L'OPINIONE DEL TERRITORIO
I settimanali cattolici, in uscita in questi giorni, guardano alle prossime elezioni amministrative ed europee. “Il fermento provocato da questa fase preparatoria – rilevano le testate Fisc – ha messo in mostra, in periferia, una rinnovata voglia di partecipazione politica”. Tra gli altri argomenti affrontati dai giornali: Settimana Santa, cronaca e vita delle diocesi
“Le elezioni amministrative ed europee occasione di rilancio per la politica”. I giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), in uscita in questi giorni, guardano all’ormai prossimo “election day” che vedrà gli elettori chiamati al voto per le amministrative e le europee. “Il fermento provocato da questa fase preparatoria – rilevano le testate Fisc – ha messo in mostra, in periferia, una rinnovata voglia di partecipazione politica”. Tra gli altri argomenti affrontati dai settimanali: Settimana Santa, cronaca e vita delle diocesi. Proponiamo una rassegna degli editoriali giunti ad oggi in redazione.
Elezioni e attualità politica. “Coerenza e dialogo per volare alto” è l’appello che accomuna le diverse riflessioni sull’attualità politica, in vista del voto. “In periferia – registra Luigi Lamma, direttore di Notizie (Carpi) – c’è un rinnovato desiderio di partecipazione e c’è soprattutto la consapevolezza che si tratta di un’impegnativa responsabilità. Di questo atteggiamento ne hanno dato testimonianza i politici intervenuti al recente ritiro spirituale proposto dal vescovo dove è stato affrontato un tema assai poco ‘sociale’ ma decisamente coinvolgente per chi opera nel sociale e in politica: la scelta tra il bene e il male, il saper tenere lontane le tentazioni del potere, l’astenersi dai giudizi personali, il dialogo costruttivo”. In tal senso va anche la richiesta di Marino Cesaroni, direttore di Presenza (Ancora-Osimo), “ai partiti politici, ai sindacati, alle organizzazioni professionali e sociali” di “aiutare le Istituzioni a promuovere e garantire la coesione sociale e la convivenza civile”. Infatti, aggiunge Bonifacio Mariani, direttore del Nuovo Amico del Popolo (Chieti-Vasto), “ciò che sembra contare sempre di più in Italia è il disagio della gente, il suo bisogno di sicurezza, di decisioni, di risposte immediate, dopo decenni di parole, di giochini ormai incomprensibili e, purtroppo, di corruzione dilagante”. Per questo, “tutte le persone più serie e più sensibili esigono credibilità personale, capacità di fare squadra oltre gli steccati di parte, sforzo di volare alto”. Davide Maloberti, direttore del Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio), ribadisce la necessità di “persone consapevoli: l’Italia ha bisogno di un’anima; la vita, la famiglia, la giustizia, la solidarietà e la sussidiarietà non possono essere calpestate”. Secondo Ezio Bernardi, direttore della Guida (Cuneo), cambiare è “difficile” ma “ineludibile”. Per Paolo Lomellini, editorialista della Cittadella (Mantova), “oltre ai cambiamenti di legge elettorale, Senato, Province e quant’altro, c’è un radicale bisogno di vedere e toccare con mano segni concreti di credibilità della classe dirigente. Questo è forse l’allarme più disperato e urgente che emerge, seppure in chiaroscuro, dal corpo vivo del Paese”. Il Popolo (Tortona) individua nell'”emergenza-lavoro” il vero problema del governo: “È qui che si concentrano le attese degli italiani intrappolati in una crisi il cui superamento è sempre dato per imminente, basta saper aspettare, anno dopo anno, l’anno prossimo. Pochi giorni fa sono state diffuse cifre da brivido sulla disoccupazione che a febbraio ha toccato il 13 per cento, e il 42,3 tra i giovani”. Anche in Friuli, rimarca Roberto Pensa, direttore della Vita Cattolica (Udine), “una delle più lancinanti ferite provocate dalla crisi economica è quella dell’enorme disoccupazione giovanile. Bastano