UNO STRANO MUNDIAL

Troppe lacrime ” “di pavone…” “

Un morso vampiresco (da uomo a uomo) e tante lacrime (rigorosamente maschili). Questi i ricordi del Mundial brasiliano che conserviamo a metà del cammino di una competizione che, al momento, non ha impressionato nessuno. Se non per il grande caldo con relativo tasso di umidità che ha riempito le cronache del pre-durante-post partita. Per il resto, un calcio assolutamente normale. Se non, addirittura noioso. Salvo morsi e lacrime.Insomma, roba da uomini strani. Uno che morde, viene duramente sanzionato, chiede perdono e lo riceve a tempo di record da parte della vittima. Un po’ di attesa meditabonda, no? Roba da libro Cuore che avremmo preferito evitarci, tanto suona tutto stonato.E poi lacrime a fontana per tutti: gli esclusi dal torneo e chi l’ha scampata ai rigori. Aspettando la prossima sfida e le prossime lacrime da esibire. E poi c’è qualcuno che si meraviglia che gli italiani abbiano accolto con sovrana indifferenza i reduci dal fallimento brasiliano… E ci mancherebbe altro. Noi abbiamo ben altro per cui piangere. E nel mondo che non finisce a Rio, intanto, succede di tutto.A proposito, non abbiamo visto nessuno piangere a favore di telecamera per i trenta immigrati morti sul peschereccio o per i cristiani ammazzati durante la messa in Nigeria, o per le vittime dei sostenitori del Califfato che non vanno molto per il sottile. Le lacrime scivolano sul pallone. Che, come è noto, è rotondo, come il mondo. Rotola via… con tutte le lacrime. Che non sono neanche più di coccodrillo, ma di pavone.