adeguare anche oggi" la funzione delle testate diocesane "rispetto a una città che sta cambiando radicalmente il proprio ‘look’ lungo l’asse della Spina che sarà il suo futuro, e che intorno al Santo Volto vorrebbe costruire, in luogo delle antiche fabbriche, una nuova comunità umana e una nuova geografia sociale in una società multiculturale e multietnica".