GOVERNO DELLA DIOCESI

Firenze sceglie la via (ecclesiale) della collegialità

Il cardinale Giuseppe Betori ha annunciato la costituzione di un “Consiglio episcopale” che lo affiancherà come “espressione dell’ecclesiologia conciliare di comunione, più vicino all’evolversi della vita della Chiesa in questo nostro tempo… per valorizzare la varietà di esperienze e comporle in una più ricca unità”. Nel solco tracciato da Papa Francesco

Un "Consiglio episcopale", con cui condividere il governo della diocesi: è questa la nuova realtà che affiancherà il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, nella guida della Chiesa locale. Lo ha annunciato lo stesso Betori al clero riunito all’eremo di Lecceto. In questi giorni era previsto che il cardinale nominasse un nuovo vicario generale, in sostituzione del vescovo ausiliare Claudio Maniago scelto dalla Santa Sede per guidare la diocesi di Castellaneta, in Puglia. "L’approccio con cui ho voluto affrontare questa decisione – ha spiegato Betori – non è stato quello di trovare un sostituto, ma quello di offrire al mio ministero un sostegno collegiale, espressione dell’ecclesiologia conciliare di comunione, più vicino all’evolversi della vita della Chiesa in questo nostro tempo, più capace di riflettere i molteplici volti della realtà della nostra diocesi e del nostro presbiterio, per valorizzare la varietà di esperienze e comporle in una più ricca unità. Il vescovo, dunque, non si affianca solo un vicario generale, ma un gruppo di presbiteri come vicari, con i quali condivide la sua potestà ordinaria in ambiti specifici del suo governo". Un orizzonte di partecipazione e condivisione che, ha aggiunto, "appare assumere, proprio in questi ultimi tempi, connotazioni sempre più collegiali, di cui il Santo Padre Francesco offre importanti esempi".

Il nuovo vicario generale. Il ruolo di vicario generale è dunque assegnato a monsignor Andrea Bellandi, docente alla Facoltà teologica dell’Italia centrale (di cui è stato anche preside). Ma il governo della diocesi, ha sottolineato l’arcivescovo, "si affiderà a forme intense di dialogo e confronto tra il vescovo e i componenti del Consiglio episcopale, in forma collegiale". Del Consiglio faranno parte cinque sacerdoti: oltre a mons. Bellandi (che sarà anche vicario episcopale per l’evangelizzazione e l’esercizio del culto) l’arcivescovo ha confermato mons. Fabrizio Porcinai vicario episcopale per gli affari economici e ha nominato padre Giovanni Roncari (cappuccino) vicario episcopale per il clero, mons. Giancarlo Corti vicario episcopale per l’impegno sociale e il servizio della carità e don Wieslaw Olfier moderatore di curia. Dal confronto all’interno di questo Consiglio episcopale, ha concluso Betori, "dovranno emergere i problemi che interessano la vita diocesana e indicazioni per le decisioni che poi spettano alla responsabilità del vescovo. I vicari ne cureranno poi l’esecuzione nei rispettivi ambiti".

Verso il Convegno ecclesiale nazionale. L’assemblea di Lecceto, tradizionale appuntamento di avvio dell’anno pastorale per la diocesi di Firenze, si era aperta lunedì con il priore di Bose Enzo Bianchi che ha parlato del libro dei Salmi, testo proposto quest’anno per la catechesi biblica degli adulti. Martedì mons. Luca Bressan ha presentato "Incontriamo Gesù", i nuovi Orientamenti della Cei per l’annuncio e la catechesi. Ieri invece la relazione dell’arcivescovo, che prima del lungo capitolo dedicato alle nomine e ai trasferimenti dei sacerdoti ha proposto alcune riflessioni, richiamando in particolare il "nuovo umanesimo" fondato sulla persona di Gesù Cristo, tema del Convegno ecclesiale nazionale che si svolgerà a Firenze nel 2015, e per il quale sarà pubblicata nelle prossime settimane la "traccia di lavoro" della Cei.