ARCIPELAGO INDONESIANO

Festa nell’isola di Sumba” “per i 125 anni” “della Missione cattolica

In un Paese a larghissima maggioranza islamica, in quest’area orientale, la presenza dei cristiani è significativa e prevalente. Nell’occasione si sono svolte adorazioni eucaristiche e pellegrinaggi nei luoghi in cui i primi missionari, gesuiti di origine tedesca, hanno portato la loro testimonianza

Nei giorni scorsi, centinaia di cattolici appartenenti alla diocesi di Weetebula, nell’isola di Sumba, provincia di East Nusa Tenggara (Ntt), nella zona orientale dell’arcipelago indonesiano, hanno celebrato i 125 anni della fondazione della prima Missione cattolica e la 48ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Appuntamenti significativi per la comunità locale – che è stata raggiunta, per l’occasione, da cattolici provenienti dalle diocesi di Jakarta, Pontianak e Sanggau – animati da Sante Messe celebrate all’aperto, da adorazioni eucaristiche e da un pellegrinaggio nei luoghi in cui i primi missionari hanno testimoniato la fede. Erano missionari gesuiti di origine tedesca – p. Schweitz e p. Bushc – accompagnati nel loro viaggio da otto cattolici dell’isola di Flores. Risale al 1889 la fondazione del primo luogo di culto "stabile". Ad animare la missione nell’area si sono alternati sacerdoti verbiti e, dal 1957, un gruppo di padri redentoristi che hanno aperto la strada ad altre congregazioni e ordini religiosi maschili e femminili. Una Chiesa che cresce. Come riferisce Asia News, sono circa 644mila gli abitanti dei quattro distretti in cui è suddivisa l’isola di Sumba, il 22,2% dei quali (143mila) sono i cattolici appartenenti alla diocesi di Weetebula. La grande maggioranza – il 60,8%, per un totale di 391mila – sono cristiani protestanti, mentre i musulmani, a differenza di quel che accade nella maggioranza del paese, sono una piccola minoranza, assieme ai gruppi tribali che praticano ancora la religione "nativa" chiamata "Marapu". Il numero dei cattolici è in aumento costante e conta oltre 80 iscritti al seminario maggiore dei Redentoristi e almeno 40 sacerdoti diocesani. La Santa Sede ha istituito la prefettura apostolica nel 1959, divenuta poi diocesi dieci anni più tardi, nel 1969. L’86% degli indonesiani professa l’Islam. I cristiani indonesiani sono il 5,7% della popolazione, i cattolici poco più del 3% – 7 milioni di persone – l’1,8% è indù e il 3,4% professa un’altra religione. La Costituzione garantisce la libertà religiosa, ma la comunità cattolica subisce violenze e abusi, soprattutto nelle aree in cui opera l’islamismo radicale. I membri del Fronte di difesa islamico impongono in molte zone, infatti, la sharia, il divieto di consumare bevande alcoliche e altri regolamenti in tema di morale sessuale. Il gruppo è accusato anche di bloccare la costruzione di chiese e di usare la violenza per raggiungere i propri obiettivi. Questo clima d’intolleranza non avvilisce i cattolici, ma rafforza il loro desiderio di essere testimoni del Vangelo. La Chiesa locale, dal canto suo, anche in vista delle scadenze elettorali di quest’anno – il prossimo 9 luglio sono previste le elezioni presidenziali – ha promosso corsi di formazione politica, per preparare i cittadini a una scelta consapevole e per invitarli alla partecipazione attiva al processo democratico, al fine di rendere consapevoli i fedeli della necessità del loro impegno politico.