SLOVACCHIA
Chromik (Aff): “Un referendum inteso a tutelare il matrimonio e i figli”
Una battaglia per la tutela della famiglia naturale: ecco una descrizione molto sintetica dei recenti sforzi dell’Alleanza per la famiglia (Aff) in Slovacchia, con un unico, evidente obiettivo: garantire da un punto di vista legale che il matrimonio non costituisce un’altra forma di convivenza, bensì è il vincolo fra un uomo e una donna, e che è un diritto dei figli essere allevati sia dalla madre che dal padre. Danka Jaceckova per Sir Europa ha intervistato Anton Chromik, portavoce dell’Aff.
Quali sono le ragioni della petizione che avete avviato e quali questioni riguarda esattamente?
“La petizione è stata proposta dall’Alleanza per la famiglia, con il sostegno di oltre 90 organizzazioni del cosiddetto terzo settore, allo scopo di proteggere il matrimonio come vincolo che lega un uomo e una donna. Noi crediamo che nessun’altra forma di convivenza possa essere chiamata matrimonio. Un altro aspetto è l’adozione. I bambini che sono stati abbandonati o hanno perduto i genitori hanno il diritto di essere allevati da una madre e un padre. Ecco perché insistiamo sul fatto che il miglior interesse del bambino nel processo di adozione deve avere la precedenza sugli interessi degli adulti. Non esistono doppi padri o doppie madri che possono sostituire il modello della famiglia naturale. I bambini nascono secondo natura soltanto nel contesto di un rapporto tra un uomo e una donna, per questo le coppie dello stesso sesso non possono godere degli stessi diritti in materia di matrimonio. Un’altra questione riguarda l’educazione sessuale, anch’essa oggetto della petizione. Se i genitori non sono d’accordo, la scuola non può imporre ai loro figli di partecipare alle attività di formazione nel campo del comportamento sessuale o dell’eutanasia. Non vogliamo esperimenti ideologici nel settore dell’istruzione”.
La petizione su tali questioni è stata avviata alcune settimane fa. Come va la raccolta di firme?
“Raccogliamo circa 8mila firme al giorno; finora, sono state registrate oltre 150mila firme. Devo ammettere che questo è frutto soltanto del sostegno che abbiamo ottenuto ‘internamente’, ovvero attraverso i nostri contatti personali. Soltanto negli ultimi giorni abbiamo avviato una raccolta di firme nei luoghi pubblici, con l’obiettivo di raggiungere le 350mila firme necessarie per l’approvazione di un referendum”.
Come descriverebbe lo stato attuale della tutela del matrimonio e della famiglia nella legislazione slovacca e perché pensa che occorra un cambiamento?
“Il suo stato attuale nella Repubblica slovacca è soddisfacente, ma dobbiamo difenderci dalle iniziative contrarie che si moltiplicano e dagli attacchi di vari gruppi. Ecco perché vogliamo che si manifesti la volontà del popolo per mezzo di un referendum, per far vedere ai politici che la famiglia come valore speciale e straordinario conta davvero, e che molte persone vedono chiaramente la differenza tra chi vuole avere dei figli e chi non li vuole. Gli attacchi sono così forti che abbiamo bisogno di proteggere la famiglia attraverso le norme di un potere legale di livello superiore. Pertanto, sosteniamo il cambiamento della Costituzione della Repubblica slovacca. Se parliamo di una sorta di attivismo ‘euro-giudiziario’, il diritto ordinario non è sufficiente. Ecco perché dobbiamo costruire ‘palizzate’ di protezione più alte”.
Ci dica alcune parole sull’Alleanza per la famiglia, l’organizzazione che ha assunto l’iniziativa di realizzare questo cambiamento…
“Si tratta di un’iniziativa popolare nata nel dicembre 2013 con il fine di promuovere i valori del matrimonio e della famiglia. Non è basata su alcuna ideologia, confessione religiosa o adesione politica. Attualmente, la lista dei nostri membri e sostenitori comprende decine di organizzazioni che operano nelle aree dell’assistenza sociale, del sostegno alle famiglie, dell’accompagnamento dei bambini abbandonati, delle ragazze madri, delle persone disabili, oltre alle attività didattiche e alla tutela dei diritti umani. Queste istituzioni rappresentano circa 200mila cittadini della Slovacchia appartenenti a vari ambienti e a tutte le fasce d’età”.
Dove vede l’intersezione tra i valori civili e quelli cristiani?
“È naturale che i valori che appartengono a tutti siano sostenuti anche dalle organizzazioni cristiane. Possiamo vedere che molti cristiani sono consapevoli che questa battaglia è anche la loro battaglia. Poiché senza valori naturali non ci può essere alcuno sviluppo dei valori soprannaturali. Si tratta di un ponte comune in vista di un incontro e un dialogo con le persone a cui i cristiani sono inviati per evangelizzare”.
Non possiamo trascurare il contesto europeo della vostra iniziativa. Quali sono le principali sfide per il futuro, a suo parere?
“L’Europa si trova a un crocevia della sua esistenza. Fra pochi anni dovremo affrontare la seguente situazione: o esiste una famiglia naturale, oppure l’Europa come la conosciamo oggi non esisterà più. È semplice e naturale. Potremmo parlarne molto a lungo, impegnarci in un dialogo, ma la conclusione è chiara. Con le nostre azioni, con il nostro rispetto verso il matrimonio e la famiglia, noi scegliamo fra la vita e la morte. Se a qualcuno sembra che il matrimonio e la convivenza formalizzata e ufficializzata siano allo stesso livello, si sbaglia. Il matrimonio esiste perché due persone – un uomo e una donna – hanno deciso di diventare genitori dei loro figli, e questo è più di ogni altra relazione umana. Ecco perché dobbiamo sostenere il matrimonio e cercare delle forme per garantirne la stabilità”.