CRISTIANI E SOCIETÀ

Vincere ogni intolleranza

L’analisi dell’austriaca Gudrun Kugler sulle discriminazioni verso i credenti

L’intolleranza ha ripreso vigore in una società secolarizzata che tende a escludere i cristiani e le loro convinzioni. La fede viene vista “come qualcosa di irragionevole che è legittimo professare solo in privato”. Il Rapporto 2013, recentemente pubblicato, dell’Osservatorio sulla intolleranza e le discriminazioni contro i cristiani in Europa – ong con sede a Vienna, consultore dell’Agenzia per i diritti fondamentali dell’Ue -, ripropone il problema delle scelte umane e di fede, alla luce della situazione spesso difficile per i credenti. Massimo Lavena, per Sir Europa, approfondisce il problema con Gudrun Kugler, austriaca, presidente dell’organizzazione che realizza lo studio.

Quali possono essere le cause del sentimento intollerante verso i cristiani?
“Oggi il cristianesimo è la religione più perseguitata al mondo: ogni cinque minuti un cristiano muore a causa della propria fede. Le ragazze rapite in Nigeria sono prevalentemente cristiane e sono state obbligate a diventare musulmane. In Europa vediamo una crescente esclusione sociale, un vandalismo diffuso nei confronti dei siti cristiani e una grave intolleranza nei confronti delle opinioni cristiane espresse in pubblico. Alcune di queste manifestazioni derivano da un piccolo gruppo ben organizzato. C’è un aumento di restrizioni legali che influiscono in modo negativo sul libero esercizio della libertà religiosa dei cristiani, vi è la limitazione all’obiezione di coscienza (ad esempio nel caso di aborto o di matrimoni celebrati tra persone dello stesso sesso), diritti genitoriali, libertà di parola, simboli religiosi… Dobbiamo parlare di questo problema per creare consapevolezza, per cercare soluzioni. Il principio più importante che potrebbe risolvere il problema è un ‘compromesso ragionevole’: creare lo spazio per vivere gli uni accanto agli altri e dare spazio a tutti, cristiani compresi”.

Come ridare slancio alla presenza sociale e politica dei cristiani?
“Il professor Joseph Weiler, ebreo nato in Sud Africa, docente di diritto a New York, ha scritto un libro sulla ‘Europa cristiana’, in cui asserisce che i cristiani europei si trovano in un duplice ghetto. Spinti in esso dall’Europa secolarizzata, una volta dentro tale ghetto hanno costruito rapidamente un secondo muro per sentirsi davvero ‘sicuri’. È ora di abbandonare il ghetto. Abbiamo motivi per avere fiducia: alla fin fine è stato il cristianesimo a portare la civiltà come l’intendiamo. Il cristianesimo rende una società umana e un posto migliore per tutti, anche per i non cristiani. Weiler dice che per lasciare il ghetto abbiamo bisogno di comunicare il concetto secondo cui la fede non è qualcosa di meramente privato, non è separata dalla ragione e che anche ciò che è misterioso e inspiegabile fa parte della vita. Per ultimo, ma non da ultimo, egli afferma che vorrebbe vedere molti passeggini davanti alle chiese. Prima di diventare Papa, Josef Ratzinger ha detto che i cristiani devono diventare ora una minoranza creativa in Europa. I cristiani sono diventati una minoranza: ora è tempo di adottare gli strumenti della creatività. Credo che i laici cristiani europei abbiano ancora molto da imparare da questo punto di vista”.

I recenti episodi di vandalismo e di atti sacrileghi in molte parti d’Europa da dove nascono?
“Il vandalismo ferisce moltissimo i sentimenti dei fedeli. Esso significa inoltre ‘tu sei il prossimo’, e costituisce una minaccia latente, crea paura. È importante che la polizia e le autorità comprendano questa dinamica e reagiscano in modo appropriato. Oggi in Europa è diffuso un atteggiamento generale che ritiene il cristianesimo inaccettabile perché dice cosa è giusto fare e pensare. Molti ritengono che i leader cristiani non vivano davvero ciò che predicano, il che è sostenuto dai media che rappresentano la realtà selettivamente senza dare un quadro generale della situazione. Inoltre ci si richiama a falsi diritti umani per limitare i veri diritti umani, come quando un presunto diritto all’aborto circoscrive la libertà di coscienza dei medici, difesa dai cristiani”.

Cosa possono fare i credenti per cambiare o migliorare questa situazione?
“Nel suo discorso al Bundestag tedesco, Papa Benedetto invitò gli europei a intavolare un dibattito pubblico su ciò che è ‘ecologico’ per l’essere umano. Dobbiamo lavorare con i mezzi che abbiamo a disposizione. Nelle questioni relative ai diritti umani, i cristiani non possono mancare. Nelle istituzioni internazionali, i cristiani devono essere molto più presenti e parlare delle proprie cause. I social media offrono possibilità a tutti, anche ai credenti, per diventare cristiani attivi e creativi che amano troppo l’Europa per lasciarla così com’è. Il segreto sta nell’essere coinvolti intensamente, dovunque noi siamo, in qualsiasi modo, e pregare per l’effusione dello Spirito Santo”.