PAESI BASSI

Giovani e fede, da protagonisti

YoungSeven scommette su adolescenti e ragazzi. Fra “beatitudini” e volontariato

Un fine settimana su un’isola a contatto con la natura, una serata sul tema “conosci Maria?”, una giornata dedicata a “fare qualcosa per qualcuno”, una visita al carcere durante le vacanze di Natale, una serata di film o di gioco: queste sono alcune delle attività che YoungSeven ha in calendario per i prossimi mesi. Selezionata tra altre 22 associazioni giovanili dell’Olanda, da una giuria composta da una giovane, un avvocato e un vescovo, YoungSeven ha ricevuto il premio “Hope”, alla sua prima edizione, durante il festival nazionale dei giovani cattolici “Nuovo, puro, intenso”, che si è svolto a fine giugno nel parco dell’abazia cistercense di Nieuwkuijk. “Dite no alla cultura effimera, superficiale, dell’usa-e-getta, che presume che voi non siete forti, che non siete capaci di affrontare grandi sfide nella vita. Pensate in grande”, ha scritto Papa Francesco in un messaggio inviato ai giovani olandesi ai quali, parafrasando le parole del titolo, ha proposto tre beatitudini (beati i poveri in spirito, i puri di cuore, i misericordiosi), per i tre anni che mancano all’incontro mondiale dei giovani 2016 in Polonia, perché “nuovo, anzi rivoluzionario” è il messaggio delle beatitudini di Gesù. “Che la Vergine Maria interceda”, affinché “possiate sperimentare una gioia nuova, pura e intensa, una gioia che potete trovare solo in Gesù”, concludeva il Papa. Mons. Robertus Mutsaerts, delegato della conferenza episcopale per la pastorale giovanile, a nome della giuria del premio “Hope” ha sottolineato “l’atteggiamento fiducioso, positivo” e “la capacità di muoversi oltre i confini delle parrocchie” di YoungSeven, che lavora per i giovani della città, senza cedere alla scusa di “essere troppo pochi”. Il premio, un anello in oro con pietre preziose su una superficie di legno d’ulivo, simbolo di unità e continuità, resterà a YoungSeven per un anno e poi passerà nelle mani di un nuovo vincitore. “Siamo molto orgogliosi di aver vinto il premio. È un enorme incoraggiamento per il nostro gruppo e un impulso positivo per i nostri membri”, dice a Sir Europa padre Ignas Tilma, membro del gruppo di coordinamento.

Come è nata l’iniziativa YoungSeven?
“Tutto è partito dall’iniziativa di Karin Blaauw una giovane-lavoratrice, membro del consiglio pastorale inter-parrocchiale di sette comunità nella regione di Schagen, nell’Olanda settentrionale. È stata questa ragazza a costituire un team, di cui faccio parte anche io, come sacerdote tra i più giovani della diocesi. L’idea di fondo era di lavorare insieme per organizzare iniziative per i giovani cattolici del dopo-cresima (12-18 anni). La collaborazione tra le sette parrocchie permette una quantità di attività più ampia e numerosa di quelle che potrebbero essere organizzate da una parrocchia sola. I rappresentanti delle diverse comunità hanno iniziato a lavorare al progetto alla fine del 2010 e le prime iniziative per i giovani sono cominciate nell’ottobre 2012”.

Qual è lo scopo delle vostre attività?
“Il principale obiettivo è di far sperimentare ai giovani che possono trovare un loro spazio nella chiesa attraverso una molteplicità d’iniziative”.

Quanti sono i giovani che raggiungete e coinvolgete?
“Al momento, i membri del gruppo sono una trentina di giovani e adolescenti. La partecipazione alle attività – cadenzate una al mese circa – può variare in base alla proposta concreta. Nuovi membri arrivano e si aggiungono dai gruppi di cresimati”.

I giovani cattolici sono una minoranza in Olanda: che significa credere in una società secolarizzata?
“Come detto, il numero dei partecipanti non è ancora molto consistente. Tuttavia, YoungSeven muove dall’atteggiamento positivo che la chiesa e la fede hanno qualcosa da offrire ai giovani. Cerchiamo anche di sostenere, confermare e incoraggiare i giovani nel fare esperienze di fede”.
 
Esistono relazioni con altri gruppi di giovani credenti di altre confessioni cristiane o religioni?
“YoungSeven è nata come iniziativa per i giovani cattolici, anche se fin dal suo inizio le attività e l’adesione al gruppo è stata aperta a tutti i giovani interessati, indipendentemente dalla loro appartenenza cristiana o religiosa in generale. Non è obbligatorio nemmeno essere associati per poter partecipare alle nostre iniziative e i membri possono portare i propri amici. A volte ci sono contatti e collaborazioni con gruppi giovanili di altre chiese. C’è un legame costante con l’ufficio di pastorale giovanile di Haarlem-Amsterdam, la diocesi a cui apparteniamo, e con altri gruppi giovanili nella diocesi”.

Che cosa rappresenta l’Europa per voi?
“YoungSeven lavora a livello locale, concentrandosi sui giovani della nostra zona, ma sempre lavorando al di là dei confini delle parrocchie. Non escludiamo che in futuro alcune attività possano comprendere contatti con i giovani di altri Paesi europei”.