TIROCINI PER 150 GIOVANI
Un Fondo di un milione di euro per 150 giovani. Una goccia, in un Paese in preda alla crisi, dove chiudono due imprese ogni ora e in cinque anni si sono "perse" 60mila aziende. Eppure, in questa Italia che alla cultura destina solo lo 0,1% del Pil l’annuncio del ministro Dario Franceschini – qualora si traduca davvero in azioni concrete – rischia di suonare, purtroppo, quasi rivoluzionario. Il nostro è un territorio in cui di cultura si dovrebbe vivere, o almeno fare di essa il "fiore all’occhiello" da esportare per produrre ricchezza, alla faccia dello stereotipo dell’Italia "pizza, mafia e mandolino". Il decreto firmato dal ministro autorizza 150 tirocini, della durata di 6 mesi, per ragazzi al di sotto dei 30 anni, che potranno godere di un’indennità di mille euro lordi mensili – entità modesta, di per sé, ma perlomeno equiparata alle borse di dottorato rilasciate dalle università italiane – da "spendere" in siti culturali di interesse strategico per il Paese: Pompei, la Reggia di Caserta, il recupero e il restauro del patrimonio storico-artistico nel centro storico de L’Aquila e nelle aree colpite dal sisma dell’Emilia Romagna, ma anche gli archivi e le biblioteche nazionali. Tutti luoghi che hanno bisogno di interventi straordinari, e dove i candidati – selezionati per titoli e colloquio – potranno dare uno sbocco a lauree come archeologia, architettura, archivistica e biblioteconomia, beni culturali, economia e gestione dei beni culturali, geologia, ingegneria ambientale, civile, informatica, scienza e tecnologia per i beni culturali, scienze forestali e ambientali, scienza della comunicazione, storia dell’arte, tecnologia per la conservazione e il restauro dei beni culturali. Potranno concorrere anche i giovani che vengono dalle scuole di alta formazione come l’Istituto superiore per la conservazione e il restauro, l’Opificio delle pietre dure, l’Istituto centrale per la patologia del libro; la Scuola di specializzazione beni archivistici e librari, la Scuola di archivistica.
Una goccia, è vero. Ma da qualche parte si dovrà pur cominciare, e questo – nonostante le apparenze – è un mondo affamato di segnali di speranza, soprattutto per le nuove generazioni. La rivincita dei tanti vituperati studi umanistici, considerati da molti un residuo arcaico del passato, può cominciare anche da qui: dal farli diventare, insieme alle nuovissime specializzazioni in campo tecnologico, "volano" del futuro. Certo il percorso è arduo e certamente in salita. Eppure ci piace pensare che, con questa "microiniezione" di giovani nel circuito, potremo riuscire a non assistere più a scene come quella del migliaio di turisti sparpagliati tra piazza Esedra e Porta Marina, le due biglietterie degli Scavi di Pompei, in attesa dell’apertura, ritardata oggi a causa di un’assemblea dei lavoratori di tutti i siti archeologici della Sovrintendenza. Tranquilli… stanno arrivando (si spera) i rinforzi!