CHIESE IN BREVE

Slovacchia, Polonia, “Uno di noi”

Slovacchia: scuola di mass media con i salesiani
“La scuola di mass media mi ha permesso di vivere molte esperienze piacevoli in un ambiente di persone in gamba. Ho imparato a migliorare il mio stile di scrittura, a scattare foto, a realizzare videoregistrazioni. Vorrei mettere in pratica tutto questo per promuovere il Centro di pastorale universitaria di Trencín” (Slovacchia) e “altre organizzazioni che lavorano nel campo della pastorale giovanile”, afferma Jaroslav Spodniak, neodiplomato della scuola di mass media, un programma biennale di educazione ai media gestito dell’associazione giovanile salesiana “Laura”. “Offriamo quattro corsi pensati per coprire le aree fondamentali del lavoro nei mass media, sia la teoria che la pratica”, spiega Monika Èižmárová, responsabile del progetto. Cinque giovani ambosessi si sono finora diplomati presso la scuola e molti altri hanno mostrato un interesse a partecipare. Secondo Èižmárová, gli studenti imparano a esprimersi e a realizzare i loro valori nel giornalismo, ad analizzare i contenuti multimediali e, in tal modo, possono arricchire i mass media in Slovacchia con un “punto di vista cristiano”. L’ultimo corso, terminato di recente, è stato dedicato alla produzione di un film e si è concluso con una maratona di documentari brevi registrati e montati dagli studenti stessi.

Polonia: Wojtyla santo, numerose iniziative
Per la canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II potrebbe arrivare a Roma anche mezzo milione di pellegrini polacchi. Numerosi sono coloro che si sono già incamminati e percorrono a piedi i circa 2mila chilometri dal luogo della loro residenza verso piazza San Pietro. Non mancano i fedeli polacchi che procedono di corsa, in bicicletta e coloro che sono partiti a cavallo. I più numerosi però sono quelli che giungeranno a Roma in auto, in treno o in aereo. In tutta la Polonia i fedeli si preparano alla grande festa del 27 aprile anche dichiarando voti e buoni propositi in rete o in forma di messaggi sms. Tali annunci, iniziati da lungo tempo, verranno raccolti e stampati in un volume da consegnare a Papa Francesco il giorno della canonizzazione. In molte parrocchie polacche si moltiplicano nel frattempo i dibattiti e le conferenze dedicate alla figura di Karol Wojtyla, così come spariscono dai negozi i libri, gli album e i dvd che raccontano la vita del Papa polacco. Il museo della casa natale di Giovanni Paolo II, a Wadowice, riaperto dopo un lungo riallestimento solo negli ultimi giorni, è stato visitato da quasi 3mila persone. La diretta tv della cerimonia della canonizzazione potrà essere seguita non solo nelle case private ma anche in numerose chiese e piazze pubbliche come quella dedicata a Jozef Pilsudski al centro di Varsavia dove Karol Wojtyla nel giugno del 1979 pronunciò il memorabile appello “Scenda il tuo Spirito! E rinnovi la faccia della terra. Di questa Terra”.

“Uno di noi”: la voce pro-life giunta a Strasburgo
L’Iniziativa dei cittadini “Uno di noi” rappresenta “una sfida democratica verso la Commissione europea”. Patrick Gregor Puppinck, portavoce dell’iniziativa popolare pro-life – la quale ha ottenuto nei mesi scorsi il sostegno di diverse associazioni cristiane, parrocchie, diocesi, e un incoraggiamento da Papa Francesco – che ha raccolto quasi due milioni di firme, ha portato il 15 aprile nella sede dell’Europarlamento di Strasburgo la voce dei movimenti e dei cittadini che si battono per la protezione dell’embrione nelle politiche di competenza Ue. Dopo l’audizione a porte chiuse svoltasi presso la Commissione, e quella nella sede di Bruxelles dell’Eurocamera lo scorso 10 aprile, “Uno di noi” è stata presentata a margine dell’ultima plenaria prima del voto di maggio. Puppink, invitato dal Paneuropean Working Group, ha raccontato le varie tappe dell’Iniziativa che, ha affermato, “nasce dal popolo”. “Si tratta – ha spiegato il portavoce – di togliere alla Commissione l’esclusività dell’iniziativa legislativa all’interno del processo normativo” comunitario. Per questa ragione, ha proseguito, tutti gli eurodeputati dovrebbero, “indipendentemente dalle loro convinzioni sulla nostra iniziativa”, sostenere tale prospettiva. “Abbiamo portato – ha aggiunto – una testimonianza legata al fatto che la vita inizia dal suo concepimento”, come già riconosciuto da una sentenza della Corte di giustizia Ue. “Uno di noi” si propone di impedire il sostegno finanziario Ue alla ricerca che distrugga embrioni e ad azioni che promuovano l’aborto nell’ambito della cooperazione allo sviluppo.