PARLAMENTO UE
Con la plenaria di Strasburgo l’Emiciclo si scioglie. La parola ai cittadini
Via libera a tre testi legislativi che fanno progredire l’Unione bancaria; posizione ferma sull’Ucraina, mettendo in guardia la Russia di Putin da ogni altra provocazione minacciosa che rischierebbe di innescare una spirale incontrollabile; nuovo regolamento per le operazioni coordinate dall’agenzia Frontex nel Mediterraneo e in altre regioni di confine. L’ultima sessione plenaria dell’Europarlamento (Strasburgo, 14-17 aprile) prima del voto di maggio ha affrontato 150 argomenti inseriti all’ordine del giorno, fra cui 70 relazioni legislative.
Vari provvedimenti normativi. Fra i temi passati al vaglio dei deputati, l’Assemblea ha deciso il taglio dell’uso dei sacchetti per la spesa di plastica leggera, i più inquinanti e diffusi (riduzione del 50% entro il 2017); ha approvato un progetto legislativo inteso a “garantire che le sostanze psicoattive dannose”, conosciute come “droghe legali”, siano “ritirate rapidamente dal mercato Ue”; ha detto sì a disposizioni per migliorare la protezione dei lavoratori dislocati all’estero e per il trasferimento dei diritti pensionistici oltreconfine. Non mancano misure antidumping nel settore commerciale e aiuti più rapidi per i Paesi colpiti da calamità naturali. L’emiciclo ha quindi votato vari testi non legislativi compreso uno sulla situazione in Siria, dramma di proporzioni “bibliche” mediaticamente trascurato per via del caso-Ucraina, un altro sulla libertà religiosa nel mondo. Dopo le elezioni del 22-25 maggio, l’ottava legislatura prenderà avvio con la costituzione dei gruppi politici a giugno e l’insediamento del nuovo Parlamento, il 1° luglio prossimo, nella sede di Strasburgo.
Religioni e minoranze. Il Parlamento europeo “condanna con la massima fermezza l’uccisione di padre Frans Van der Lugt”, sacerdote cattolico olandese, “da considerarsi un atto di violenza disumana nei confronti di un uomo che è stato al fianco del popolo siriano in un momento segnato da assedi e difficoltà crescenti”; “rende omaggio al suo operato, che andava oltre la città assediata di Homs” per la sopravvivenza del popolo in una fase di violenze che hanno finora causato 150mila vittime e oltre 6 milioni di rifugiati. La risoluzione sulla Siria, e in particolare sulla “situazione di determinate comunità vulnerabili”, insiste sui soprusi e le violenze che colpiscono le minoranze cristiane, curde, armene, druse, turkmene che sono una componente storica del Paese. Si tratta di piccole comunità che hanno “cercato di evitare di schierarsi nel conflitto”, temendo sia il regime dittatoriale e repressivo di Assad sia un eventuale “rovesciamento del governo” con il rischio di essere “prese di mira dai ribelli jihadisti sunniti, che caldeggiano la creazione di uno Stato islamico”. La risoluzione ricorda che “il 7 aprile 2014 padre Van der Lugt, gesuita neerlandese residente in Siria da vari decenni”, è stato “picchiato e ucciso a colpi d’arma da fuoco da uomini armati”. “Nel monastero in cui è stato ucciso padre Van der Lugt – prosegue il testo – vi sono tuttora altri cristiani” e civili in pericolo di vita.
Una soluzione durevole. Vari i problemi sollevati sulla realtà siriana dal Parlamento Ue. Si rileva, ancora, che “da luglio 2013 non si hanno notizie di padre Paolo Dall’Oglio”, mentre “nell’aprile 2013 i vescovi Boulos Yazigi della Chiesa greco-ortodossa e John Ibrahim della Chiesa siro-ortodossa, sono stati prelevati dalla loro automobile e rapiti da uomini armati nei pressi della città di Aleppo e non si hanno tuttora notizie sulla loro sorte”. Altri rilievi riguardano la difficile condizione della minoranza curda, dei rifugiati palestinesi, nonché delle donne e dei bambini, “vittime di aggressioni, violenze sessuali e abusi”. Per gli eurodeputati è possibile “ottenere una soluzione durevole in Siria solo attraverso un processo politico inclusivo guidato dalla Siria con il sostegno della Comunità internazionale”; si chiedono aiuti urgenti sul piano umanitario e una soluzione negoziale che valorizzi tutte le componenti della società siriana.
Rispetto per le fedi. C’è stato quindi spazio in plenaria per il tema della libertà di religione nel mondo. La risoluzione sottolinea la “preoccupazione per il proliferare dell’intolleranza e deplora profondamente gli atti di violenza contro le comunità religiose, tra cui cristiani, musulmani, ebrei e baha’i che, in vari Paesi, sono privati dei diritti umani fondamentali unicamente in ragione della loro fede” e “condanna fermamente” i “numerosi tentativi di chiudere o distruggere chiese, moschee, sinagoghe, templi e altri luoghi di culto in tutto il mondo”. Varie le proposte che emergono soprattutto in materia di politica estera Ue. È inoltre presente un invito ai leader “delle tre religioni abramitiche (ebraismo, cristianesimo e islam) di intavolare un dialogo interreligioso in uno spirito di unità e tolleranza nei confronti di tutte le loro diverse espressioni organizzate”.