LA RASSEGNA ''VOCI E PENSIERI''
Tre appuntamenti, in altrettante chiese della Città Vecchia, per ascoltare musica colta e riflettere con esperti del settore. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la diocesi e la Fondazione Petruzzelli, il cui Coro sarà protagonista. Don Antonio Parisi: “Vogliamo che tutte le diocesi pugliesi siano coinvolte in questo progetto. E creare una rete che coinvolga artisti, diocesi e Conservatori”
Unire fede e arte, ritornare agli antichi fasti di Claudio Monteverdi, di Giovanni da Palestrina, ma anche di Gustav Mahler e di Gustav Messiaen. Un’impresa titanica, forse, ma la rassegna di concerti corali "Voci e Pensieri" ci prova. Nata da una collaborazione tra l’arcidiocesi di Bari-Bitonto e la Fondazione Petruzzelli di Bari, la rassegna si comporrà di tre appuntamenti, previsti in altrettante chiese di Bari vecchia, con lo scopo di riavvicinare il pubblico alla musica sacra e liturgica e per discutere del ruolo degli artisti in questo connubio spesso dimenticato. Protagonista musicale dell’evento sarà il Coro della Fondazione Petruzzelli. A discutere dell’arte sacra e del ruolo dell’artista saranno Dino Borri, docente del Politecnico di Bari, con il tema "Futuri della mente, futuri del cuore, nelle strategie delle città"; Nicola Scardicchio, docente del Conservatorio di Bari, che parlerà de "La presenza del sacro nella musica corale dal Cinquecento ad oggi" e, a conclusione, l’arcivescovo di Bari-Bitonto, Francesco Cacucci, il quale terrà una conversazione dal titolo "Ricordatevi che siete i custodi della bellezza del mondo (Giovanni Paolo II)".
Evangelizzare con la cultura. Organizzatore della manifestazione è don Antonio Parisi, direttore dell’Istituto diocesano animatori musicali della liturgia e consulente per la musica liturgica presso l’Ufficio liturgico nazionale della Cei, da trent’anni impegnato nello sponsorizzare gli artisti locali e riportare in auge il concetto e l’espressione della musica sacra e liturgica. "Dobbiamo riavvicinare il pubblico alla fede con la musica – afferma don Antonio -. ‘Voci e Pensieri’ sarà un preludio alla manifestazione di settembre prossimo ‘Notti Sacre’ perché crediamo che, oltre agli strumenti tradizionali di evangelizzazione, la musica sia un grande mezzo per aprire le porte della Chiesa alla gente. Da quando il teatro Petruzzelli fu dato alle fiamme, come diocesi ci siamo sempre impegnati per mantenere vivo il dialogo della città con la musica. Inoltre è assolutamente necessario porre l’attenzione ai giovani artisti che, come in altri campi, sono i nuovi poveri della nostra società". Ma non solo, la gente, fedeli e non, hanno gran fame di musica, di musica colta. Il pubblico ha necessità di non fermarsi sulle canzoni povere di significato che invadono il mercato musicale contemporaneo: "Abbiamo avuto un feedback incredibile da parte del pubblico nelle passate edizioni delle nostre rassegne. In ‘Notti Sacre’ dello scorso anno abbiamo raggiunto le ottomila presenze. La gente ha necessità di ascoltare buona musica… Ma sarebbe un discorso lungo perché partirebbe dalla mancata formazione musicale delle scuole fino al depauperamento della musica liturgica italiana. Sta di fatto che, ad ogni modo, gente comune e musicisti chiedono a noi diocesi di fare formazione e informazione in tal senso. Noi, per quel che possiamo, cerchiamo di recuperare questo discorso".
Fare sistema. "Vogliamo che, a lungo andare – continua don Antonio – tutte le diocesi pugliesi siano coinvolte in questo progetto. Vogliamo creare una vera e propria rete che coinvolga artisti, diocesi e Conservatori locali. È necessario lavorare insieme e monsignor Cacucci ne ha parlato in diverse occasioni, proponendo al territorio ecclesiastico pugliese di collaborare per camminare in una stessa direzione. E tutte le diocesi sono state liete di accettare questa proposta". Per andare lontano non bisogna camminare da soli e le diocesi lo sanno. Per questo hanno lavorato tutte nello stesso senso: "Noi, per esempio, collaboriamo da anni con il Conservatorio di Bari e con quello di Monopoli. Così come, per esempio, la diocesi di Taranto collabora con il Conservatorio della città. La diocesi di Bari è partita da una riflessione di Paolo VI sugli artisti, ovvero che la Chiesa si era allontanata dall’arte e viceversa. Ecco, è necessario ricreare questo connubio. Un avvicinamento alla fede che arrivi al cuore dell’uomo, partendo dalla mente e dall’ascolto".