un paio di dati per ‘dipingere’ la situazione. Dal 2007 al 2013 gli occupati ‘under 35′ sono diminuiti del 28,4%, passando da 154 a 110mila”. In materia di riforme Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza), indica come “modello da perseguire” quello di “sostenere e favorire le Regioni che vogliono assumersi in proprio, sempre in un quadro nazionale unitario, alcune responsabilità di gestione diretta. Su questo tutte le forze politiche devono fare la propria parte”. Ettore De Faveri, direttore della Valsusa (Susa), parla degli 80 euro promessi in busta paga per i lavoratori che guadagnano fino a 1.500 euro. “Solo chi vive nella povertà o sulla soglia della povertà – annota De Faveri – sa cosa significhino 80 euro al mese in più. Forse non danno né la felicità né la tranquillità, ma aiutano. E non è poco (per chi è povero davvero)”. Quella attuale, aggiunge Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone), non è solo “l’ora della carità. Quella attuale è l’ora della giustizia”. Infatti, “sull’egoismo e individualismo non si costruisce il futuro di un Paese. I sacrifici vanno richiesti a chi può di più. Ristabilendo un po’ di giustizia”. Gianpiero Moret, direttore dell’Azione (Vittorio Veneto), si sofferma sulla figura di Matteo Renzi: “Elementi positivi ci sono, se non altro il coraggio di giocarsi tutto, di metterci la faccia, come ama dire, pronto a mettersi da parte se il suo tentativo fallisce. (…) Ma ci sono non poche ambiguità che non si riesce ancora a dissipare, soprattutto il tono populistico con cui presenta il suo programma e lo scivolamento verso forme di autoritarismo implicite in alcune riforme”. Il Nuovo Diario Messaggero (Imola) riporta il discorso del Papa ai rappresentanti dell’associazione nazionale comuni italiani (Anci) con l’invito ai sindaci a essere vicini alla gente, “mediatori” e “non intermediari”. La Fedeltà (Fossano) richiama l’attenzione sulle recenti elezioni amministrative francesi, dove hanno prevalso i nazionalisti anti-europei di Marine Le Pen. “Va registrato – osserva il giornale piemontese – il segnale che questo voto manda all’Unione europea, alla vigilia delle elezioni: viene confermata, purtroppo, la previsione di un rafforzamento di forze populiste e antieuropee”.
Settimana Santa. Al centro degli editoriali anche alcune riflessioni sull’ormai imminente Settimana Santa. “Con questa domenica – ricorda Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia) – inizia la ‘grande settimana’ che culmina nella domenica di Risurrezione. La pedagogia della Chiesa ci accompagna in modo speciale in questi ‘giorni santi’ facendoci rivivere intensamente il grande mistero della passione morte e risurrezione di Gesù. Ma è il caso di domandarci se e come, di fatto, la ‘santità’ di questa settimana viene vissuta”. La Settimana (Adria-Rovigo) pubblica il messaggio del vescovo, monsignor Lucio Soravito, per la Settimana Santa con l’augurio che “la contemplazione dell’amore di Dio faccia ‘nuova’ la vostra vita, vi aiuti a viverla come ‘dono’ per gli altri, vi faccia diventare ‘popolo di Dio in missione'”. Il Ponte (Avellino) riporta alcune parole di Papa Francesco: la Settimana Santa “è un tempo di grazia che il Signore ci dona per aprire le porte” e “‘uscire’ incontro agli altri, farci noi vicini per portare la luce e la gioia della nostra fede”. Sul Cittadino (Genova) il teologo Marco Doldi spiega che “vivere la Quaresima, specialmente la Settimana Santa, significa uscire da se stessi per guardare e andare verso le periferie dell’esistenza e portare loro la presenza viva e consolante di Gesù misericordioso”. Per Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro), “solo distogliendo lo sguardo dallo ‘spettacolo’ e portandolo sulla ‘realtà’, dove si consuma la Via Crucis dell’uomo di oggi, è possibile fondare la speranza e non rimanere