''L'AZIONE'' DI VITTORIO VENETO
La sfida del presente richiede un nuovo slancio. L’unica soluzione è di creare accanto al giornale di carta anche il giornale on line, quello che non si compera in edicola ma che si legge sui nuovi recettori. Uno strumento sempre aggiornato. Ma il giornale è espressione della comunità e vive nella misura in cui c’è una comunità abbastanza robusta da sostenere anche questo strumento
Cento anni rappresentano un buon traguardo per il nostro giornale, ma non la fine della corsa. La corsa deve continuare perché non può mancare un giornale nella nostra chiesa. Non è che sia scritto nel vangelo che la comunità cristiana debba essere dotata di questo strumento, ma è una esigenza che scaturisce dalla natura della chiesa e dai tempi in cui viviamo. La fede cristiana è essenzialmente un annuncio, una bella notizia che viene direttamente da Dio e che riguarda la vita di tutti noi. La comunità dei credenti è la prima destinataria di questa notizia con l’obbligo di trasmetterla a tutti gli altri. Annunciare, comunicare, informare è parte essenziale della chiesa e di ogni singolo credente. E da quando si è diffuso questo mezzo di comunicazione la chiesa lo ha usato in funzione della fede. Da noi, piccola diocesi di periferia, è stato creato soltanto all’inizio del secolo scorso, prima, nel 1904, con il settimanale “Il Buon Senso”, un tentativo che non è andato a buon fine e poi con un progetto più solido, dieci anni dopo, con "L’Azione".
Il giornale è sorto nelle chiese locali con una sua fisionomia. Non è stato propriamente lo strumento per l’annuncio della fede. La comunità cristiana ha i suoi strumenti specifici per la formazione dei credenti. Il giornale diocesano è nato per mettersi accanto agli altri giornali locali per parlare dei fatti della vita con lo scopo di interpretarli con quella sensibilità particolare che viene dalla fede. I fatti non sono mai fatti nudi, sono sempre rivestiti di un qualche significato che non è facile cogliere nella sua genuinità. È importante per una formazione integrale della vita cristiana e per un annuncio completo della fede che ci sia anche l’attenzione alla vita sociale e ai problemi concreti della gente. I giornali cattolici sono nati sempre con questa funzione, particolarmente importante al giorno d’oggi data la complessità raggiunta dalla vita.
Avanti, dunque, oltre i cent’anni, tuttavia la strada che si apre dinnanzi al nostro giornale si presenta alquanto scabrosa. Si intravedono due ostacoli. Il primo è costituito dalle nuove tecnologie di comunicazione che rischiano di soffocare la carta stampata. Ormai la gente usa altri strumenti per informarsi, soprattutto i nuovissimi che agiscono nella grande rete, internet. Tutti i giornali grandi e piccoli si chiedono se c’è ancora posto per loro. È certo che ormai il loro spazio si è molto ristretto. Di fronte a questa prospettiva l’unica soluzione è di creare accanto al giornale di carta anche il giornale on line, come si dice, quello che non si compera in edicola ma che si legge sui nuovi recettori. "L’Azione" si sta attrezzando in questo senso. Esiste il sito dove sta prendendo forma un nuovo giornale con tendenza di essere uno strumento di comunicazione immediata, sempre aggiornato.
Il secondo ostacolo che si profila è più pericoloso. Il giornale è espressione della comunità e vive nella misura in cui c’è una comunità abbastanza robusta da sostenere anche questo strumento. È sotto gli occhi di tutti un preoccupante indebolimento delle nostre comunità. Ce la faremo in futuro a continuare a mantenere uno strumento del genere e il nuovo che lo affiancherà? È questo il grave interrogativo. Già sentiamo la fatica a mantenere una buona diffusione nel nostro territorio. I nostri giornalisti lavorano con impegno e a pieno ritmo perché non possiamo permetterci altro personale come il nuovo ampiamento esigerebbe. Abbiamo poi una schiera di promotori e promotrici meravigliosa che con grande dedizione continua a bussare alle porte delle famiglie perché il nostro giornale entri soprattutto nelle famiglie giovani. È indispensabile che le nostre comunità nonostante il calo della partecipazione, mantengano viva l’esigenza di avere questo strumento e continuino ad esserci persone che collaborino per mantenerlo in vita. Abbiamo la ferma speranza che le forze non verranno meno e che la vita de "L’Azione" sarà ancora lunga.
(*) direttore "L’Azione" (Vittorio Veneto)