CHIESE EUROPEE
Spagna/1: I vescovi invitano i cristiani a votare
In vista delle prossime elezioni del Parlamento europeo – in Spagna si voterà il 25 maggio – il Comitato esecutivo della Conferenza episcopale spagnola (Cee) ricorda le parole di Papa Giovanni Paolo II, pronunciate nel 1982 a Santiago de Compostela: “Da Santiago ti lancio, vecchia Europa, un grido di amore: ritrova te stessa. Sii te stessa. Scopri le tue origini. Ravviva le tue radici. Rivivi quei valori autentici che fecero gloriosa e benefica la tua presenza tra gli altri continenti. Ricostruisci la tua unità spirituale in un clima di pieno rispetto delle altre religioni e delle genuine libertà”. “Con il desiderio di tenere presenti le storiche parole del Papa polacco”, i vescovi spagnoli invitano a partecipare a queste elezioni e fanno proprie le riflessioni dei vescovi europei della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea). Rifacendosi, quindi, al documento Comece, i presuli ribadiscono il loro “sostegno al progetto europeo” e invitano le popolazioni a un “dialogo costruttivo”, esortando gli aventi diritto a partecipare alle operazioni di voto. Guardando, poi, alla crisi economico-finanziaria, la Chiesa spagnola richiama l’attenzione sul crescente numero di nuovi poveri, invitando “ogni cittadino, ogni comunità e ogni Stato membro Ue a mettere da parte gli interessi particolari a favore del perseguimento del bene comune”. Di qui, l’esortazione affinché l’economia, la politica e tutti i cittadini europei “imparino a vivere con meno e a far sì che la condizione dei poveri migliori”. Al contempo, i presuli esortano a non sacrificare i principi di sussidiarietà, solidarietà e le tradizioni locali in nome dell’unità dell’Ue. Per questo, si invita a mettere in pratica una politica sociale ed economica che “guardi a una visione dell’uomo radicata nel profondo rispetto della dignità umana”, tutelando la vita e la famiglia. Sulla questione delle migrazioni si ribadisce che “la responsabilità dell’accoglienza e dell’integrazione di migranti e richiedenti asilo deve essere suddivisa proporzionalmente tra gli Stati membri dell’Ue”. Altro punto fondamentale riguarda la libertà religiosa, definita “elemento fondamentale di una società tollerante e aperta”.
Spagna/2: A Madrid la rete degli ospedali cattolici
La rete di ospedali cattolici di Madrid, da poco realizzata, costituisce il primo gruppo ospedaliero privato senza scopo di lucro della comunità della capitale spagnola. Il cardinale arcivescovo di Madrid, Antonio M. Rouco Varela, spiega che il “bene integrale della persona” è la caratteristica di tutte le iniziative cattoliche. Il cardinale sottolinea che la rete di ospedali è un’iniziativa di sette realtà della Chiesa cattolica e istituzioni della vita consacrata, con il fine di “unire attività e sforzi, dal punto di vista tecnico, scientifico, medico e in modo di concepire la salute nella storia della società”. I sette ospedali madrileni che fanno parte della rete sono “Beata María Ana”, “La Milagrosa”, “Nuestra Señora del Rosario”, “San Francisco de Asís”, “San Rafael”, “Santa Elena” e “Vot de San Francisco de Asís”. L’obiettivo di questa rete, evidenzia il porporato, è “l’attenzione ai malati, esercitare la carità e prendersi cura delle necessità del prossimo e dei più bisognosi”. Su questo aspetto, Rouco Varela chiarisce che si riferisce alle necessità del corpo, ma anche ai “bisogni dell’anima”, facendo riferimento alla visione trascendente dell’uomo. La rete formata dai sette ospedali cattolici di Madrid ha il maggior numero di camere per un totale di 1.100. Vi lavorano 2.926 professionisti sanitari, che si prendono cura di almeno 70mila pazienti l’anno.
Polonia: preti e parrocchie, Chiesa in crescita
“La religiosità dei polacchi in confronto con altri Paesi europei è sotto molti aspetti più vivace”: è quanto sostengono gli autori del nuovo Compendio statistico della Chiesa cattolica in Polonia relativo agli anni 1991-2011. Lo proverebbe il crescente numero di parrocchie che da 9.089 nel 1993 sono salite nel 2012 a 10.201. Il dato si riferisce non solo all’organizzazione della Chiesa romana di rito latino ma comprende anche le parrocchie cattoliche di rito bizantino che sono attualmente 134. Un altro dato riguarda il numero di sacerdoti diocesani cresciuto nel periodo 1990-2012 del 33% e che oggi ammonta a 24.875. Il numero maggiore di sacerdoti (1.523) opera nella diocesi di Tarnow nel sud-est della Polonia. Seguono la diocesi di Cracovia con 1.173 sacerdoti e quella di Katowice (1.069). Nel 2010 il 28% di sacerdoti aveva tra i 41 e i 50 anni mentre quasi il 25% ha superato i 60 anni. Gli autori del compendio rilevano, analizzando la situazione vocazionale, che dal 2006 il numero di nuovi sacerdoti è pari a circa 500 l’anno.