NORVEGIA
Nel Paese scandinavo cresce il numero dei cristiani. Serve una chiesa più grande
Domenica 25 maggio si è celebrata l’ultima messa; l’organo è stato smantellato; il giorno dopo è stata la volta del muro dietro l’altare, opera dell’artista Håkon Bleken e poi sono cominciati i lavori di demolizione della cattedrale cattolica di Trondheim. Dedicata a St. Olav, era stata ultimata nel 1973, ma aveva sempre presentato dei difetti legati allo scarso isolamento dell’edificio. Nel tempo si è aggiunta la ruggine che ha intaccato le strutture d’acciaio. Restaurare la costruzione esistente sarebbe stato più complicato che costruirne una nuova. Anche perché “la chiesa è diventata troppo piccola per la comunità”, spiega padre Egil Mogstad, curato della parrocchia. “La Chiesa in Norvegia è in rapida crescita, con membri che provengono da oltre 70 diverse nazionalità di tutti i continenti”. Si tratta di 10mila cattolici registrati nella Norvegia centrale (diocesi di Trondheim), mentre il numero complessivo dei cattolici nel Paese scandinavo è di circa 150mila.
Nuovo ecumenismo. Un altro motivo che ha reso necessario rifare la cattedrale cattolica è “la crescita di un clima ecumenico positivo”, per cui “la nostra Chiesa è diventata più attiva e visibile nella comunità locale”, dice ancora padre Mogstad. La visita di Giovanni Paolo II, di cui si celebrano i 25 anni proprio in questo 2014, ha dato un impulso notevole e ha fatto aumentare il coinvolgimento della Chiesa cattolica negli eventi ecumenici della Norvegia centrale. Si aggiunge poi il fatto che Trondheim è la capitale ecclesiale della Norvegia luterana, perché qui ne risiede il primate. La cattedrale luterana Nidaros è un punto di incontro della tradizione cattolica e luterana, perché fu eretta sul luogo dove nel 1030 morì il re Olav, il re vichingo convertito al cattolicesimo e proclamato santo per le sue grandi doti di saggezza e dedizione. Nonostante la successiva riforma protestante abbia cercato di far evaporare la venerazione e il culto del santo, la stima del popolo verso questo re non si è persa, e così oggi St. Olav è patrono della Norvegia luterana e la cattedrale Nidaros il luogo dell’incoronazione dei re e delle regine norvegesi.
Pellegrini da vari Paesi. Il numero di pellegrini che vengono sula tomba di Sant’Olav sta crescendo: “È una bella cosa perché significa che la consapevolezza dell’eredità di questo santo sta aumentando”; ma, sostiene il curato, “noi dobbiamo trarne le conseguenze”: primo fra tutti si può prevedere che crescerà il numero di pellegrini cattolici e protestanti dalla Norvegia, così pure dagli altri Paesi nordici. “Per affrontare questa sfida è giunto il tempo di iniziare la grande fatica di costruire una nuova cattedrale, con dimensioni, funzionalità, forma architettonica e posizione nella città adeguate”, riferisce padre Egil Mogstad. Tuttavia, “dovrà presentarsi come subordinata alla cattedrale Nidaros, anche se contemporaneamente dovrà esprimere l’autocomprensione della Chiesa cattolica come custode della tradizione universale e apostolica”. Per questo motivo si è scelto che la nuova Chiesa sia costruita secondo le linee architettoniche di una basilica a tre navate. Naturalmente ci saranno poi uffici, spazi per la comunità, per la catechesi e stanze di servizio.
I volontari polacchi. Per i costi di questa impresa si prevede una spesa intorno agli 80 milioni di corone norvegesi (circa 10 milioni di euro), “che non siamo capaci di affrontare da soli”: un aiuto è stato promesso da alcune diocesi della Germania (Colonia, Paderborn e Münster). E tantissimo lavoro è stato fatto, almeno fin qui, dai volontari: come nel caso dei 50 muratori polacchi che, nel loro tempo libero e con materiale di recupero, hanno preparato una cappella provvisoria nell’atrio dell’edificio parrocchiale e una sorta di magazzino per riporre tutti gli arredi e gli oggetti della chiesa che in queste settimane è stata svuotata, sempre grazie all’aiuto di volenterosi parrocchiani. Nella cappella provvisoria ci stanno solo 150 persone, per cui, avvisa il parroco, don Albert Macka, si celebreranno più messe ogni domenica, per farci stare tutti. Per i grandi eventi (natale, pasqua…) si cercherà una chiesa più grande in affitto. “Sarà una bella sfida per adattarsi in tutto, e ci si deve aspettare anche qualche intoppo all’inizio, prima che tutto si metta a posto”. Sarà questione di 15-16 mesi, dalla fine della demolizione, ed entro la fine del 2015 Trondhiem avrà la sua basilica cattolica. Tutto può essere seguito attraverso le foto che le due webcam predisposte inviano regolarmente sul sito della parrocchia.