complici di quell’indifferenza che uccide ogni giorno migliaia di persone in tutto il mondo”. Anche perché, afferma Corrado Avagnina, direttore dell’Unione Monregalese (Mondovì), bisogna immergersi “nelle sfide che non si possono snobbare, dove si è misurati dalla Parola di Dio e dalle urgenze degli uomini. Detto altrimenti, c’è da rimettersi in pista a ogni alba quotidiana perché niente è già scontato”. Su Voce della Vallesina (Jesi) il direttore della Caritas diocesana, don Nello Barboni, invita a prepararsi alla Pasqua “con la volontà di una profonda conversione per vivere la carità come il Signore ci ha insegnato. Solo così il nostro impegno, i nostri segni e i nostri progetti a sostegno acquisteranno il loro vero valore e saranno segno di vera speranza”. Per Filippo Curatola, direttore dell’Avvenire di Calabria (Reggio Calabria-Bova e Locri-Gerace), “è l’esperienza dell’essere congiunti all’Amato – che nella Pasqua potremo vivere – che ci permette di credere, anche quando le risposte alle domande che nascono dal dolore restano custodite nel suo misterioso silenzio”. Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), ribadisce come “per molti cristiani, per la Chiesa in molte parti del mondo, continua il Venerdì Santo, né s’intravvede la Pasqua di Risurrezione. Penseremo a loro, celebrando la passione e morte di Gesù: sono loro oggi sulla croce, come Gesù, anzi con Gesù”. Al riguardo Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia) sottolinea che “la fede cristiana non celebra la sofferenza fine a se stessa; piuttosto conduce a combattere quelle strutture che causano la sofferenza di tanti esseri umani”. Luce e Vita (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi) offre ai lettori “alcuni testi per la meditazione personale durante la Settimana Santa”; mentre la Voce Alessandrina (Alessandria) riporta il calendario delle celebrazioni presiedute dal vescovo in cattedrale.
Cronaca. Diversi gli spunti dalla cronaca. “Nei giorni scorsi – scrive Giovanni Tonelli, direttore del Ponte (Rimini) – insieme agli altri settimanali cattolici ci siamo dati appuntamento a Gorizia, terra di confine, e in quel continuo saltellare dalla zona italiana a quella slovena, che caratterizza oggi ogni spostamento, abbiamo toccato, con mano e nel cuore, l’assurdità delle guerre, dei conflitti, delle divisioni”. “Eppure, solo pochi giorni fa, un referendum on-line (è vero, giudicato dai più una bufala) chiedeva l’indipendenza del Veneto e il ritorno del Doge, ma un altro referendum, ben più serio, sanciva la divisione fra Ucraina e Crimea. Un nuovo confine”. Sull’Appennino Camerte (Camerino-San Severino Marche) il direttore Vincenzo Finocchio annuncia che sono stati “bloccati i libretti ‘Educare alla diversità a scuola’, che si proponevano d’inculcare fin dall’infanzia l’ideologia del gender (parola inglese usata per negare la distinzione dei sessi)”. Alessandro Repossi, direttore del Ticino (Pavia), indica nel “recupero” e nella “riqualificazione delle aree dismesse” un “punto fermo dal quale ripartire per avviare un rilancio concreto della città”: “Per comprendere l’importanza della questione, è sufficiente ricordare una cifra: sono 800mila i metri quadrati di terreno a Pavia ereditati da deindustrializzazioni o da dismissioni di attività produttive. Un’enorme porzione di città”. Gente Veneta (Venezia) si sofferma invece sul “problema che vive Mestre, in questi giorni, circa il degrado urbano” proponendo tre ingredienti per “far vivere la città”. Sul Cittadino (Monza e Brianza) il direttore Giorgio Bardaglio parte da quattro storie di under 35 – riportate nel giornale – che cercano lavoro, per osservare che “c’è una voglia di superare la crisi e la sensazione, finalmente, è di potercela fare, di vedere la luce in fondo al tunnel, incrociando le dita affinché non sia quella di un treno che