SI AVVICINA LA VISITA

”La Corea del Sud spera ” “che il Papa apra” “una finestra di dialogo”” “

Lazzaro You Heung-sik, vescovo della diocesi di Daejeon ha accolto la disponibilità di Francesco come ”un miracolo del cielo”. Nella sua lettera di invito al Papa il ricordo di una Chiesa costruita sul sangue: ”Un terzo dei martiri coreani sono nati nella mia diocesi”. La speranza e la preghiera perché qualche giovane nordcoreano possa partecipare alla Gmg asiatica. Il sogno della riconciliazione ” “

Il programma è stato già definito in tutti i dettagli e i motori della macchina organizzativa sono caldi. La Corea attende Papa Francesco con gioia e grandissime speranze. Il viaggio è programmato dal 14 al 18 agosto e si è da poco concluso il secondo sopralluogo in Corea del Sud della delegazione vaticana guidata dal responsabile dell’organizzazione dei viaggi internazionali del Pontefice, Alberto Gasbarri. Papa Francesco in Corea: un sogno che si è realizzato il giorno in cui fu dato l’annuncio all’Angelus di Domenica delle Palme. Ora – è inutile nasconderselo – si spera che i sogni possano diventare miracoli. E questa terra divisa in due, attraversata dalla minaccia terribile e costante di una guerra nucleare, di miracoli ne ha proprio bisogno. È stato mons. Lazzaro You Heung-sik, vescovo della diocesi di Daejeon, ad invitare per primo il Papa in Corea. Sarà la sua città ad ospitare dal 13 al 17 agosto la VI Giornata della Gioventù asiatica e il 15 agosto nello stadio di Daejeon il Papa celebrerà una Messa. Mons. Lazzaro You, come è andata? "In ottobre ho scritto una lettera al Santo Padre chiedendogli una benedizione e preghiera per la Giornata dei giovani asiatici e dopo gli scrivevo: "se potesse venire Lei in Corea, sarebbe ottimo". Il Papa l’ha letta e ha deciso di venire. Sono quindi partiti i preparativi che hanno coinvolto tutti i vescovi della Conferenza episcopale, il nunzio e i sopralluoghi della Santa Sede. Il 24 aprile scorso ho avuto un’udienza di 40 minuti con il Papa". Di che cosa avete parlato?"Ho detto al Santo Padre: ‘Santità non aspettavo certo che Lei venisse in Corea. Accolgo questa notizia come un miracolo di Dio". E il Papa mi ha confidato: ‘Ma monsignore, è lei che mi ha scritto. Ed io leggendo la sua lettera, ho sentito nel cuore una voce forte dal Cielo che mi diceva: devi andare in Corea’. È quindi un viaggio nato dal Cielo. Al Papa allora ho detto: ‘accolgo questa notizia come un miracolo’. Il Papa mi ha risposto: ‘In Corea sono stati i laici a portare il Vangelo. Questo è un miracolo. E tanti coreani hanno dato la vita per annunziare e testimoniare il Vangelo. Adesso il Cielo fa un altro miracolo ed è quello che mi porta in Corea’. Ed ha aggiunto: ‘facciamo tanti miracoli di Dio in Corea". Ma che cosa ha scritto al Papa in quella lettera per convincerlo a venire?"Al Santo Padre ho detto che la nostra è una Chiesa nata sui martiri e che un terzo dei martiri coreani sono nati nella mia diocesi. Tanti hanno dato la vita e tanti sono scappati per salvare la propria vita rifugiandosi su una montagna e hanno vissuto il cristianesimo, aiutandosi reciprocamente e vivendo l’amore reciproco. Sono martiri, sono coreani, sono cristiani che hanno fatto coincidere vita e fede. E per questo sono oggi modelli di cristianesimo per la Corea. Spero che i giovani dell’Asia venendo qua, possano conoscere questa testimonianza e seguire il loro esempio, e diventare così missionari di un cristianesimo autentico e costruttori della pace in Asia. Questa lettera ha toccato il cuore del Papa. Il primo scopo del viaggio è la partecipazione del Papa alla Giornata della gioventù asiatica. Poi beatificherà 124 martiri coreani e pregherà per la riconciliazione e la pace tra le due Coree". Come vivono i coreani la divisione del Paese?"È una divisione che dura da quasi 70 anni con due governi e due sistemi. Si vive nel pericolo: le due parti hanno puntate le armi l’una contro l’altra con la minaccia di una guerra che può provocare addirittura la scomparsa della Corea dalla terra. Adesso la situazione tra i due governi non è facile. Noi speriamo che si apra qualche piccola strada". Quale? "L’attuale situazione tra le due Coree non rende facile far nascere qualche iniziativa. Ma si può lavorare, per esempio, per chiedere che la Corea del Nord dia ad alcuni giovani e ad alcuni cattolici il permesso di venire quando c’è il Papa. Questa loro presenza può rappresentare una piccola finestra per il futuro. Per questo prego ogni giorno. Speriamo. Bussiamo alle porte. Se una porta si apre…". Quanti sono i cattolici in Corea del Nord?"Statisticamente dicono qualche centinaia di persone. Ci sono. Sono andato a Pyongyang quattro volte per aiuto umanitario ai bambini, agli anziani, agli ammalati". E come è la situazione?"È drammatica. Tanti hanno fame, tanti sono ammalati, tanti hanno bisogno di tutto per sopravvivere. È una situazione che necessita di un’assistenza umanitaria". Il Papa andando a Gerusalemme è riuscito a portare in Vaticano i leader palestinese e israeliano. Le attese sono grandi anche per la Corea?"Quanto sarebbe bello. Prego molto che qualcosa di simile avvenga presto anche in Corea". Cosa spera?"Che con il Papa, si inizi un nuovo rapporto. Si apra una piccola finestra di dialogo. Prego che il Papa, anche se la situazione è difficile, indichi una nuova via, una strada da percorrere, che tutti i coreani attendono per vivere insieme".