VITA DA PRETE

Il don ha fatto” “cento (anni) ” “Evviva il don

Classe 1914, don Salvatore Bruno Santaguida, diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, per 53 anni è stato parroco nella cittadina di Dasà. Qui opera ancora come cappellano nella Casa di riposo, a fianco degli anziani: “Non pensavo, alla mia età, che potessi essere ancora utile a chi ha bisogno della Parola di Dio”. 73 anni vissuti “fra la gente”. È uno dei 16 sacerdoti italiani ultracentenari

"Non ci credo nemmeno io. Ne prendo atto con meraviglia". Così don Salvatore Bruno Santaguida, che lo scorso 18 giugno ha festeggiato il suo primo secolo di vita, parla di questo anniversario. Un anniversario che la diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, con il vescovo monsignor Luigi Renzo, ha voluto festeggiare in modo solenne con una celebrazione eucaristica partecipata da una folta schiera di sacerdoti.
Nato a Sorianello il 18 giugno 1914, don Santaguida è stato ordinato sacerdote dall’allora vescovo di Mileto, monsignor Paolo Albera, il 13 luglio 1941. Assegnato subito viceparroco a Sinopoli Superiore (RC), nel 1945 venne promosso parroco di Galatro e qualche mese dopo trasferito alla parrocchia S. Nicola e S. Michele di Dasà (VV), dove è rimasto ininterrottamente fino al 1999. Divenuto emerito per limiti di età, preferì rimanere a Dasà nella parrocchia che lo ebbe pastore per ben 53 anni e dove tuttora vive e opera come cappellano onorario nella locale Casa di riposo. Qui celebra Messa e segue gli anziani ricoverati.
Don Salvatore è molto contento: "Non ho mai pensato in vita mia di poter raggiungere questo traguardo". E soprattutto che "alla mia età potessi essere ancora utile a chi ha bisogno della Parola di Dio".
Don Santaguida parla della sua vocazione sacerdotale con molta serenità sottolineando che nella "mia giovinezza mi sono innamorato della vita sacerdotale, per un desiderio di essere vicino al Signore quanto più possibile". Una vocazione che "non ha suscitato divergenze nella mia famiglia", come spesso succedeva: "Ho trovato solo molta comprensione soprattutto da parte di mia madre". La vita sacerdotale "si impresse dentro di me in modo eccezionale – ci spiega – e vedevo quei momenti come occasioni per avvicinarmi al Signore, soprattutto per vedere Maria come Madre e quasi avvertivo il suo abbraccio materno. Quando sono diventato sacerdote, la Madonna ha fatto sempre battere il mio cuore, quasi me lo toccasse con le mani".
Un ministero, quello di don Salvatore, intenso e lungo: 73 anni vicino "alla gente". "La cosa per me più deliziosa era il trovarmi col popolo, e ciò specialmente nei giorni domenicali e festivi. Avvertivo dentro di me come dei palpiti speciali e provavo grande delizia nel vedermi sacerdote e annunciatore di un messaggio di salvezza". Ancora oggi, dopo 73 anni di sacerdozio, "provo grande delizia per aver consacrato a Dio la mia vita. Ogniqualvolta ho potuto compiere un gesto sacerdotale – aggiunge – ho provato dentro di me una gioia immensa".
Il sacerdozio per don Salvatore è stato ed è ancora importante: il suo ruolo "non cambia": posso cambiare i tempi, le situazioni ma "non il sacerdozio, non la sua figura, non il suo ruolo". E ai giovani sacerdoti dice sempre che bisogna "innamorarsi di Dio e della Madonna per essere veri sacerdoti. Il tesoro più bello del mio cuore è stato il pensiero che Dio mi era vicino, e quasi avverto la spinta che Gesù dà a Maria per volermi bene come un figlio. Ogniqualvolta vedo un’immagine di Maria il mio cuore batte in modo eccezionale". Una sensazione che "continua", che "ancora oggi mi rende attivo e vicino agli altri". Il nome di battesimo di Salvatore è nato per caso – ci racconta Giuseppe Tripodi, diacono permanente e suo primo chierichetto a Dasà. Doveva chiamarsi solo Bruno ma "nasceva mentre in Paese era in corso la processione del Corpus Domini. I genitori pensarono, quindi, di chiamarlo Salvatore".
Nella solenne concelebrazione eucaristica in occasione del centenario il vescovo ha "ringraziato il Signore per il dono del sacerdozio a servizio della Chiesa e lo stesso don Salvatore per la generosità e lo zelo con cui ha caratterizzato il suo lungo ministero in una comunità delle Serre vibonesi non scevra di disagi e difficoltà di ogni tipo". Un ringraziamento al quale si è unita l’intera comunità di Dasà, con il sindaco in testa, che ha partecipato con grande entusiasmo e gratitudine esprimendo l’affetto a don Salvatore mentre la parrocchia di Dasà, su iniziativa del parroco, don Cosma Raso, ha preparato il momento con un triduo di preghiera e di predicazione sulla figura del sacerdote, animato da tre sacerdoti originari di Dasà e frutto del ministero pastorale proprio di don Salvatore: mons. Rocco Scaturchio, attuale rettore del Seminario teologico "S. Pio X" di Catanzaro, don Giovanni Manno e don Pino Sergio.
In Italia, attualmente, sono 16 i sacerdoti ultracentenari: di questi 8 hanno 100 anni, 4 hanno 101 anni, 2 hanno compiuto 102 anni e 1 ha festeggiato i suoi 104 anni.