ASSEMBLEA DELLA CEI

I vescovi e il Paese: attenzione, affetto speranza e fiducia

È quanto emerge dal messaggio conclusivo, illustrato dal cardinale presidente Angelo Bagnasco: “Le difficoltà ci sono ma non ci devono sormontare”. Confermato il “servizio” alla famiglia”. Appuntamento a novembre per l’Assemblea straordinaria sulla formazione dei presbiteri. Scelto il tema del prossimo Congresso Eucaristico nazionale, in programma a Genova nel 2016: “L’Eucaristia, sorgente della missione”

"Un duplice valore, non una duplice limitazione". Così il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha definito le nuove modalità di elezione del presidente dei vescovi italiani, che verrà scelto dal Papa su una terna di vescovi diocesani votati a maggioranza assoluta dall’assemblea generale. Il "senso complessivo" della modifica dell’articolo 26 dello Statuto della Cei, da sottoporre alla "recognitio" della Santa Sede – ha spiegato ai giornalisti durante la conferenza stampa a conclusione della 66ª assemblea generale – "è riconoscitivo", "una proposta mediana che vuole riconoscere due valori: la partecipazione del Papa, che procede alla nomina sulla base del riconoscimento del suo ruolo unico in Italia, in quanto vescovo di Roma, e il riconoscimento della partecipazione dei vescovi all’elezione del loro presidente". La votazione finale dell’assemblea della Cei, con cui si è decisa la nuova modalità di elezione del presidente, prevedeva la maggioranza qualificata, pari ai due terzi dei votanti, e ha ricevuto 156 voti, ha riferito il cardinale Bagnasco. Una trentina, invece, i voti a favore dell’elezione diretta. Durante le votazioni precedenti, ha detto il presidente della Cei rispondendo alle domande di giornalisti, "c’è stato un momento in cui i favorevoli e i contrari erano circa al 50%, poi ci siamo confrontati, abbiamo discusso e proceduto alla votazione finale". All’assise in Vaticano, che per la prima volta è stata aperta dal Papa, hanno partecipato 234 membri, 27 vescovi emeriti, 20 delegati di Conferenze episcopali europee, 20 rappresentanti della Consulta nazionale delle aggregazioni laicali (Cnal). A margine dei lavori, si è riunito il Consiglio permanente, che ha scelto il tema del prossimo Congresso Eucaristico nazionale, in programma a Genova nel 2016: "L’Eucaristia, sorgente della missione". Appuntamento, intanto, a novembre, per l’Assemblea straordinaria sulla formazione dei presbiteri.

Fiducia e partecipazione. "Un invito alla fiducia e alla partecipazione ai diversi appuntamenti". Così il card. Bagnasco ha definito il messaggio "di attenzione, affetto e speranza" indirizzato dai vescovi al Paese, a conclusione dell’assemblea. "Abbiamo scritto un messaggio al Paese – ha spiegato ai giornalisti – toccando i punti che stanno nel cuore di noi vescovi". Un "messaggio d’incoraggiamento alla fiducia", quello dei vescovi italiani, sulla scorta del discorso pronunciato dal Papa all’apertura dell’assise episcopale, "quando ci ha detto che non dobbiamo cedere alla sfiducia, al catastrofismo". "Le difficoltà ci sono ma non ci devono sormontare", ha commentato il presidente Cei.

Scuola e famiglia. "Tutti siano a servizio della famiglia: lo Stato, la Chiesa, qualunque istituzione". Rispondendo ad una domanda sul successo dell’iniziativa "La Chiesa per la scuola", che ha visto radunate intorno al Papa oltre 300mila persone, il 10 maggio scorso, il cardinale ha sottolineato che "tutte le tipologie di scuole" sono a servizio della famiglia, che "non può mai essere scavalcata, né dallo Stato, né dalla Chiesa, né da alcuno". "Uno Stato che ha un concezione statalista dell’educazione non sarebbe né democratico, né umano, né umanistico", ha ammonito il presidente della Cei, secondo il quale "la scuola deve ritrovare il compito bello, entusiasmante, appassionato di aiutare i genitori a educare i propri figli". Una "richiesta", questa, rivolta "anche alle forze politiche e alla società", a riscoprire "la centralità della famiglia e della scuola" anche attraverso "un’attenzione ai docenti". Ci saranno altre manifestazioni analoghe a quella del 10 maggio? "Non si può escludere nulla a priori", la risposta del cardinale.

Come nasce una prolusione. "Vescovi, presidente, Santo Padre, presidente, vescovi". Con queste parole il card. Bagnasco, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha spiegato come nasce una prolusione, in occasione delle Assemblee generali o dei Consigli permanenti. Circa un mese prima, ha raccontato, "qualunque confratello può, a titolo personale o a titolo di gruppo, mandare al presidente o alla segreteria generale indicazioni, suggerimenti, proposte utili da far entrare nella prolusione". Il secondo passaggio è la presidenza, "con cui si fa sempre una panoramica della Chiesa, dell’Italia, del mondo, per mettere a fuoco i punti nodali più significativi". Il lavoro della presidenza, al massimo una settimana prima, "approda al Santo Padre – ha rivelato il presidente della Cei – con cui condivido l’indice e si ragiona insieme: lui conferma, corregge, integra". Al mattino di quegli "incontri sinodali" che sono le Assemblee generali o i Consigli permanenti, "c’è sempre una riunione di presidenza, in cui il presidente legge i punti più delicati della prolusione, per una valutazione complessiva". Dopo un "ulteriore passaggio" negli uffici della presidenza, c’è la lettura ai vescovi stessi.

Otto per mille "in lieve aumento". La somma relativa all’otto per mille dell’Irpef assegnata alla Chiesa cattolica per il 2014, e relativa al 2011, risulta pari a 1.055.321.321 euro. Rispetto all’anno scorso, ha reso noto il card. Bagnasco, c’è stato "un lieve incremento" del gettito, che nel 2013 ammontava a 1.032.667 euro. Per quanto riguarda le ripartizioni dell’otto per mille, 433.221 milioni di euro sono stati assegnati alle esigenze di culto e pastorale, 245 milioni agli interventi caritativi, contro i 240 milioni dell’anno scorso: di questi, 130 milioni di euro sono stati assegnati alle diocesi, 85 a favore dei Paesi in via di sviluppo e 30 alle esigenze di rilievo nazionale. La somma elargita al sostentamento del clero quest’anno è pari a 377 milioni, a fronte dei 382 milioni dell’anno scorso.