SPAGNA
Quattro giovani di Albacete raccontano i motivi che li hanno spinti a un’estate in missione
Quest’estate quattro giovani della diocesi di Albacete si recheranno in missione. Attraverso diverse istituzioni missionarie – diocesi, ordini religiosi, associazioni – i quattro giovani andranno in altri Paesi, mossi dalla gioia di annunciare il Vangelo e di lavorare per la promozione umana.
In Guatemala e a Santo Domingo. Mari Carmen Alfaro fa parte dell’équipe per l’orientamento presso la Fondazione educativa Francisco Coll delle suore Domenicane di via Salamanca, ad Albacete, ha due figli e ha sempre avuto il desiderio di vivere un’esperienza in missione. Raggiungerà una scuola a Teleman, in Guatemala. Invece, i maestri della scuola delle suore Domenicane “Nostra Signora del rosario”, Alejandra Roca, e dell’istituto “Ave Maria”, Mercedes e Miguel Martínez, staranno un mese nella “scuola-casa Armando Rosemberg” nel quartiere Sabana Perdida di Santo Domingo. Miguel è già stato l’anno scorso in Bolivia e ora vuole ripetere l’esperienza in una missione diversa insieme con la fidanzata e la sorella.
Per vincere l’egoismo. “A volte, la comodità ci rende egoisti e ci fa credere che abbiamo diritto a tutto. Sentiamo la necessità di aiutare quelli che non hanno una vita facile come la nostra”, spiega Alejandra Roca. “Inoltre – prosegue la giovane -, crediamo che questa esperienza ci aiuterà a crescere come persone, nei valori e nelle attività che purtroppo al giorno d’oggi si stanno perdendo. La domanda che dobbiamo farci è: perché non vivere un’esperienza del genere?”. “Noi andiamo a Santo Domingo, nella Repubblica Dominicana, con le religiose Operarie del divino Maestro – racconta Mercedes Martínez -. La nostra missione sarà prenderci cura della ‘scuola-casa Armando Rosemberg’. Una scuola dove i bambini sono anche ospitati perché non hanno famiglia o le loro famiglie di origine sono molto deprivate”. Tanti i compiti: “Visiteremo le famiglie per valutare la situazione, aiuteremo nella costruzione di una nuova parte della scuola e visiteremo altre comunità nelle quali opera una missione”.
Formazione missionaria. “La nostra formazione missionaria – spiega Miguel Martínez – è iniziata l’anno scorso, nel gruppo missionario della diocesi. Ci riuniamo una volta al mese nella parrocchia del Buon Pastore per dare risposte alle nostre preoccupazioni missionarie”. I missionari saveriani, precisa il giovane, “sono gli incaricati a guidare questo corso. Oltre a questo gruppo, ce n’è un altro a Hellín. Ci piacerebbe invitare tutti quelli che hanno un’ansia missionaria a conoscerci e a unirsi a noi”. Durante gli incontri “si parla di missione, attualità, si riceve una formazione missionaria. Sono, poi, tanti i missionari che partecipano, per dare una testimonianza della loro vita e della loro fede”. Non solo: oltre a far parte del gruppo, andando in missione con una congregazione religiosa, “facciamo anche un piccolo corso di formazione sul luogo dove andremo e sulle necessità concrete della missione di Santo Domingo”.
Arricchimento spirituale. “Vado in un villaggio del Guatemala chiamato Teleman, un centro educativo dove le suore domenicane dell’Annunziata offrono un servizio alla popolazione Maya-Q’eqchi della zona del Polochic, a Verapaz, nel nord del Paese, accogliendo bambini e giovani di scarse risorse”, afferma Mari Carmen Alfaro, che ricorda come le suore spiegano la loro attività: “La nostra missione può riassumersi nel sogno trasformato in progetto dal nostro fondatore, padre Coll: illuminare con la sana dottrina le tenebre dell’ignoranza. Per la nostra congregazione religiosa è l’imperativo caratteristico che ci propone la scuola come luogo privilegiato per l’annuncio della Buona Notizia: Gesù è venuto sulla terra per darci la vita in abbondanza”. Mari Carmen andrà a lavorare in una scuola: “All’inizio per fare quello che faccio nel centro dove lavoro, la Fondazione educativa Francisco Coll ‘Nostra Signora del Rosario’ ad Albacete: prendermi cura degli alunni in difficoltà, condividere le esperienze degli insegnanti, parlare con le famiglie, discutere con i giovani su alcol, droghe, sessualità, cercando di collaborare alla missione delle suore”. Da questa esperienza “spero di ricevere un arricchimento personale, che verrà dal contatto con altre persone e culture, e spirituale. Credo che sarà molto gratificante prendere distanza dal mio stile di vita abituale, dalle comodità, dal ritmo frenetico, che a volte non mi permette di riflettere sul significato delle cose che faccio”.