CHIESE EUROPEE

Germania, Polonia, Spagna

Germania, il programma del 99° Katholikentag
Dal 28 maggio al 1° giugno: sono le date del 99° Katholikentag, che si svolgerà nella città bavarese di Regensburg. L’appuntamento delle “Giornate cattoliche”, organizzate dallo Zdk, il Comitato centrale dei cattolici tedeschi, scandite dal motto “Costruire un ponte con Cristo”, in questa edizione riveste un’importanza particolare, anche politica, alla luce dei risultati delle votazioni europee, che hanno visto la tenuta e la conferma della coalizione di governo della cancelliera Merkel: la quale, secondo le previsioni, dovrebbe partecipare a un incontro proprio a Regensburg durante uno dei confronti delle oltre 1.200 manifestazioni e meeting ricompresi dal programma. In particolare sono oltre un centinaio i concerti, le pièce teatrali e gli happening che animeranno chiese, oratori e piazze della cittadina. Due i nuclei centrali di discussione: fede-chiesa-teologia e politica-società. Nove invece le aree tematiche di confronto: spiritualità biblica; matrimonio, famiglia e confronto tra le generazioni; eccellenza delle donne e degli uomini; responsabilità globale e politica europea di vicinato; dialogo con gli ebrei e con i musulmani; giovani; Chiesa locale e Chiesa in Germania; ecumenismo.

Marce per la vita e la famiglia in tutta la Polonia
Il sito web www.marsz.org riporta una cartina della Polonia con indicati quasi 150 centri dove tra maggio e giugno vengono organizzate le Marce per la vita e la famiglia. I promotori che hanno sottoscritto la “Dichiarazione per la vita e la famiglia” osservano in un documento che “la Polonia ha bisogno di cambiamento”, così che “la nostra, come le generazioni future, possa crescere in un ambiente favorevole”, “con il senso dei valori e la possibilità di usufruire dei frutti del proprio lavoro”. “Siamo convinti – prosegue la Dichiarazione – che le fondamenta di un nuovo ordine debbano essere basate sul rispetto della vita umana e sul riconoscimento della famiglia quale istituto centrale dell’ordine sociale”. Decisi a operare affinché “per un sano ordine culturale, sociale ed economico, il ruolo della famiglia sia adeguatamente valorizzato”, i firmatari del documento auspicano di “collaborare alla realizzazione di progetti che garantiscano la difesa della vita umana e il rispetto della famiglia nell’ambito di un quadro socio-giuridico adeguato”. L’iniziativa popolare delle marce e “altre manifestazioni a favore delle famiglie negli ultimi anni” ha visto “una sostanziosa crescita in tutta la Polonia ed è diventata un evento importante a livello nazionale”, sostiene Michal Owczarski, della onlus “Zycie” (Vita). Nella sola regione di Lodz, nella Polonia centrale, si terranno quest’anno – aggiunge Owczarski – oltre 20 marce per la vita. Quella del 1o giugno “sarà dedicata particolarmente ai bambini con la sindrome di Down”, accompagnata da una raccolta fondi per finanziare i workshop specialistici per le famiglie con bambini affetti dall’anomalia genetica.

Spagna: vita consacrata, risposta alle migrazioni
Si è svolta a Córdoba il 20 e 21 maggio la 78ma Assemblea ordinaria dei vescovi della Spagna meridionale, comprendente le diocesi di Sevilla, Granada, Almería, Cádiz-Ceuta, Córdoba, Guadix, Huelva, Jaén, Jerez e Málaga. In questo contesto, si è tenuto, il 21 maggio, il decimo incontro regionale dei vescovi e dei superiori maggiori degli istituti di vita consacrata con case in Andalusia, nel quale si è discusso del documento della Conferenza episcopale spagnola “Chiesa particolare e vita consacrata”. Suor Cristina María González Carrasco, presidente della Confer (Conferenza spagnola dei religiosi) della diocesi di Malaga, ha parlato dei fondamenti teologici del documento e delle modalità di vivere la comunione, mentre monsignor José Rodríguez Carballo, arcivescovo segretario della Congregazione per la vita consacrata, ha sottolineato che il documento conta sulle relazioni reciproche tra i vescovi e vita consacrata, a partire dalla comunione e dalla corresponsabilità. I vescovi, poi, hanno dedicato un’ampia riflessione all’azione caritativa e umanitaria che le istituzioni della Chiesa sviluppano con gli immigrati nelle città di Ceuta e Melilla. I vescovi hanno affrontato la complessa situazione che sta attraversando la materia della religione. In una nota pastorale, hanno espresso il loro disappunto per il trattamento che il Governo spagnolo ha dato alla materia della religione nella Lomce, la nuova legge educativa, soprattutto ai livelli di scuola per l’infanzia e dei licei, che possono restare senza tale insegnamento religioso. Per i presuli, “la religione non occupa il posto che legalmente e culturalmente meriterebbe nel sistema educativo spagnolo”. Tuttavia, giudicano “positivamente alcune misure, come il regolamento di un’alternativa reale alla materia e la corretta valutazione della stessa nel sistema educativo”. Comunque, considerano “preoccupante che la religione resti una materia di competenza delle comunità autonome, con la possibilità di normative diverse o addirittura contrastanti”.