COMMISSIONE UE

L’agenda è ancora fitta

La politica estera e l’energia, il budget, i consumatori e le imprese… La squadra-Barroso al lavoro

Dopo l’elezione di Jean-Claude Juncker a prossimo presidente della Commissione europea, che entrerà in carica il 1° novembre, gli Stati membri dell’Ue stanno facendo pervenire a Bruxelles i nomi dei rispettivi candidati alla carica di commissario, uno per nazionalità, i quali verranno sottoposti ad audizione parlamentare a settembre e votati dagli stessi eurodeputati durante la plenaria di fine ottobre. Ma mentre procede l’iter per la formazione dell’Esecutivo che resterà in carica i prossimi cinque anni, il collegio guidato da José Manuel Barroso prosegue il suo lavoro.

Diplomazia e decisioni concrete. Nelle ultime settimane la Commissione ha dovuto portare avanti alcune pratiche politiche e legislative, predisporre le rettifiche al Bilancio in corso e la bozza del Bilancio per il 2015, definire le “raccomandazioni” agli Stati sui temi finanziari e di budget. La squadra-Barroso è stata quindi chiamata a preparare e seguire il Consiglio europeo sui temi economici e la politica estera tenutosi a fine giugno, accompagnando poi l’avvio della nuova legislatura dell’Europarlamento e l’esordio della presidenza di turno italiana. Nel frattempo l’agenda dell’Esecutivo si è infittita di impegni, prese di posizione, “comunicazioni” su altri versanti, quali gli stanziamenti dei fondi comunitari, l’istruzione, la strategia macroregionale Adriatico-Jonio e quella Alpina, la sicurezza energetica, il sostegno alle piccole e medie imprese, la difesa dei consumatori. Alle urgenze sul fronte estero (dall’Ucraina alla Terra Santa, senza trascurare Iraq e migrazioni mediterranee; le decisioni più recenti sono del 28 luglio con nuovi stanziamenti umanitari per la Striscia di Gaza e l’avvio del partenariato commerciale con il Camerun) non sono mancate le questioni tutte interne dell’Unione bancaria, la Garanzia giovani in ambito occupazionale, la preparazione degli Open days di ottobre sulla coesione regionale… È inoltre giunto il via libera all’ingresso della Lettonia in Eurolandia, che ora deve essere materialmente preparato dagli uffici del palazzo Berlaymont.

Per un’industria più competitiva. Una iniziativa particolare è stata diretta a ridare slancio all’innovazione nel settore manifatturiero, con il varo dei partenariati pubblico-privato soprattutto nel campo della ricerca. Nel quadro di Horizon 2020, programma settennale per la ricerca, vengono riservati 7 miliardi a questo scopo. La Commissione ha così stanziato il primo miliardo su specifici progetti che saranno cofinanziati dal settore privato. L’intento generale di tali partenariati è di “migliorare la qualità di vita dei cittadini e rafforzare la competitività internazionale dell’industria europea”, come ha spiegato lo stesso José Manuel Barroso. Tra i progetti sostenuti dal bilancio comunitario figurano studi su nuove cure per diabete e patologie oculistiche, oppure l’introduzione di veicoli stradali alimentati a idrogeno, passi avanti nell’elettronica, nella bioeconomia e nei trasporti. Barroso a questo riguardo ha specificato: “È soltanto mettendo insieme le migliori risorse intellettuali del mondo accademico, dell’industria, delle Pmi, degli istituti di ricerca che possiamo far fronte con successo alle imponenti sfide che ci attendono”. Tali partenariati perseguiranno “risultati che non potrebbero essere conseguiti da nessun singolo Paese”.

Energia, è sempre emergenza. La Commissione ha inoltre presentato una complessiva strategia – al vaglio di Consiglio e Parlamento Ue – per rendere i Ventotto maggiormente autonomi per quanto riguarda le forniture energetiche. Il tema è stato affrontato durante il summit dei capi di Stato e di governo del 26-27 giugno anche in relazione al turbolento quadro geopolitico e alle situazioni di tensione in Ucraina, Africa settentrionale e Medio Oriente. Secondo l’Esecutivo, “la diversificazione delle forniture esterne di energia, il potenziamento delle infrastrutture energetiche, la realizzazione di un mercato interno per l’energia e il risparmio energetico” sono gli elementi principali di una vera strategia comunitaria. Tale linea di azione proposta dal collegio sottolinea inoltre “la necessità di coordinare le decisioni di politica energetica e l’importanza di agire all’unisono nei negoziati con i partner esterni e si basa sui progressi già compiuti dopo la crisi del gas del 2009”. A questo riguardo Günther Oettinger, commissario per l’energia, aggiunge: “Vogliamo partenariati forti e stabili con importanti fornitori, ma dobbiamo evitare di cadere vittima di ricatti politici e commerciali. L’Ue e i suoi Stati membri devono impegnarsi su molti fronti: collettivamente dobbiamo potenziare la solidarietà nei confronti degli Stati membri più vulnerabili. Dobbiamo inoltre completare il mercato interno dell’energia, migliorare le nostre infrastrutture e sfruttare meglio le nostre risorse energetiche”. Le azioni proposte agli Stati riguardano questi ambiti, con in primo piano le forniture di gas per le quali l’Ue dipende dalla Russia per il 39% delle sue importazioni, per il 33% dalla Norvegia e ancora per un 22% da Algeria e Libia. Da qui l’urgenza di promuovere legami con altre regioni, come il bacino del Caspio.