CARTELLA CLINICA OFFRESI...
In principio fu Riccardo Galeazzi Lisi, Archiatra pontificio passato alla storia con il poco nobile appellativo di "archiatra corrotto". Nel 1958, durante la drammatica agonia di Pio XII, Papa Pacelli, questo oculista di pochi scrupoli scattò diverse foto al pontefice morente e le rivendette a Paris Match che le pubblicò con grande clamore. Non pago, in tutti i possibili sensi, il medico riuscì a fare il bis con le foto del processo di imbalsamazione. Oggi, più prosaicamente, una manina furtiva si è introdotta negli archivi della clinica dell’Ospedale Nord di Grenoble, in Francia, per trafugare la cartella clinica di Michael Schumacher e rivenderla al miglior offerente.È stata Sabine Kehm, discreta e attenta portavoce dell’ex campione della Ferrari, a lanciare l’allarme, assicurando anche di aver già presentato denuncia di furto e ricordando che l’utilizzo di notizie riservate e protette dal diritto alla privacy è perseguibile. Diplomaticamente, la Kehm non si è pronunciata sull’autenticità delle notizie cliniche finite sul mercato nero, ma tutto lascia supporre che la mercanzia sia ghiotta. E non sono solo i tifosi a voler sapere come sta il loro beniamino. La speculazione sulle condizioni di salute dei personaggi pubblici è l’ultima frontiera del gossip e nutre la voglia di dettagli riservati, questi sì intimi, mai rispettosi, che fanno aumentare esponenzialmente le visite sui siti di news. La notizia più letta non è mai quella politica, ma quella pettegola, pruriginosa, scandalosa.Al netto dello sciacallaggio mediatico, si innesta anche un’altra considerazione: le informazioni sullo stato di salute dei personaggi di primo piano sono sempre più preziose. La salute come questione di Stato. Non c’è niente di peggio per un leader politico che il rincorrersi di notizie poco rassicuranti sulla sua cagionevolezza. Non a caso, in questi giorni negli Stati Uniti sta suscitando scalpore il libro al vetriolo contro Hillary Rodham Clinton, probabile candidata alla Casa Bianca, dove si insinua che le sue condizioni di salute siano "drasticamente peggiori" di quanto venga detto ufficialmente. Un comandante in capo malato non è un buon comandante e chi mette le mani sui traballanti valori della pressione e del colesterolo dell’altro candidato ha in pugno un’arma elettorale formidabile. Un nuovo, fiorente mercato si affaccia all’orizzonte: cartella clinica offresi, altro che le relazioni pericolose.