ci viene contro”. L’Ora del Salento (Lecce) affronta invece i rischi per l’infanzia: “Pornografia, droga, pedofilia, violenza, ricatto… Occorre difendersi. Qualcuno pensa di chiudere le finestre, pensa di tornare nella bambagia, di nascondere il mondo, che invece resta là con tutti i suoi colori. Non sa che dal male ci si difende rinforzando la nostra capacità di fare del bene. Dalle deviazioni dell’affettività ci si difende educando l’affettività”. L’Eco del Chisone (Pinerolo) fa sapere che “in molti istituti del pinerolese da qualche mese si organizzano serate di promozione per la vendita di materassi alle famiglie. Il ricavato della serata viene usato dalla scuola per acquistare materiale didattico, finanziare progetti, laboratori, uscite che altrimenti non potrebbero essere fatte perché mancano i soldi”. Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina), ritorna su una pagina pubblicata nei giorni scorsi da un quotidiano locale in cui viene criticato l’impegno di alcuni “gruppi religiosi” a favore della vita. In questi casi, scrive Zanotti, “mi viene in mente la testimonianza di Michela Napolitano, portata a Cesena il 31 gennaio scorso, al palazzo del Ridotto: 15 anni fa l’avevano quasi convinta ad abortire. Poi, all’ultimo, sul lettino prima di entrare in sala operatoria, la decisione di tornare indietro. Per fortuna, mi verrebbe da dire, perché a Cesena, sempre in quella serata, tutti i presenti hanno apprezzato il sorriso e l’inno alla vita di Elvira, la figlia ormai quindicenne di Michela”.
Attualità ecclesiale. Non manca l’attualità ecclesiale, con alcune riflessioni sui prossimi Papi Santi (Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II) e sulle iniziative delle diocesi. Lo Scudo (Ostuni) racconta, attraverso i ricordi dell’arcivescovo, monsignor Domenico Caliandro, “la straordinaria esperienza pastorale e umana” di Giovanni Paolo II. “Ero prete da un anno – ricorda monsignor Caliandro – quando, nell’agosto 1972, con un gruppo di confratelli, alcuni non ancora ordinati sacerdoti, raggiungemmo l’arcidiocesi di Cracovia, dove eravamo stati invitati dall’allora cardinale Wojtyla (…). Prima di ritornare in Italia, Wojtyla ci ospitò a pranzo in episcopio. (…) C’incontrammo più volte, dopo, lui Papa, io vescovo. (…) I diversi stili di testimonianza dei due Papi che verranno canonizzati il 27 aprile (Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II) e degli altri Papi che ho conosciuto (Benedetto XVI e Francesco) – conclude l’arcivescovo – ci indicano un unico cammino, con il cuore e con l’affetto, quello di Gesù Cristo”. Lorenzo Russo, direttore di Kaire (Ischia), pone in relazione le parole indicate da Papa Francesco come aiuto per la vita matrimoniale – “permesso, grazie e scusa” – con “le tre parole che ci lasciò Giovanni Paolo II quando venne a Ischia nel 2002. Ascolta, accogli, ama. Ascoltare vuol dire entrare in silenzio nell’altro (permesso), per farsi dono. Accogliere, vuol dire ricevere e ringraziare (grazie) per ciò che ci viene dato. Amare, vuol dire essere umili e saper quindi chiedere scusa. Il segreto della famiglia è racchiuso in queste parole”. Il Corriere Eusebiano (Vercelli) informa che “cresce l’attesa per l’arrivo in diocesi dell’arcivescovo eletto, monsignor Marco Arnolfo”: “Resta confermata domenica 11 maggio come data d’ingresso del successore di padre Masseroni che, nella stessa giornata, riceverà anche l’ordinazione episcopale”. Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia), dedica, infine, l’editoriale al vescovo, monsignor Mansueto Bianchi, che ha lasciato la diocesi perché nominato assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica. “Al vescovo che parte – afferma Frosini – dovremmo promettere di continuare, per metterle definitivamente in pratica, le cose buone che ci ha insegnato e di cui ci ha dato l’esempio”.