CONSUMI TELEVISIVI

Sempre più “social” ” “il dietro le quinte” “della tv americana

La tv continua a cambiare e l’interazione con il web (e con i social) è il driver della ennesima mutazione. Francisco Varela, uno dei massimi dirigenti operativi di YouTube, prevede che nel 2020 il telespettatore non sarà più costretto a scegliere su quale schermo o quando vedere il proprio programma preferito ma potrà scegliere fra i propri device mobili (smartphone o tablet) o il televisore di casa

Uno spettatore su sei, negli Usa, utilizza anche i social media durante la visione dei programmi televisivi della prima serata. Lo rivela uno studio recente dello "US Council for Research Excellence" (Cre). Si tratta di un dato in crescita, dicono i ricercatori americani. La tv continua a cambiare e l’interazione con il web (e con i social) è il driver della ennesima mutazione. Non solo. Secondo uno studio di Google, ormai almeno il 90% dei telespettatori utilizzano YouTube e Google Search per saperne di più sul programma che hanno appena visto in tv o che si apprestano a vedere. Un modo di andare "dietro le quinte" delle serie tv o degli show che sta rivoluzionando la percezione del prodotto tv. Secondo Francisco Varela, uno dei massimi dirigenti operativi di YouTube, "i giorni della tv cosiddetta lineare sono ormai contati".

L’uso dei social media durante i programmi tv. È battaglia fra Facebook e Twitter. Secondo lo studio del Cre, il 19% degli americani online di età compresa tra 15-54 usano i social media almeno una volta al giorno mentre stanno guardando un programma tv in prima serata. È ancora Facebook a farla da padrone anche se l’esito della competizione con Twitter è tutt’altro che scontato. Nell’11.4% dei casi i telespettatori sono collegati a Facebook mentre solo il 3,3% usa Twitter. Solo nel 3,8% dei casi (uno su tre), però, gli utenti sono collegati a pagine Facebook che riguardano il programma che stanno vedendo. Non è così per il 3,3% che usa Twitter dove almeno uno su due sta "twittando" commenti sul programma in onda in quel momento. Un dato che in ogni caso conferma la crescita del fenomeno e che sta diventando un tema molto serio per autori e produttori della tv americana e internazionale.

Le novità "social" al Miptv di Cannes. Lo dimostra la frequenza con la quale si è parlato di questo tema alla 51ma edizione del Miptv di Cannes, la più importante fiera internazionale dei format televisivi e l’occasione per fare il punto sulle tendenze in atto nella televisione mondiale. Ogni anno sono più di 10mila i partecipanti provenienti da oltre 100 Paesi e sono 1.600 gli stand di espositori allestiti in modo eterogeneo sui 20mila metri quadri di superficie del Palais sulla Croisette per un giro di affari che ogni anno tocca i 10 e, qualche volta, anche i 12 miliardi di dollari. Quest’anno è stato presentato il debutto della Cina nel settore dei talent show con "Celebrity Battle", una specie di brutta copia dei vari "X factor" o "The Voice" ma anche il segnale dell’interesse crescente per la competizione internazionale del più grande mercato televisivo nazionale del mondo. Nel settore dei programmi che provano a cavalcare il fenomeno "social" è stato presentato un format spagnolo. Si tratta di "I want to have a million friends": i concorrenti sono chiusi dentro container e devono interagire col mondo esterno attraverso il loro Pc. Lo scopo è di aumentare il numero dei "follower" per poi sottoporli a "prove" assurde e difficili.

I motori di ricerca rivoluzionano il modo di vedere i programmi tv. Secondo Google, i motori di ricerca e le piattaforme di condivisione video come YouTube stanno cambiando l’esperienza televisiva. Il 90% degli spettatori che visitano Google Search o YouTube, dicono i dati di Google, lo fanno per estendere la loro esperienza di visione al di là del televisore di casa. Nel suo "The Role of Digital in TV Research, Fanship and Viewing report", Google afferma che l’interazione con il web (social e motori di ricerca) offre una positiva correlazione alla visione ed è destinata a migliorare la risposta positiva e la popolarità dei programmi. In realtà, fanno sapere da Hollywood, gli autori sono molto preoccupati perché i fanatici delle serie tv, per esempio, utilizzano il web per scoprire la trama degli episodi successivi. Si tratta di un fenomeno esteso e in crescita che sta modificando ancora una volta le strategie di scrittura delle grandi major televisive. Non tutti però sono pessimisti. "I social media e il marketing social – ha detto Beth Rockwood, vice presidente senior delle risorse di mercato per Discovery Communications, che presiede il Comitato di Social Media del Cre – sembrano efficaci nel generare conversazione (buzz) intorno ai nuovi prodotti tv, in particolare con alcuni generi come le serie tv".

I giorni della tv lineare sono contati, dice Francisco Varela di Youtube. I giorni dei canali della tv cosiddetta lineare sono contati. Al "Nab Shows" di Las Vegas, una fiera mercato dei contenuti per tv e media che ormai compete con il Miptv di Cannes per partecipanti e giro di affari, Varela è intervenuto ad un convegno dedicato ad immaginare come sarà la tv nel 2020. "I canali tv lineari esistono ancora solo nelle case dove non ci sono registratori attrezzati (i Dvr, ndr) e la proliferazione di Cloud Dvr (In Italia soprattutto Sky, ndr) condurrà inevitabilmente alla fine delle tv lineare". Secondo Varela, nel 2020, il telespettatore "non sarà più costretto a scegliere su quale schermo o quando vedere il proprio programma preferito ma potrà scegliere fra i propri device mobili (smartphone o tablet) o il televisore di casa".