MOLISE
Disciplinata la realtà dell'”albergo diffuso”, ma non mancano le perplessità
La Regione Molise ha approvato nei giorni scorsi la legge regionale sulla “Istruzione e disciplina dell’attività ricettiva dell’albergo diffuso”. Una legge che punta a valorizzare, promuovere e qualificare lo sviluppo del turismo sostenibile ponendo attenzione allo strumento dell’albergo diffuso con il duplice scopo di destagionalizzare il turismo e recuperare gli edifici esistenti. Qualcosa manca. Per Maurizio Varriano, coordinatore della rete “Borghi d’eccellenza”, qualcosa manca alla proposta legislativa, poiché “non si citano le modalità di attuazione e tutto è poco chiaro”. “È paradossale – specifica – che si parli da decenni di albergo diffuso come panacea di tutti i mali, volano dell’economia e dell’anti-spopolamento dei piccoli borghi, e il Molise ancora sia all’anno zero. Noi, che potremmo essere un modello vista la morfologia del territorio e le condizioni di pregio dei piccoli borghi e dei borghi rurali, siamo del tutto fermi e nella stessa legge approvata mancano i regolamenti attuativi”. In tal senso la legge, composta di 13 articoli, è “vuota perché non consegna alcuna indicazione e neppure eventuali programmi di investimento e impegno, ma solo il numero minimo di unità abitative (sette) necessarie per avviare l’attività di albergo diffuso”. Una vera opportunità. Più positivo Mario Ialenti, direttore della Pastorale dello sport, turismo e tempo libero dell’arcidiocesi di Campobasso-Bojano, che precisa quanto l’albergo diffuso sia “uno degli elementi che qualificano il modello di turismo sostenibile”. “Per alcuni aspetti – continua Ialenti – è l’evoluzione e la modernizzazione del sistema ricettivo dei pellegrinaggi, quando si mettevano a disposizione le case di privati per la sistemazione dei pellegrini; è quindi direttamente collegato al modello di turismo religioso che guarda al rispetto dell’ambiente, tutela e sviluppa i territori e non li distrugge. Un modo nuovo di proporsi perché oggi il turista vuole scoprire i luoghi che visita, conoscere gli angoli e le sfaccettature: l’albergo diffuso risponde totalmente a queste esigenze”. Proporre itinerari territoriali. La legge regionale va così a disciplinare l’esercizio dell’albergo diffuso e colma un vuoto normativo. “È importante ora che il regolamento – prosegue Ialenti – sia adottato subito e dia indirizzi applicativi certi, collegando la promozione del modello di albergo diffuso a campagne di comunicazione integrate con proposte d’itinerari territoriali e non di un singolo Comune o località”. “Come Chiesa regionale – sottolinea – stiamo lavorando da tempo con la Regione a progetti d’itinerari religiosi, come quelli mariani e celestini ani. Per questo la promozione e diffusione dell’albergo diffuso potrebbe essere manna dal cielo atta a contrastare la mancanza di strutture ricettive sul territorio e capace di valorizzare lo stesso, non compromettendo in alcun modo il paesaggio”. Le prospettive. L’auspicio di Varriano, invece, è che adesso la Regione sia disponibile a “confrontarsi con chi si occupa già dell’attività per deliberare un regolamento attuativo consono alle esigenze degli operatori e dei tanti che hanno già esperienza nel settore, favorendo l’intero territorio e non solo qualcuno che al momento possiede i sette alloggi, vera limitazione all’avvio dell’attività; l’idea, in tal senso, potrebbe racchiudersi in un concreto sviluppo consortile”. a cura di Giovanni Perilli(02 maggio 2014)