GERMANIA
Confronto serrato al Katholikentag di Regensburg. Fede come “lievito” per la società e il Paese
Arrivederci a Lipsia, nel 2016, per la centesima edizione della “Giornata dei cattolici tedeschi”. Con questo saluto si è chiuso domenica 1 giugno a Regensburg il 99° Katholikentag. La manifestazione, che ha mobilitato complessivamente centomila persone tra chi ha seguito tutte le quattro giornate e chi ha partecipato anche solo a uno degli oltre mille eventi previsti, racconta di un successo che è andato ben oltre le previsioni.
Temi, volti, numeri… Qualche numero e talune sottolineature possono dare l’idea di una iniziativa che di edizione in edizione contribuisce a porre il laicato cattolico organizzato al centro del dibattito culturale e politico nazionale, con forti sottolineature culturali e spirituali. Non può sfuggire, ad esempio, la presenza fra gli iscritti del 32% di giovani con meno di 30 anni; oppure, tra le curiosità, 7mila pasti quotidiani serviti negli stand, tutti a “chilometri zero”, biologici e ogm-free. E ancora: la scelta di aprirsi completamente al confronto ecumenico e al dialogo con le altre religioni; i dibattiti di respiro nazionale e internazionale; la volontà di porsi in questione su temi spinosi, dalla diagnosi prenatale alla scelta della povertà nella Chiesa; l’analisi del dramma della tratta degli esseri umani; le riflessioni sul coinvolgimento nella vita di fede indipendentemente dall’orientamento sessuale; il confronto sul ruolo dei cristiani in politica e il dibattito sul ruolo dell’Europa nel mondo, anche grazie alla presenza della cancelliera federale Angela Merkel e alla partecipazione costante del Capo dello Stato Joachim Gauck, ex pastore evangelico… Sono solo alcuni degli aspetti che hanno visto il laicato cattolico mettersi totalmente in gioco, riunito intorno alla bandiera della Zdk, il Comitato centrale dei cattolici tedeschi, con il sostegno continuo della Conferenza episcopale tedesca (Dbk).
Laici e clero uniti nella testimonianza. Una società, quella tedesca, che pone domande continue; una società laicizzata ma ancora fortemente cristiana, con una significativa presenza di cattolici e di riformati. Una Chiesa cattolica che vede laici e clero, sino alle più alte cariche, dialogare costantemente, anche con accenti vivaci. Non è un caso se proprio da un appello del presidente Gauck ai cristiani perché rilancino il loro ruolo nella società e nella politica, il confronto dal 28 maggio al 1° giugno è stato particolarmente serrato. La sensazione è che momenti lunghi e dolorosi per la Chiesa tedesca – come il cammino di dialogo interno o la commissione per la lotta agli abusi sessuali – siano divenuti occasioni di seria verifica e stimolo per poter oggi affermare con convinzione: “Noi ci siamo, noi vogliamo costruire ponti con Cristo”. Lo slogan scelto per il Katholikentag – appunto “Costruire ponti con Cristo” – ha assunto un significato profetico; la presenza nel tessuto sociale tedesco, è stato più volte affermato a Regensburg, deve risuonare di una nuova azione evangelizzatrice che parte dal proprio posto di lavoro. Il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco-Frisinga e presidente della Dbk, ha esplicitato un incoraggiamento per la “pubblica testimonianza a Cristo e alla Chiesa” nell’omelia della messa conclusiva, dicendo che “dobbiamo essere pronti per la chiamata di Dio, che è sempre una sfida. Dobbiamo confidare in Dio, che ci rende testimoni della venuta del Regno di Dio”. Marx ha ricordato “i poveri, i deboli, i malati, i violentati, gli sfruttati”: “Non ci può essere predicazione del Vangelo – ha spiegato il cardinale – se non abbiamo queste persone in mente. E dobbiamo rilanciare il nostro lavoro nelle diocesi e nelle parrocchie. Si tratta di una sfida che in gran parte non è stata ancora raggiunta”.
La scelta della quotidianità. Il “confronto con la quotidianità” è stato costante nei giorni piovosi del Katholikentag: nessun tema che vede i laici impegnati è rimasto inevaso. “La forza della Chiesa cattolica è la sua diversità. Proprio come diverse persone credono, pregano, celebrano e sostengono gli altri nell’azione quotidiana”, ha detto Wolfgang Lechner, neo presidente della Bdkj, la federazione delle associazioni giovanili cattoliche, forte dei suoi 660mila aderenti: “Non possiamo poggiarci solo su quattro belle, intense giornate. Dobbiamo costruire una Chiesa” che edifica “molti ponti. Per i giovani, per le persone ai margini, ponti nella società e nella Chiesa stessa”. Il Katholikentag ha dimostrato al mondo dei mezzi di comunicazione laici che in Germania i cattolici oggi mettono le questioni sociali, fra cui la tutela dell’ambiente e la “sostenibilità del Creato”, al centro dei discorsi, sentendosi, anche attraverso il magistero, chiamati a occuparsene specificatamente. Ora il cammino riprende, con ulteriori certezze, come la volontà di essere più attivi nella società; e con delle richieste, molte alla gerarchia ecclesiale, per essere più aderenti alle voci che vengono da coloro che nella società, in famiglia, nei luoghi educativi o nell’ambiente di lavoro, si confrontano continuamente con la bellezza, la fatica e la consapevolezza di essere cristiani oggi.